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Fed: per Powell l’inflazione è ancora alta, scendono le Borse

Fed: per Powell l'inflazione è ancora alta, scendono le Borse

L’intervento del governatore della Fed Jerome Powell all’Economics Club di New York ha mandato in rosso una Wall Street già provata dalle notizie in arrivo dal Medio Oriente, nella seduta di giovedì. Il numero uno della Federal Reserve ha affermato che la battaglia contro l’inflazione ancora non è stata vinta perché, nonostante i recenti segnali di raffreddamento, il carovita rimane ancora alto. “Ci vorrà tempo per essere sicuri che l’inflazione stia scendendo in modo sostenibile verso il nostro obiettivo. Non possiamo ancora sapere per quanto tempo persisteranno le letture più basse che abbiamo registrato negli ultimi mesi o dove si stabilizzerà l’inflazione nei prossimi trimestri. Anche se è probabile che il percorso sia accidentato e richieda del tempo, io e i miei colleghi siamo uniti nel nostro impegno a ridurre l’inflazione in modo sostenibile al 2%“, ha affermato.

Per raggiungere questo obiettivo, Powell ha osservato che il mercato del lavoro e la crescita economica potrebbero dover rallentare. Tuttavia, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione hanno raggiunto il livello settimanale più basso dall’inizio del 2023 nel dato pubblicato ieri (198.000 da 211.000 precedente), suggerendo un mercato del lavoro ancora teso che potrebbe esercitare pressioni inflazionistiche.

 

Fed: cosa farà con i tassi d’interesse?

Le dichiarazioni di Powell sono inevitabilmente legate a come si comporterà la Fed nei prossimi mesi con i tassi d’interesse, alla luce del fatto che i rendimenti sui titoli di Stato USA a 10 anni sono tornati nei pressi della soglia psicologica del 5%. Il presidente della Fed non ritiene che il costo del denaro sia troppo alto vista la situazione attuale: “La politica monetaria è troppo rigida? Dovrei dire di no” ha affermato rispondendo a una domanda e osservando che “i tassi d’interesse più elevati sono difficili per tutti”.

Il mercato dei futures però ha interpretato il messaggio di Powell in chiave positiva. Ora esclude la possibilità di una stretta a novembre e ha drasticamente diminuito a meno del 30% la probabilità di un altro rialzo dei tassi a dicembre. La reazione degli investitori è stata conseguente al discorso del governatore sul mercato del lavoro in raffreddamento con “alcune misure che si avvicinano ai livelli visti anche prima della pandemia” e sull’inflazione “scesa costantemente dai massimi dello scorso anno”. Tuttavia Powell ha evidenziato alcuni “rischi e incertezze” che la Banca centrale dovrà prendere in considerazione, come la guerra in Medio Oriente.

Secondo Shaun Osborne, capo stratega dei cambi di Scotiabank, le condizioni finanziarie si stanno restringendo e questo “sposta l’ago della bilancia verso una Fed che fa meno piuttosto che di più”. Riguardo le decisioni sui tassi nei prossimi mesi “penso che siamo al plateau” ha affermato. Per Laura Rosner, partner di Macropolicy Perspectives LLC, la Fed “per novembre ha chiaramente inviato un segnale di pausa” ribadendo che “si aspetta che l’economia si raffreddi nel quarto trimestre e i rendimenti facciano parte del lavoro”.

 

La reazione dei mercati

In definitiva, Powell ha cercato di pesare le parole mantenendo un tono equilibrato, anche perché il quadro generale è obiettivamente incerto e si presta a cambiamenti repentini. A Wall Street la tensione è tangibile e molti preferiscono liquidare le posizioni in attesa di una schiarita e soprattutto dell’esito delle trimestrali. L’ultima seduta ha visto l’indice S&P 500 arretrare di 85 punti base, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,96%. Oggi anche le Borse europee sono in rosso, con perdite di oltre 1 punto percentuale. La pressione sul mercato obbligazionario si è invece leggermente allentata e questa mattina i rendimenti dei Treasury decennali scendono al 4,94%, dopo che nei giorni scorsi avevano toccato un massimo del 4,997%, livello che non si vedeva dal 2007. Il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile, con il Dollar Index oggi sulla parità a 106 punti.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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