Gilt: in arrivo la più grande emissione dalla pandemia

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Questa settimana la Gran Bretagna annuncerà la più grande emissione di Gilt dalla pandemia di Covid-19. Secondo le previsioni medie di 17 banche intervistate da Bloomberg, il Debt management office (Dmo) – ente responsabile del finanziamento dei piani fiscali del governo – porterà l’obiettivo annuale di vendite di titoli di Stato da 297 a 302 miliardi di sterline per l’anno fiscale 2025-2026. Le stime vanno dai 292 miliardi di sterline di Bank of Montreal ai 315 miliardi di sterline di Lloyds Bank.

In tale ambito, la quota dei titoli a lunga scadenza sarà ridotta di oltre un punto percentuale, al 17,2%. Si tratterebbe della quota più bassa negli annunci del bilancio di primavera dal 1998, quando è stato creato il Dmo. Ciò è in linea con quanto successo negli anni, in cui le emissioni di obbligazioni dalle scadenze più lunghe sono state abbassate per andare incontro alle richieste di fondi pensione e assicuratori. Questi hanno diminuito la domanda di attività da abbinare alle passività di lungo termine rappresentate dal pagamento delle pensioni e delle assicurazioni. “Ci aspettiamo una notevole riduzione delle emissioni di Gilt a lungo termine, continuando la tendenza recente, ma potenzialmente superando le stime di consenso”, ha affermato Fabio Bassanin, strategist di Morgan Stanley. Tuttavia, se si fa il paragone con i titoli di Stato di altre nazioni, le obbligazioni a lunga scadenza del Regno Unito hanno ancora una scadenza molto più lunga. Ad esempio, in media i Gilt hanno una durata di circa 13 anni, mentre i Treasury USA e i Bund tedeschi circa 8 anni.

 

Stando alle previsioni, mercoledì verrà annunciato quanto segue:

 

  • le obbligazioni a breve scadenza ammonteranno a circa 108 miliardi di dollari, pari al 36% del totale e in linea con quanto contenuto nel bilancio di primavera dello scorso anno;
  • le obbligazioni a media scadenza si attesteranno a circa 97 miliardi di sterline, equivalenti a circa il 32% del totale rispetto al 31% del 2024;
  • la quota delle obbligazioni a lunga scadenza si abbasserà dal 18% al 17%, a circa 52 miliardi di sterline nello stesso periodo.

Gilt: perché il Dmo vuole abbassare le scadenze

L’obiettivo del Dmo è quello di ridurre il costo di finanziamento della Gran Bretagna in un contesto in cui i rendimenti  sono arrivati alle soglie del 5%, livello massimo dalla grande crisi del 2008. Gli investitori hanno intensificato le vendite sui Gilt dopo la presentazione del bilancio fiscale di ottobre del cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves. Gli investimenti per stimolare l’economia non sono piaciuti al mercato, innervosito per il fatto che rischiano di far salire il debito pubblico a livelli preoccupanti. Nel contempo, la Bank of England ha fatto venire meno il suo supporto, riducendo il portafoglio di acquisti di obbligazioni pubbliche.

Lo scorso mese, l’amministratore delegato del Dmo, Jessica Pulay, ha affermato che le obbligazioni decennali hanno un ampio appeal tra gli investitori, mentre quelle collocate tra scadenze brevi e lunghe rappresentano un punto debole. A giudizio di Megum Muhic, strategist dei tassi di Rbc Europe, “ridurre ulteriormente la scadenza media è difficile, dato che c’è ancora domanda di Gilt a più lunga scadenza”. Per Moyeen Islam, strategist dei tassi presso Barclays, che ha chiesto al Regno Unito di accorciare il programma di vendite dei titoli di Stato, ora “il Tesoro preferirebbe vedere una situazione stabile, con poche notizie nuove, piuttosto che essere l’epicentro di una crisi come è stato a ottobre”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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