Fondi ESG: ecco perché nel 2022 hanno fatto peggio dell'S&P 500 - Borsa&Finanza

Fondi ESG: ecco perché nel 2022 hanno fatto peggio dell’S&P 500

I fondi ESG hanno fatto peggio dell'S&P 500 quest'anno, ecco perché

I fondi ESG nel 2022 hanno fatto peggio dell’S&P 500 in termini di performance. I 10 maggiori veicoli di investimento che si richiamano a criteri di enviromental, social and governance hanno tutti registrato una perdita a due cifre, nonostante il flusso costante di denaro da parte degli investitori. Secondo i dati riportati da Bloomberg, quest’anno infatti sono affluiti 44 miliardi di dollari netti nella gestione dei fondi ESG. Tutto ciò suona in effetti molto strano, perché addirittura gli investitori sono disposti a sopportare commissioni più elevate pur di ottenere altre tipologie di benefici che esulano da un discorso squisitamente finanziario, come rileva uno studio pubblicato questo mese dal National Bureau of Economic Research.

La ricerca ha evidenziato che in media gli investitori pagherebbero tariffe fino allo 0,20% in più all’anno pur di aderire a un fondo che abbia un preciso mandato di rispettare i criteri ESG piuttosto che a un fondo che ne è privo. “Quando incorporiamo la possibilità che gli investitori siano disposti ad accettare rendimenti finanziari inferiori in cambio dei benefici psichici e sociali dell’ESG, scopriamo che il valore implicito che gli investitori attribuiscono ai titoli ESG è ancora più alto”, hanno scritto i professori della Harvard Business School che hanno contribuito a scrivere lo studio intitolato “How Do Investors Value ESG”.

 

Fondi ESG: perché hanno perso tanto

Allora cosa ha determinato la scarsa performance dei fondi ESG quest’anno? Per arrivare a capo, occorre effettuare un’analisi specifica. Il fondo che ha perso di più del gruppo dei 10 su indicati è il Brown Advisory Sustainable Growth Fund da 6 miliardi di dollari. Da inizio 2022 fino a oggi ha registrato una performance quasi del -30%. Il motivo della debacle va individuato nella struttura della sua attività di investimento. Alla fine di ottobre, circa il 40% degli assets era composto da titoli di software, semiconduttori e internet. Si tratta di azioni tecnologiche che quest’anno sono state massacrate in Borsa oltremodo dall’aumento dei tassi d’interesse, dall’inflazione galoppante e dai timori recessivi.

Non è bastato a risollevare completamente le sorti nemmeno un rally di respiro che si è determinato a novembre, dopo i dati sull’inflazione USA migliori delle attese che hanno alimentato l’aspettativa che la Federal Reserve possa aumentare i tassi a un ritmo meno aggressivo a partire già dalla riunione di questo mese. Un’altra considerazione da fare sui risultati ottenuti dai fondi ESG riguarda il fatto che dei 10 maggiori fondi, solamente uno è a reddito fisso: il TIAA-CREF Core Impact Bond Fund da 5,9 miliardi di dollari, che quest’anno ha perso circa il 13%. Tutto il resto del gruppo è costituito da fondi azionari, che hanno risentito delle turbolenze sui mercati dei titoli a rischio, subendo di conseguenza le maggiori perdite.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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