Fondi comuni: record nei cambi di nome, in molti perdono l’ESG

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Nel secondo trimestre del 2025, i fondi europei hanno registrato un’attività di rinomina senza precedenti. I gestori di patrimoni si sono adeguati per rispettare le linee guida Esma dell’Unione europea sui nomi dei fondi comuni, con particolare attenzione ai termini legati a ESG e sostenibilità. L’obiettivo era di mettersi in regola entro la scadenza del 21 maggio, assicurando trasparenza agli investitori e allineamento agli standard minimi stabiliti per i fondi che richiamano temi ambientali e sociali nei propri nomi.

 

La maggioranza dei fondi comuni elimina i termini ESG e sostenibilità

Le regole, più restrittive, hanno costretto molti asset manager a rinunciare all’etichetta ESG e alla parola sostenibilità per alcuni dei loro fondi. Ciò non significa che abbiano cambiato strategia ma che non rientrano più nella nomenclatura Esma. In ogni caso, il gran numero di fondi comuni che hanno dovuto cambiare nome sottolinea la confusione con cui in passato è stato affrontato il tema della sostenibilità dall’industria dei fondi comuni di investimento. Non solo per colpa degli asset manager ma anche per una normativa difficile e ancora non stabilizzata. Sebbene i termini vengano rimossi dai nomi, la strategia di investimento spesso rimane focalizzata su criteri  ESG e di sostenibilità.

Secondo le stime di Morningstar, quasi 600 fondi comuni europei sono stati rinominati nel secondo trimestre del 2025. Di questi, 383 hanno eliminato del tutto i termini legati a ESG e sostenibilità, 186 li hanno sostituiti con altre diciture, mentre 26 hanno aggiunto nuovi riferimenti. Dei 383 fondi che hanno eliminato i riferimenti ESG, circa il 26% erano gestiti passivamente. Il numero dei fondi che hanno sostituito termini ESG con alternative è cresciuto moderatamente: 134 su 186 appartengono a strategie attive.

 

I fondi più importanti che hanno cambiato nome

Tra i fondi più significativi che hanno eliminato i termini ESG, il Nuveen Global Infrastructure Fund ha tolto la parola “impact” pur mantenendo invariata la strategia, continuando a investire in infrastrutture pulite. Analogamente, il fondo Articolo 8 Robeco Global Stars Equities Fund ha rimosso “sustainable” dal nome, senza modificare l’approccio di integrazione della sostenibilità nel processo di investimento.

Anche Legal & General ha operato modifiche importanti: i fondi obbligazionari come il L&G Global Corporate Bond Screened Index Fund hanno sostituito “ESG” con “screened”, pur continuando a utilizzare metodologie di valutazione ESG e a privilegiare gli emittenti green.
Il Zurich Climate Focus US Corporate Bond Fund ha sostituito “carbon neutral” con “climate focus”, mantenendo l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio e valorizzando aziende che sviluppano soluzioni tecnologiche pulite.

Il Nordea Global Climate Transition Engagement Fund ha aggiunto la parola “transition” per sottolineare l’importanza delle aziende ad alta emissione nella transizione verso un’economia a basse emissioni, evidenziando il ruolo dell’engagement attivo per stimolare cambiamenti strategici e operativi.

Anche tra le strategie passive si osservano cambiamenti significativi. Alcuni fondi obbligazionari ESG di Invesco hanno sostituito “ESG” con “Climate Transition”, evidenziando elementi di decarbonizzazione coerenti con i requisiti dei Climate Transition Benchmarks. L’approccio riflette un interesse crescente per gli investimenti responsabili, pur mantenendo le caratteristiche delle strategie originali. In parallelo, 26 fondi hanno aggiunto termini ESG o sostenibilità ai loro nomi, tra cui 17 strategie Nordea come il Nordea Global Sustainable Stars Equity Fund, che integra esclusioni dei combustibili fossili e selezione di aziende con punteggi ESG elevati.

 

L’evoluzione delle terminologie di sostenibilità

Analizzando l’evoluzione dei termini legati a ESG e sostenibilità nei nomi dei fondi comuni europei, emerge un quadro articolato. Nel secondo trimestre del 2025, “ESG” è stato il termine più rimosso ma anche quello più aggiunto. Circa metà dei fondi che hanno rimosso il termine erano strategie attive, come Storebrand Global Plus e BlackRock Global Credit Insights Bond Fund, senza modificare la strategia sottostante.

Contemporaneamente, “sustainable” e “sustainability” sono stati eliminati da circa 240 fondi e aggiunti da 29. I termini legati al clima e alla transizione, come “climate”, “transition”, “pathway”, “CTB”, “improver” ed “evolution”, hanno invece registrato una crescita in popolarità, indicando una maggiore attenzione agli aspetti ambientali e alle strategie di decarbonizzazione.
Parallelamente, il Regno Unito ha introdotto i Sustainability Disclosure Requirements (Sdr), prevedendo l’uso facoltativo di etichette di sostenibilità.

Al giugno 2025, 110 fondi UK hanno adottato una label, per circa 62 miliardi di dollari in gestione, con la predominanza della label “focus”, seguita da “impact”, “improvers” e “mixed goals”. La maggioranza dei fondi etichettati è gestita attivamente e prevalentemente azionaria. Tuttavia, il numero dei fondi non etichettati rimane quattro volte superiore, offrendo strategie diverse con caratteristiche sostenibili e spesso utilizzando termini ESG nei propri nomi, come ESG, responsible e climate.

Immagine di Redazione

Redazione

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