Gas naturale: 10 modi per ridurre la dipendenza dalla Russia
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Gas naturale: 10 modi per ridurre la dipendenza dalla Russia

Gas naturale: 10 modi per ridurre la dipendenza dalla Russia

Il grande problema che oggi investe l’Unione Europea è quello di ridurre la dipendenza dal gas naturale russo per affrontare la questione della crisi energetica. Proprio tale legame con la Russia rende in questo momento difficoltoso prendere decisioni drastiche come quella degli Stati Uniti e della Gran Bretagna di tagliare i ponti con Mosca mettendo l’embargo sulle importazioni del combustibile proveniente dai gasdotti russi. 

Questo potrebbe essere visto da Putin come un segnale di disunione dell’Occidente, che rimarca la debolezza dell’Europa di fronte al nemico. Il Vecchio Continente sta cercando soluzioni alternative, infittendo i contatti con gli altri Paesi produttori per vedere se ci sono gli estremi per poter rimpiazzare il suo partner principale. Anche il gas liquefatto dagli Stati Uniti potrebbe rientrare nel ventaglio delle soluzioni, sebbene occorra fare un’attenta valutazione dei costi.

 

AIE: ridurre la dipendenza dal gas russo in 10 passi

In questo contesto, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha elaborato un piano che ridurrebbe la dipendenza dell’Europa dal gas naturale russo di un terzo in un anno. Tale programma, espresso in 10 punti, mira a diversificare l’approvvigionamento energetico dell’Europa, accelerare il suo passaggio verso le energie rinnovabili e concentrarsi sull’efficienza energetica. Vediamo insieme i 10 consigli proposti:

 

Non rinnovare i contratti di fornitura con la Russia

L’Unione Europea ha in essere un contratto con il gigante energetico statale Gazprom per un’importazione di 15 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. Il contratto scadrà il 31 dicembre 2022 e non dovrà essere rinnovato.

 

Sostituire il gas russo con quello di altri Paesi

Le importazioni di gas da 2 grandi produttori come Norvegia e Azerbaigian aumenteranno nel 2023 di 10 miliardi di metri cubi rispetto all’anno scorso, però sarebbe il caso di incrementare l’importazione di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, che potrebbe essere una fonte importante di energia. Un’altra raccomandazione potrebbe essere quella di accrescere la fornitura di biogas e biometano, così come l’approvvigionamento di idrogeno verde, sebbene queste fonti necessitino di tempo.

 

Aumentare lo stoccaggio

La conservazione del gas si rivela fondamentale sia nei cambiamenti di stagione che in caso di eventi estremi come la guerra Russia-Ucraina in corso. L’AIE ha una capacità di stoccaggio funzionante riempita al 90% entro il 1° ottobre in modo da tenere al sicuro il riscaldamento durante la stagione invernale.

 

Accelerare con le energie rinnovabili

Nel 2022 l’Europa vedrà una crescita del 15% delle fonti di energie rinnovabili rispetto al 2021, con l’aumento degli investimenti nei nuovi impianti solari ed eolici, nonché grazie a più favorevoli condizioni meteo. Il consiglio è di accelerare sui progetti energetici in corso sburocratizzando il sistema con più personale amministrativo, maggiore comunicazione tra le Autorithy e digitalizzazione.

 

Riattivare le centrali nucleari

Alcuni reattori nucleari sono stati messi offline per la manutenzione e per tutti i controlli di sicurezza l’anno scorso, ma quando verranno riattivati produrranno energia pulita. Le centrali a bioenergia che funzionano solo al 50% della loro capacità dovrebbe essere portati e gestiti al massimo della loro funzione.

 

Proteggere gli utenti a basso reddito

L’aumento dei prezzi dell’energia ingrassa i profitti delle società energetiche, che trasferiscono il costo delle materie prime nei consumatori finali. L’UE dovrebbe trovare il modo per tassare una parte di questi profitti per supportare gli utenti più a basso reddito che si trovano a pagare bollette energetiche più care.

 

Accelerare la sostituzione delle caldaie a gas

L’Europa dovrebbe rendere più rapido il processo di sostituzione dei forni a gas con pompe di calore. Aumentare del doppio queste ultime nelle abitazioni costerebbe alla Regione circa 15 miliardi di euro, però farebbe risparmiare 2 miliardi di metri cubi di gas, migliorando nel contempo l’efficienza energetica all’interno delle case.

 

Accelerare sull’efficienza energetica di edifici e strutture industriali

Ogni anno solo l’1% degli edifici viene riadattato per migliorare l’efficienza energetica in Europa. Quest’ultima dovrebbe intervenire nelle case meno efficienti dal punto di vista energetico e negli edifici non residenziali, attraverso ad esempio l’installazione di termostati intelligenti per ridurre la richiesta di energia. Le famiglie la riguardo potrebbero ricevere sussidi dallo Stato per effettuare tale installazione.

 

Abbassare il riscaldamento

La maggior parte degli stabili tiene il termostato troppo alto, abbassarlo di 1 grado Celsius equivale a ridurre la domanda di gas di 10 miliardi di metri cubi

 

Migliorare l’affidabilità della rete a basse emissioni

La rete elettrica potrebbe essere resa più flessibile in termini di resilienza ai cambiamenti stagionali e di capacità di gestire i picchi di domanda. Un modo per migliorare l’affidabilità della rete è quella di utilizzare gas a basse emissioni di carbonio come il biometano, l’idrogeno verde e il metano sintetico, per quanto ovviamente tali risorse non saranno sufficienti per soddisfare il fabbisogno energetico.

 

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Redazione

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