Giappone: chi è la coppia tutta al femminile che lo guiderà

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In Giappone sta per avvenire un evento storico: per la prima volta la guida politica ed economica dal Paese sarà nelle mani di due donne. Sanae Takaichi ha ottenuto il via libera dal Parlamento come primo ministro. Nel contempo, secondo quanto riportato dai media locali, avrebbe scelto Satsuki Katayama come ministra delle finanze. Il Sol Levante si è sempre distinto per una scarsa presenza femminile nei posti di comando della nazione ed è per questo che si parla di svolta senza precedenti. In questo articolo:

 

  • Chi sono Sanae Takaichi e Satsui Katayama
  • Giappone: quali effetti sui mercati finanziari

 

Chi sono Sanae Takaichi e Satsui Katayama

Sanae Takaichi ha conquistato questo mese la leadership del Partito liberal-democratico nel voto seguito alle dimissioni di Shigeru Ishiba. Da quel momento è diventata la candidata principale per la nomina a premier. Tuttavia il percorso non è stato privo di ostacoli. La 64enne ha dovuto affrontare l’uscita dalla coalizione del partito alleato Komeito, nonostante i tentativi di ricucire lo strappo che si era formato da diverso tempo su diverse questioni economiche e politiche. Orfano del partner di lunga data, il Pld si è assicurato l’appoggio del partito di opposizione Japan Innovation Party, o Ishin. La nuova partnership però non permette di avere la maggioranza della coalizione alla Camera bassa. Occorrono due seggi e, per evitare capovolgimenti, il nuovo premier dovrà cercare di accontentare altre correnti politiche, per ottenere i numeri necessari all’approvazione delle leggi e dei bilanci finanziari. In tale contesto, i media suggeriscono che potrebbe offrire ruoli chiave ai principali partiti rivali nel gabinetto di governo, come il Ministero della Difesa a Shinjiro Koizumi e il Ministero degli Esteri a Toshimitsu Motegi.

Su economia e finanze però non transige: Takaichi vuole una persona che abbia una visione assai vicina a quella sua, come Satsuki Katayama. Ma chi è Satsuki Katayama? Eletta per la prima volta alla Camera dei rappresentanti nelle elezioni regionali del 2005 con il Pld, è stato viceministra dell’Economia, del Commercio e dell’Industria. Sia Takaichi che Katayama fanno parte della scuola economica di Shinzo Abe, che nel periodo della sua permanenza al governo ha lanciato l’Abenomics. Si tratta di una politica basata su un gigantesco stimolo fiscale e monetario per rilanciare l’economia del Paese, assediato per decenni dalla deflazione.

Takaichi sostiene che il tasso di crescita economica del Giappone può essere aumentato attraverso la spesa pubblica. Nel contempo, ha criticato l’inasprimento della politica monetaria della Bank of Japan nell’ultimo anno. Tuttavia, recentemente ha modificato la sua posizione aggressiva su questo punto, sottolineando il ruolo indipendente della Banca centrale. La questione fiscale però potrebbe essere un problema che rischia di far entrare in rotta di collisione le due donne con gli esponenti di Ishin. Takaichi e Katayama sono per una detassazione generalizzata, ma il nuovo alleato insiste sull’eliminazione dell’Ivs sulle vendite di prodotti alimentari per due anni. La premier ha promesso di prendere in considerazione la proposta di Ishin, che avrebbe lo scopo di contenere l’inflazione (ad agosto al 2,7%), benché la mossa finirebbe per gravare pesantemente sul bilancio dello Stato.

 

Giappone: quali effetti sui mercati finanziari

Un primo effetto del nuovo governo sui mercati finanziari in Giappone è l’indebolimento dello yen, a causa delle pressioni affinché la BoJ attui una politica monetaria meno restrittiva e quindi rallenti l’aumento dei tassi di interesse. Oggi lo yen si è indebolito alla notizia. “Da un punto di vista politico, si potrebbe prendere in considerazione l’idea di ritardare la stretta monetaria fino a quando l’allentamento fiscale non prenderà piede”, ha affermato Fred Neumann, capo economista di Hsbc per l’Asia. “La BoJ è quindi intrappolata tra l’incudine e il martello”. Hirofumi Suzuki, capo strategist FX di Smbc, ritiene “improbabile che ci sia un forte deprezzamento dello yen”, ma prevede “una persistente leggera pressione al ribasso”. È opportuno ricordare, però, che la scorsa primavera Katayama aveva dichiarato in un’intervista a Reuters che preferiva uno yen più forte. Questo potrebbe far pensare che la valuta nipponica non riceverà una spinta forte verso il basso dal governo Takaichi.

I mercati azionari intanto festeggiano. Il Nikkei 225 ha raggiunto un nuovo record storico durante la seduta odierna a 49.971 punti, prima di ritracciare in chiusura a 49.261. “Il rally azionario è guidato dai titoli della domanda interna”, per via delle aspettative su “riforme strutturali e investimenti strategici sotto la nuova amministrazione”, ha affermato Naka Matsuzawa, chief macro strategist di Nomura Securities. Tuttavia, Takaichi dovrà scendere a compromessi sulla politica economica e quindi “gli investitori si renderanno conto che la sua ricetta non è così reflazionistica come pensavano”, ha aggiunto. Di conseguenza, “il mercato azionario probabilmente perderà slancio e lo yen si rafforzerà”. Più ottimista invece Neil Newman, strategist di Astris Advisory, secondo cui, “dato l’elevato interesse degli investitori stranieri per le azioni giapponesi, il Nikkei 225 a arriverà a 51.500 entro fine anno“. Quanto ai titoli di Stato giapponesi, la reazione immediata del mercato al voto parlamentare di oggi è stato di un aumento generalizzato dei prezzi e un calo dei rendimenti, sull’aspettativa che i tassi BoJ saranno tenuti relativamente bassi.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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