Gas USA: a giugno prezzi crollano del 33%, ecco perché - Borsa e Finanza

Gas USA: a giugno prezzi crollano del 33%, ecco perché

Gas USA: a giugno prezzi crollano del 33%, ecco perché

Se il rally del gas naturale europeo sembra inarrestabile, con la situazione dell’UE riguardo gli approvvigionamenti dalla Russia appesa a un filo, il gas USA segue la direzione diametralmente opposta. I prezzi dei futures americani sulla materia prima sono scesi sotto i 6 dollari, a seguito della lettura sui dati di stoccaggio più alti del previsto. Secondo i dati dell’Energy Information Administration, nella settimana conclusasi il 24 giugno l’inventario è cresciuto di 82 miliardi di piedi cubi. In quest’ultimo mese le quotazioni relative al contratto di giugno sono diminuite del 33%, facendo registrare il più grande calo da dicembre 2018.

In buona parte questa debacle è stata determinata dall’incendio che si è verificato l’8 giugno presso le strutture di Freeport LNG, che ha determinato la chiusura dell’impianto di liquefazione del gas naturale per un tempo più lungo del previsto. La ripresa del funzionamento dello stabilimento avrebbe dovuto avvenire agli inizi di luglio, ma ora si prevede che la struttura difficilmente potrà tornare a operare a pieno regime prima della fine dell’anno.

L’agenzia Pipeline and Hazardous Materials Safety Administration ha dichiarato ieri che l’impianto non sarà autorizzato a tornare alle normali operazioni fino a quando non verrà ritenuto sicuro, precisando che ancora esiste un rischio per l’integrità della sicurezza pubblica, della proprietà e dell’ambiente. Nel giorno dell’incidente il prezzo del gas naturale USA è crollato del 16%. Ad ogni modo, da inizio anno i prezzi del combustibile sono ancora in rialzo del 40%.

 

Gas USA: le previsioni per i prossimi mesi

Cosa bisogna aspettarsi ora? La questione relativa al gas è sempre molto delicata e si presta a momenti di grande volatilità sul mercato. Attualmente gli Stati Uniti stanno servendo grandi quantità di GNL all’Europa, per compensare il calo di forniture dalla Russia e in modo da riempire gli stoccaggi con l’arrivo della stagione invernale. Secondo EQT, quando la materia prima raggiunge livelli così alti di prezzo a causa della scarsità percepita, basta un indicatore fondamentale per far oscillare violentemente le quotazioni in una direzione o nell’altra. Comunque, “il gas ha rappresentato un’esportazione importante e le bruciature di energia sono state robuste nel primo semestre”, ha aggiunto la società.

Il discorso potrebbe incentrarsi sulla questione climatica che fa alterare la domanda del combustibile per la stagione in corso e per quella in arrivo. John Kilduff, partner di Again Capital, ha osservato che la situazione in questo momento è gestibile, sebbene i livelli di stoccaggio siano ancora inferiori di oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Tuttavia, ha riferito, “le previsioni meteorologiche per il Nord-Est indicano condizioni miti a metà luglio”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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