Forza della Siberia 2, cosa sappiamo del gasdotto che collegherà Russia e Cina

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Alla vigilia della parata del Giorno della Vittoria per celebrare l’80esimo anniversario della liberazione dell’Europa dall’occupazione nazifascista, Russia e Cina hanno rinsaldato le loro relazioni diplomatiche presentando il progetto del gasdotto Forza della Siberia 2, noto anche come Power of Siberia 2. Il presidente cinese Xi Jinping, accolto in visita a Mosca, ha firmato con Vladimir Putin oltre venti documenti di cooperazione che rafforzano la partnership bilaterale delle due nazioni.

Subito dopo i negoziati, il Cremlino ha pubblicato sul suo sito ufficiale una dichiarazione congiunta in cui viene sottolineato il carattere duraturo della “interazione strategica” tra Russia e Cina. Nei colloqui, insieme alle discussioni sulla sicurezza globale e su una soluzione sostenibile della crisi ucraina, è stato affrontato in dettaglio il tema del nuovo gasdotto che collegherà i due Paesi. Inaugurato il 2 dicembre 2019, Forza della Siberia 1 è di proprietà di Gazprom e trasporta gas naturale dalla Jacuzia al territorio del Litorale e in Cina. In piena capacità, fornisce 31 miliardi di metri cubi di gas.

 

In questo articolo: 

 

  • Russia e Cina accelerano su Forza della Siberia 2
  • Il ruolo della Mongolia nel gasdotto dell’Altaj
  • I volumi del commercio bilaterale tra Russia e Cina

 

Russia e Cina accelerano su Forza della Siberia 2

Il vice primo ministro Alexander Novak ha dichiarato ai media che Putin e Xi hanno ordinato di accelerare il progetto di costruzione della seconda pipeline. Una volta completata l’infrastruttura, il piano prevede la fornitura annuale di 50 miliardi di metri cubi di gas russo in Cina attraverso la Mongolia. L’approvvigionamento arriverà direttamente dai giacimenti della penisola di Yamal nella Siberia occidentale, gli stessi che Mosca ha sempre usato per rifornire il mercato europeo. La data d’apertura di Forza della Siberia 2 (chiamato in Russia gasdotto dell’Altaj) dipende dalla chiusura del contratto che Gazprom sta ancora negoziando con Cnpc, la compagnia petrolifera nazionale del governo cinese.

Il corridoio di trasmissione dovrebbe partire dalla stazione di compressione di Purpeiskaya nella Siberia occidentale, attraversare la Chantia-Mansia, gli oblast’ di Tomsk e di Novosibirsk e il territorio dell’Altaj e arrivare a Chuyskaya, nella Repubblica dell’Altaj ai confini con la Cina, la Mongolia e il Kazakistan. Il gasdotto, lungo 2.800 chilometri, sarà realizzato con tubi del diametro di 1.420 millimetri e stazioni di compressione moderne e potenti. Il costo totale dell’operazione si aggira sui 14 miliardi di dollari. Gazprom garantisce che l’infrastruttura assicurerà un’elevata efficienza e un’affidabilità certificata nelle forniture per l’esportazione. I sistemi di trasporto si avvarranno delle più avanzate tecnologie di controllo e monitoraggio ambientale.

Il gasdotto dell'Altaj o Forza della Siberia 2
Il percorso del gasdotto dell’Altaj o Forza della Siberia 2 (foto: Gazprom)

 

Il ruolo della Mongolia nel gasdotto dell’Altaj

Nonostante non abbia incluso il progetto nel suo programma d’azione fino al 2028, la Mongolia dovrebbe giocare un ruolo decisivo nella pipeline. Gazprom ha firmato un piano di attività congiunte con il governo e sul territorio mongolo verranno installate le condutture del gasdotto, sebbene Pechino avrebbe preferito un collegamento diretto. In Cina l’infrastruttura terminerà nella regione dello Xinjiang dove si unirà al gasdotto Ovest-Est, pienamente operativo dal dicembre del 2012 e collegato per 8.704 chilometri dall’Asia centrale a Shanghai nella Cina orientale fino a Guangzhou e Hong Kong nel sud.

Nello studio di fattibilità, Gazprom aveva individuato un percorso orientale alternativo proprio attraverso la Mongolia. Questa possibilità è stata poi congelata. In ogni caso, se approvato nel progetto finale, il tratto trans-mongolo dovrebbe generare fino a 1 miliardo di dollari all’anno in tasse di transito per il Paese meno densamente popolato al mondo. Allo stato attuale, Forza della Siberia 2 promette di portare sia rischi che benefici alla Mongolia: da un lato, una fonte significativa di entrate e migliaia di posti di lavoro; dall’altro, un ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili.

 

I volumi del commercio bilaterale tra Russia e Cina

Il gasdotto Forza della Siberia 2 rappresenta un vantaggio significativo sia per Mosca che per Pechino. La Russia sostituirà il mercato europeo con quello cinese, trovando un acquirente per le riserve di gas prima vendute in Europa tramite il Nord Stream 1. La Cina, dal canto suo, potrà importare gas naturale a buon prezzo dal vicino co-fondatore dei Brics. Il piano per la costruzione dell’infrastruttura si aggiunge ad una riduzione delle forniture di carbone e all’avvio del gasdotto Far East, previsto per il 2027, che aumenterà le esportazioni di gas russo di altri 10 miliardi di metri cubi. Nel 2025 la Russia conta di esportare complessivamente 38 miliardi di metri cubi di gas in Cina.

I documenti di cooperazione prevedono l’aumento della quota di prodotti ad alta tecnologia, lo sviluppo di metodi innovativi di commercio elettronico, la fornitura reciproca di materie prime, risorse minerarie e prodotti agricoli, la biosicurezza e l’audiovisivo. La Cina è al primo posto per volume d’affari negli scambi con la Russia. Nel 2024 il commercio tra le due nazioni è cresciuto del 68%, raggiungendo la cifra record di 245 miliardi di dollari. Mosca e Pechino hanno creato un sistema stabile di scambi commerciali reciproci: quasi tutte le operazioni estere russo-cinesi vengono effettuate in rubli e yuan.

Attualmente sono in fase di attuazione o di preparazione 90 progetti prioritari per un valore di 200 miliardi nei settori strategici di produzione industriale, trasporti, logistica, agricoltura ed estrazione mineraria. Oltre alla modernizzazione delle linee ferroviarie di collegamento, in particolare le infrastrutture della Transiberiana e della Bajkal-Amur’, Russia e Cina stanno raggiungendo un accordo anche sul nucleare. Rosatom, multinazionale statale nei settori nucleare, ingegneria meccanica ed edilizia e più grande produttore di elettricità in Russia, sta costruendo unità energetiche di progettazione presso le centrali cinesi di Tianwan e Xudapu. La loro attivazione contribuirà in modo significativo all’approvvigionamento dell’economia cinese con energia pulita e a basso costo per privati e imprese.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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