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Fed: tassi d’interesse, mercoledì l’ultimo aumento?

Fed: questa settimana la decisione sui tassi d'interesse, ci sarà l'ultimo aumento?

Domani inizierà l’incontro di due giorni dei membri del Comitato di politica monetaria (FOMC) della Federal Reserve durante il quale verrà deciso se aumentare i tassi d’interesse dopo la pausa di giugno. Le aspettative sono per una stretta di 25 punti base, con il costo del denaro che arriverebbe così al 5,5%. Ma ciò che catalizzerà l’attenzione del mercato e degli analisti saranno le indicazioni che la Banca centrale americana vorrà dare per il futuro. L’inflazione è scesa al 3% nell’ultima lettura riferita al mese di giugno e si avvicina all’obiettivo di lungo termine della Fed del 2%. Nel contempo l’economia americana si mantiene in salute, allontanando il rischio di una recessione. Mettendo insieme le due cose, questo rialzo dei tassi d’interesse potrebbe essere l’ultimo. In sostanza, il carovita non richiederebbe particolare aggressività sul fronte dei tassi e la Fed potrebbe voler evitare che altri aumenti alzino la probabilità di una contrazione economica.

Christopher Waller, uno dei falchi all’interno del FOMC, ha recentemente segnalato la possibilità di un altro aumento dei tassi nella riunione di settembre, ma ha anche ammesso l’opportunità di fermarsi alla luce del rallentamento dell’indice dei prezzi al consumo. Le preoccupazioni su un possibile risveglio dell’inflazione rimangono ancora vive tra i funzionari dell’istituto guidato da Jerome Powell. Secondo Lorie Logan, presidente della Fed di Dallas, l’aumento recente dei prezzi delle case potrebbe rappresentare un “rischio al rialzo per l’inflazione lungo la strada”.

 

Fed: le aspettative degli economisti

Gli economisti reputano difficile che la Fed sorprenda nella riunione di questa settimana, poiché sta cercando di mantenere una certa flessibilità nella conduzione della politica monetaria. La linea degli ultimi mesi infatti è stata l’attuazione di una pausa a giugno e la probabile ripresa di una stretta con la riunione di questa settimana. Un ulteriore inasprimento sarebbe da escludere nell’immediato, ma tornerebbe in auge nel caso in cui i prezzi al consumo riprendessero a salire.

“È improbabile che il Comitato sia disposto a comunicare che si aspetta uno stop prolungato. C’è spazio per aumentare i tassi dopo la riunione di luglio, se sarà richiesto dai dati macroeconomici” ha affermato Kris Dawsey, capo della ricerca economica presso DE Shaw, che in precedenza ha lavorato presso la Fed di New York. Sulla stessa linea risulta essere Tom Porcelli, capo economista statunitense di PGIM Fixed Income, secondo cui “sarà difficile sostenere nei mesi a venire che il contesto ha bisogno di ulteriori restrizioni monetarie. Nel contesto di un’economia che sta rallentando, la prudenza richiederebbe che la Fed proceda con cautela”.

Un aspetto da osservare con attenzione è attinente alle proiezioni inflazionistiche. A giudizio di Julia Coronado, ex economista della Fed che ora gestisce MacroPolicy Perspectives, la Banca centrale rivedrà al ribasso le previsioni sull’inflazione core a settembre, ma intanto sarà molto importante convincere il mercato che è troppo prematuro aspettarsi la fine dell’aumento dei tassi d’interesse. “Un elemento della strategia Fed è impedire che il mercato esageri con l’euforia. Mantenendo la minaccia di rialzi dei tassi sul mercato per la maggior parte dell’anno la Banca centrale può tenere sotto controllo le aspettative sui tassi” ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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