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Franco svizzero: ecco come ha perso lo status di valuta rifugio

Franco svizzero: ecco come ha perso lo status di valuta rifugio

Il franco svizzero non è più un bene rifugio. Negli ultimi tempi gli investitori si sono diretti altrove, soprattutto nell’oro, per cercare protezione dalle turbolenze di mercato. Ad aver inciso in maniera determinante è stata l’acquisizione di emergenza di Credit Suisse, da parte della banca rivale UBS, sotto la direzione delle autorità di regolamentazione svizzere. Nella settimana successiva al 13 marzo, quando le authority avevano detto chiaramente che stavano monitorando la situazione intorno alla banca poi fallita, il franco svizzero è sceso dello 0,9% contro il dollaro, con gli speculatori che hanno aggiunto alle loro posizioni ribassiste oltre 800 milioni di dollari (dati rilasciati dalla Commodities Futures Trading Commission).

Nello stesso periodo, altri due asset considerati da sempre porti sicuri come yen e oro sono saliti rispettivamente del 2,6% e di oltre il 5%. Il motivo per cui il franco non è stato più forte “ha sicuramente a che fare con gli sviluppi nel settore bancario”, ha affermato Kirstine Kundby-Nielsen, analista FX di Danske Bank. “Ci sono ancora alcuni degli immobili di copertura rifugio sicuro in franchi svizzeri, ma si può prendere così tanto solo quando il rischio finisce per essere così concentrato nell’economia svizzera e nel settore finanziario svizzero”, ha aggiunto.

 

Franco svizzero: le ragioni per cui il mercato sta vendendo la valuta

Ogni volta che si sono manifestate crisi finanziarie, si è puntualmente registrato un afflusso di denaro verso la Svizzera, con la valuta locale che giocoforza aumentava di valore. Al punto che più di una volta la Swiss National Bank è dovuta intervenire per frenare il rafforzamento del franco svizzero che metteva a repentaglio l’economia della nazione. Stavolta però è diverso, perché la crisi non viene da fuori, ma gli svizzeri se la sono trovata in casa. “Se non fosse stato Credit Suisse, ma qualsiasi altra banca europea a mettersi nei guai, avreste visto il franco svizzero salire bruscamente perché sarebbe stato il rifugio sicuro per il rischio europeo”, ha dichiarato Francesco Pesole, FX strategist di ING.

A giudizio di Michael Cahill, senior FX strategist di Goldman Sachs, “il franco svizzero non è un rifugio sicuro per tutte le stagioni e finora non abbiamo avuto il tipo di pressioni di mercato che porterebbero tipicamente all’apprezzamento della valuta”. Infatti, l’esperto sottolinea come le tensioni statunitensi siano state contenute nelle banche regionali e gli istituti dell’area euro siano risultati finora relativamente indenni.

 

Cosa aspettarsi in futuro

Il dubbio che emerge però è se lo status di valuta rifugio il franco svizzero lo abbia perso temporaneamente oppure tale perdita è una cosa che si trascinerà nel tempo. Secondo gli strateghi valutari di Barclays, nel Paese sarebbe necessari cambiamenti fondamentali affinché ciò abbia effetti duraturi. In altri termini, dovrebbe accadere che “la quota di attività emesse dalla Svizzera nelle passività esterne dovrebbe diminuire attraverso deflussi ampi e sostenuti”. Tutto ciò a quel punto porterebbe a “un aumento dei tassi di interesse interni, con la crescita del rendimento delle passività esterne della Svizzera e un peso ulteriore sul differenziale di rendimento del Paese”, hanno scritto gli esperti della banca britannica.

In quel caso, vi sarebbe l’intervento della Banca centrale svizzera per “appianare la transizione ammortizzando i deflussi di capitale”, hanno aggiunto. In definitiva, Barclays considera limitate le probabilità di un “arresto improvviso”. Tuttavia, una domanda più difficile a cui rispondere è “se la fiducia nel sistema finanziario sia stata erosa al punto che potrebbe essere iniziato un episodio di slow burn”, hanno concluso gli strateghi.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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