Mario Draghi non basta. Nonostante l’annuncio della Bce pronta a intervenire se necessario, con un nuovo taglio dei tassi d’interesse e il quantitative easing, dalla Germania continuano ad arrivare dati negativi sulla fiducia delle imprese nei confronti dell’economia tedesca. Rispetto a un mese fa, l’Ifo Business Climate è diminuito di 0,5 punti, attestandosi a giugno a 97,4. Il dato, che determina il sentiment e le condizioni nel settore aziendale della zona euro, prodotto da un’indagine presso circa 7mila aziende, pur migliore delle attese (97,2), è il peggiore da novembre 2014.
POSITIVE LE STIME SUL PRESENTE
Il sottoindice relativo alle aspettative delle imprese per i prossimi sei mesi è sceso a 94,2, da 95,25 del mese di maggio, mentre la valutazione dell’attuale situazione tedesca, anch’esso subundice dell’Ifo che misura le condizioni di business in Germania senza considerare aspettative future, è salita a 100,8 (unico dato macro positivo), da un 100,7 rivisto verso l’alto nel mese precedente.

DETTAGLI
Il sentiment è peggiorato tra i produttori (1,5 vs 3,9 a maggio), i fornitori di servizi (20,0 da 21,0) e i costruttori (22,9 da 24,3). Migliora la fiducia tra grossisti e dettaglianti (7,9 da 5,4).
ANALISI STORICA
Tra il 1991 e il 2019, la media dell’indice della fiducia delle imprese in Germania è di 98,14 punti. Il massimo storico è stato raggiunto a quota 109,8 punti nel gennaio del 1991. Il minimo storico di 79,90 punti risale a marzo 2009.
MOVIMENTI DI MERCATO
I dati, sostanzialmente negativi, non hanno causato particolari scossoni all’euro, che continua a guadagnare terreno nei confronti del dollaro mentre il Dax, sopra la parità in avvio, ha registrato perdite nel corso della mattinata, pur al di sotto del mezzo punto percentuale.









