Fed: Powell minimizza il rischio recessione, Wall Street in rialzo

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La Federal Reserve ha dato respiro ai mercati azionari assumendo una posizione cauta in relazione alla prospettiva di una recessione negli Stati Uniti, di un ritorno dirompente dell’inflazione e di effetti disastrosi dai dazi imposti dal presidente USA Donald Trump.

Wall Street ha chiuso l’ultima seduta con l’indice S&P 500 in rialzo dell’1,08% e il Nasdaq dell’1,40%. In Europa, dopo una buona apertura, gli indici sono finiti in rosso prima del giro di boa di metà seduta.

La riunione della Banca centrale americana non ha riservato sorprese sul fronte dei tassi di interesse, rimasti fermi nell’intervallo 4,25%-4,50%. Ora i mercati monetari scontano tagli per 68 punti base nel 2025, rispetto ai 56 punti base di prima della riunione.

Secondo le ultime proiezioni del dot-plot, i funzionari della Fed si aspettano uno o due tagli di un quarto di punto, esattamente come a dicembre. Tuttavia, quattro membri del Fomc non prevedono alcuna riduzione, rispetto a uno di tre mesi fa.

 

Fed: inflazione transitoria con i dazi di Trump

Molto attesa era la conferenza stampa del governatore Jerome Powell che ha chiuso l’incontro di marzo. Il presidente ha parlato di un’incertezza elevata, per cui la Banca centrale attende maggiore chiarezza. “La Fed è in sintonia con i rischi economici”, ha detto Josh Emanuel. direttore degli investimenti di Wilshire. “Penso che ci sia un chiaro riconoscimento del fatto che questo è un periodo di tremenda incertezza, e sarebbe in qualche modo irresponsabile da parte loro attuare un cambiamento significativo e materiale nella politica senza chiarezza su come saranno le politiche amministrative”.

Tuttavia, Powell ha sottolineato come i dati concreti mostrino un’economia americana ancora solida. “Se si torna indietro di due mesi, le persone dicevano che la probabilità di una recessione era estremamente bassa. Quindi è aumentata, ma non è elevata”, ha osservato.

Inoltre, il numero uno della Fed ha espresso fiducia nel fatto che le aspettative di inflazione a lungo termine rimangano ben ancorate, nonostante una serie di letture le mettano in discussione. Secondo l’ultimo rapporto dell’Università del Michigan, infatti, i consumatori si aspettano un aumento dei prezzi a un tasso annuo del 3,9% nei prossimi 5 anni, il più alto in oltre tre decenni.

Powell ha definito i dati “un’anomalia”. Un passaggio del discorso del governatore che ha provocato un brivido nella schiena è stato quello in cui ha definito “transitorio” qualsiasi aumento della crescita dei prezzi legato alla politica tariffaria di Trump.

Il termine fu usato anche nel 2021 per descrivere l’inflazione che si stava facendo largo nell’economia statunitense per poi rafforzarsi in maniera dirompente. Powell ha ammesso di essersi sbagliato allora e gli operatori di mercato non vorrebbero che si ripetesse lo stesso errore. C’è da dire che il 72 enne di Washington ha sottolineato come la Fed “non possa davvero sapere” il modo in cui si evolveranno i dazi.

“La domanda è: quanto i dazi impareranno nel più ampio processo di generazione dell’inflazione?”, ha detto Ellen Meade, professoressa di ricerca di economia alla Duke University ed ex consigliere speciale del Consiglio della Fed. “Powell sembrava concentrarsi sul cambiamento iniziale del livello dei prezzi – un aumento una tantum derivante dalle tariffe – ma non sulla possibilità che i dazi potessero comportare un’inflazione persistentemente più alta”.

Torsten Slok, capo economista del gruppo di investimento Apollo, dà un’interpretazione un po’ cupa di quanto emerso dal meeting della Fed. Le nuove previsioni dell’istituto monetario “hanno segnalato essenzialmente che ci troviamo in un’economia di stagflazione, con una crescita più bassa e un’inflazione più elevata”, ha detto l’esperto. “Da un lato, la stagflazione è una sfida molto complessa per la Fed. Dovrebbe ascoltare la crescita tagliando i tassi, o dovrebbe seguire l’aumento dell’inflazione alzando i tassi?”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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