L'ANTENATO DEI MINIBOT? IL "CALDEROLO" - Borsa e Finanza

L’ANTENATO DEI MINIBOT? IL “CALDEROLO”

E’ uno dei temi più caldi della politica economica italiana attuale. Il minibot è davvero uno strumento in grado di ridurre il debito della pubblica amministrazione, come sostiene il deputato leghista Claudio Borghi (e tutto il Parlamento evidentemente, dato che ne ha approvato la mozione) oppure, come ha dichiarato Mario Draghi prima e, più di recente, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, anch’egli leghista, rappresentano una soluzione “inverosimile”?

LEGA SPACCATA, EUROPA PREOCCUPATA
Il dibattito prosegue, soprattutto in queste ultime ore. Il numero 2 del Carroccio, da Losanna, dove si assegna ha ribadito che l’idea del minibot non è percorribile: “C’è ancora chi crede a Borghi?” ha detto domenica rivolgendosi ai giornalisti. Borghi che però, a sua volta, assicura lunedì in un’intervista a Repubblica che quella di Giorgetti sarebbe solo una battuta. Ma mentre il primo partito italiano scherza sull’argomento, molti economisti considerano l’idea del minibot come il primo passo per sostituire l’euro, per poi uscirne, idea più volte teorizzata dal principale promotore della proposte, Borghi, per l’appunto. Senza dimenticare il commento del governatore della Bce Mario Draghi, che, su domanda di un giornalista, due settimane fa aveva risposto così: “O sono uno strumento illegale, o è nuovo debito”. Tradotto: questi minibot non s’hanno da fare.

IL “CALDEROLO”
In pochi lo ricordano, ma non è la prima volta che la Lega propone l’ipotesi del “doppio binario” per uscire dall’Euro. Fu Roberto Calderoli a lanciare l’idea, in un’intervista al Corriere della Sera. Era il 2005. L’allora ministro delle Riforme aveva puntato il dito contro la moneta unica, abitudine evidentemente ricorrente all’interno del Carroccio -e a lungo cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle-, chiedendo di tornare alla lira, cambiandone però il nome: “L’unica via percorribile -spiegava Calderoli al quotidiano di Via Solferino- è una circolazione contemporanea dell’euro e di una moneta nazionale, reale o virtuale. Potremmo chiamarla il ‘calderolo’. Sono pronto a presentare questa proposta alla segreteria politica del partito”. Fu una provocazione, ovviamente. Ma lanciata con un certo orgoglio: “Abbiamo lanciato un sasso, l’onda raggiungerà altri paesi. Sono stato intervistato da tv austriache e tedesche. Un italiano su due è favorevole a un ritorno della lira”.

COSA SONO I MINIBOT
Una dichiarazione, quella di Calderoli, che non ebbe grande seguito (al massimo qualche sfottò). Ma che si contestualizzava perfettamente in quella che allora era una linea chiara, per quanto riguarda la Lega, e cioè: uscire dall’euro per rilanciare l’economia italiana. A differenza del Calderolo, il minibot non avrebbe nulla a che vedere con il ritorno a una moneta nazionale, almeno stando alle dichiarazioni di Giorgetti, Borghi e Salvini. Ufficialmente, questi strumenti dovrebbero essere titoli di stato di piccolo taglio (dai 5 al 100 euro) senza data di scadenza, in forma cartacea, emessi dal Tesoro senza interessi. L’obiettivo è quello di ridurre il debito delle pubblica amministrazione nei confronti dei creditori, imprese sopratutto. Che a loro volta potrebbero utilizzarli per pagare le tasse, o altri beni legati allo Stato (come i biglietti del treno).

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