Bank of England: per Kwarteng sarà responsabile di nuovo crollo Gilt
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Bank of England: per Kwarteng sarà responsabile di nuovo crollo Gilt

Bank of England: per Kwarteng sarà responsabile di nuovo crollo dei Gilt

Tra il Governo e la Bank of England iniziano le prime frizioni dopo la dichiarazione rilasciata da parte del Cancelliere della Gran Bretagna, Kwasi Kwarteng, in un’intervista alla carta stampata. Il Cancelliere dello Scacchiere ha detto che la BoE sarà responsabile del crollo dei mercati nel caso domani ritirasse il suo piano di acquisto dei Gilt. Ad alcuni questa sembra una sorta di scarico di responsabilità, facendo dell’istituto guidato da Andrew Bailey un capro espiatorio, dopo che tutto il meccanismo è stato innescato da un piano mastodontico di tagli fiscali proposto dal Governo guidato da Liz Truss. Da allora, infatti, il mercato ha cominciato a martellare le obbligazioni pubbliche della Gran Bretagna, temendo che il pacchetto, finanziato a debito, andrebbe a colpire le finanze del Paese.

La BoE ha cercato di mettere una pezza verso la fine del mese scorso, quando i rendimenti erano arrivati al massimo dalla grande crisi del 2008, con un piano di acquisto di due settimane che scadrebbe domani. In questo lasso di tempo ha dato la possibilità ai fondi pensione che stavano liquidando i titoli di Stato di tagliare le posizioni più problematiche e rimettersi in equilibrio. Gli stessi fondi, però, hanno denunciato un’oggettiva difficoltà, richiedendo più tempo per aggiustare la situazione. Per questo, la BoE ha avvertito le banche che il mini quantitative easing avrebbe potuto continuare ancora un po’. Ancora niente però è stato deciso e quindi monta la paura che il termine del sostegno di emergenza da 65 miliardi di sterline finisca per creare il caos.

 

Bank of England: cosa succederà domani?

Ciò che teme Kwarteng in realtà è che se si scatena un altro putiferio nel mercato dei Gilt, dovrà essere rivisto il gigantesco piano di stimoli fiscali che servono per ristorare imprese e famiglie, martoriate dal caro bollette e da un’inflazione inarrestabile. Il duo Kwarteng-Truss continua a sostenere che tali misure siano necessarie per stimolare l’economia della Gran Bretagna verso una crescita più sostenuta, allontanando le critiche mosse al programma sia dal Fondo Monetario Internazionale che dalla stessa Banca Centrale. Il fuoco incrociato tra Governo e Bank of England ora rischia di seminare ancora di più il panico nei mercati finanziari del Regno Unito, già di per sé traballanti.

Ad ogni modo rimane alta l’attesa su come adesso si comporterà l’istituto monetario. Nella giornata di ieri la Banca ha effettuato il più grande acquisto di Gilt dall’inizio del piano, mettendo sul piatto 4,4 miliardi di sterline. Mentre nei giorni scorsi aveva detto che l’esposizione potrebbe arrivare fino a 10 miliardi di sterline ad ogni asta. Questo significa che per mantenere calmi i mercati tra oggi e domani potrebbe alzare l’asticella, nella speranza che nel frattempo i fondi pensione abbiano ripulito le loro posizioni.

Ma poi cosa succede? Secondo Thilo Schweizer, responsabile degli affari europei di Commerzbank, il mercato è scettico che Bailey manterrà gli acquisti, per una questione di credibilità. “Il mercato potrebbe metterlo alla prova; se (Bailey) lo farà (il mantenimento degli acquisti) rimangerà le sue stesse parole”, ha detto Schweizer. A giudizio di Katherine Garrett-Cox, Amministratore Delegato della filiale britannica della Gulf International Bank of Bahrain, la Banca d’Inghilterra dovrà “rimanere all’interno dei guardrail, ovvero il suo quadro e il meccanismo politico a lungo termine”. Steven Major, responsabile della ricerca sul reddito fisso di HSBC, propone invece una soluzione creativa, cioè il cambiamento delle modalità di finanziamento del piano del Governo. In sostanza, se il Tesoro scegliesse di raccogliere denaro attraverso Gilt a brevissima scadenza, che non soffrono di problemi di domanda, potrebbe alleviare le tensioni del debito a lungo termine, evitando una catastrofe.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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