Fed: questa settimana la decisione sui tassi, ecco cosa attendersi

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Domani inizia la due giorni dell’incontro periodico della Federal Reserve (Fed), al termine del quale la Banca centrale americana annuncerà le decisioni sui tassi di interesse e le linee di politica monetaria. Si è discusso molto circa le scelte che farà l’istituto guidato da Jerome Powell dopo la lettura dei dati sull’inflazione, più fredda del previsto. Gli investitori hanno cominciato a scontare un taglio dei tassi a settembre, mentre prima scommettevano su una prima mossa Fed non prima di novembre. Ora i trader obbligazionari valutano pienamente almeno due riduzioni di un quarto di punto ciascuna prima della fine dell’anno.

Molti si sono convinti che il FOMC potrebbe essere particolarmente audace qualora l’economia americana dovesse dare preoccupanti segnali di rallentamento. I quali si stanno cominciando a vedere nelle aziende e nei consumatori, che risentono dei tassi di interesse più alti degli ultimi due decenni. Inoltre, il mercato del lavoro ancora tiene, ma la sensazione che stia per crollare comincia a farsi strada tra gli investitori.

Se l’occupazione americana “mostra più segni di indebolimento, significa che l’economia è in condizioni peggiori e questo spingerà la Fed a tagliare di più” ha affermato Jack McIntyre, gestore di portafoglio di Brandywine Global Investment Management. “Quello che non sappiamo è che tipo di ciclo di taglio sarà” ha aggiunto. Questo venerdì il Bureau of Labor Statistics rilascerà i dati sull’occupazione USA non agricola, con il consensus che si aspetta la creazione di 177 mila nuove buste paga nel mese di luglio, a fronte di 206 mila di giugno, e un tasso di disoccupazione fermo al 4,1%.

 

Fed: ecco cosa aspettarsi dalla riunione

Il meeting del 30-31 luglio non dovrebbe portare modifiche ai tassi attuali, fermi nell’intervallo 5,25%-5,5%. Gli investitori saranno invece concentrati su quanto dichiarerà Powell nella conferenza stampa che chiude l’appuntamento. Soprattutto dopo che la scorsa settimana l’ex presidente della Fed di New York, William Dudley, ha dichiarato che la Banca centrale potrebbe commettere un errore mantenendo i tassi troppo alti a lungo, chiedendo addirittura una mossa già questa settimana.

Il punto è quanto Powell sia realmente preoccupato per le condizioni dell’economia americana, perché ciò avrebbe implicazioni sulla profondità dei tagli. Se nel suo comunicato dovesse solo ventilare l’ipotesi di sforbiciate più profonde del previsto, il segnale inviato ai mercati potrebbe produrre effetti dirompenti. La Fed ha avviato un ciclo di allentamento con riduzioni di mezzo punto solo in due occasioni: lo scoppio della bolla dot-com di inizio millennio e la grande crisi del 2008. A giudizio di Michael Feroli, economista di JPMorgan Chase, non si dovrebbe arrivare a una svolta del genere. “Powell non dovrebbe dare indicazioni circa il primo taglio e potrebbe dire di aver bisogno di ulteriori prove sui progressi circa il calo dell’inflazione” ha detto.

Michelle Girard, responsabile degli Stati Uniti di Natwest Markets, ritiene che i dati “rimuovono l’urgenza per la Fed di agire” per “non apparire in preda al panico”. Non ha dubbi sul fatto che l’autorità monetaria attenderà fino a settembre per allentare la sua politica monetaria Peter Hooper, vicepresidente della ricerca di Deutsche Bank. L’esperto ha affermato che la Banca centrale “potrebbe tornare a una politica neutrale abbastanza rapidamente”, nel caso in cui il mercato del lavoro si indebolisca molto più velocemente e in misura maggiore del previsto. In seguito Hooper vede ulteriori riduzioni a novembre e dicembre, portando quindi a tre il numero dei tagli per il 2024. Poi, a suo avviso, ci sarà una pausa fino a settembre del prossimo anno. Alla fine il tasso di riferimento dovrebbe attestarsi tra il 3,5% e il 4%.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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