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Industria italiana: i settori al top per il periodo 2025-2028

Nell'immagine due operati, un uomo e una donna, osservano il processo produttivo di una macchina laminatrice

Buone notizie per l’industria italiana che nel 2024 dovrebbe raggiungere i 1.160 miliardi di euro di fatturato, secondo le previsioni rilasciate da Intesa Sanpaolo e Prometeia nel 105° Rapporto di analisi sui settori industriali. Una cifra che corona un ciclo post-Covid da record e con previsioni di crescita complessiva a prezzi correnti in media d’anno allo 0,6% per il 2024. A convincere è soprattutto l’accelerazione prevista per il secondo semestre, dopo la contrazione (-2,1%) registrata nei primi sei mesi dell’anno.

Nel corso della presentazione, introdotta dal capoeconomista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, è stata messa in evidenza la ripresa della fiducia nelle imprese manifatturiere italiane segnalata dall’apposito indice Istat. Le prospettive al 2028 vedono un’accelerazione al +1,2% medio annuo di crescita per il biennio 2025-2026 seguito da un rallentamento al +1% successivamente, con il mercato interno che potrebbe perdere slancio in assenza di nuovi provvedimenti di sostegno da parte del governo.

 

L’industria italiana rimane a trazione estera

Nonostante nel 2024 i consumi interni risultino in crescita, trainati dal recupero del reddito disponibile e dalla vivacità dei servizi e dei beni durevoli per la mobilità, i rincari dei beni alimentari potrebbero limitare i consumi di altre categorie merceologiche nel prossimo futuro, soprattutto per le famiglie meno abbienti. Il canale estero rimarrà fondamentale per le imprese manifatturiere italiane. Prometeia e Intesa Sanpaolo prevedono un aumento delle esportazioni del 2,6% a prezzi costanti nel 2024. Sia i mercati extra-europei, in particolare gli Stati Uniti, sia quelli interni all’Unione europea offrono opportunità di export.

Se da un lato questi dati confermano la capacità di competere dell’industria italiana, gli investimenti nella doppia transizione digitale e ambientale saranno fondamentali per sostenerla anche nel futuro, mentre un miglioramento della produttività appare necessario anche per affrontare il progressivo calo demografico. Nel medio termine, le prospettive per il settore manifatturiero italiano appaiono promettenti, trainate dagli investimenti del PNRR e dalla solidità delle condizioni economiche e finanziarie, nonché dal prossimo avvio di un ciclo di riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE. Tuttavia saranno sempre le esportazioni a costituire il driver di crescita fondamentale per il Paese.

 

I settori con le migliori opportunità di crescita

Nei prossimi anni, la “twin transition” – ovvero la transizione digitale ed ecologica – guiderà la crescita economica di diversi settori in Italia. Secondo le previsioni per il quadriennio 2025-2028, i settori con le maggiori opportunità di sviluppo sono Elettrotecnica, Meccanica ed Elettronica.

L’Elettrotecnica si distingue con una crescita media annua prevista al 2,6% in termini di fatturato deflazionato, seguita dalla Meccanica (+2%) e dall’Elettronica (+1,4%). Questi settori beneficeranno delle innovazioni tecnologiche e della crescente domanda di soluzioni sostenibili. Al contrario, il settore degli Autoveicoli e moto, pur registrando una crescita, si attesterebbe a un più modesto +0,9%, in linea con la media del comparto manifatturiero.

Anche il Largo consumo e la Farmaceutica mostrano prospettive molto positive, con una crescita stimata rispettivamente del 2,3% e dell’1,9%. Questi settori sono favoriti dalla tenuta dei mercati internazionali e da una domanda interna vivace. Le esportazioni si confermano il principale driver di crescita per i beni di consumo del Made in Italy, come Sistema moda e Alimentare e bevande che dovrebbero registrare un ritmo di sviluppo di poco inferiore all’1% annuo, nonostante la debolezza dei consumi domestici.

I settori dei Beni durevoli per la casa, come elettrodomestici (+0,9%) e mobili (+0,7%), continueranno a trovare opportunità di crescita soprattutto nei mercati esteri, grazie alla specializzazione in prodotti di fascia medio-alta.
In fondo alla classifica di crescita per il 2025-2028 troviamo i settori produttori di beni intermedi. Gli Intermedi chimici hanno una previsione di crescita dello 0,8%, soprattutto per le aziende attive sui mercati internazionali. Settori come Metallurgia (+0,5%), Altri intermedi (+0,3%) e Prodotti in metallo (+0,1%) affronteranno sfide legate all’aumento delle importazioni dai Paesi asiatici.

Infine, i Prodotti e materiali da costruzione potrebbero registrare un calo del fatturato deflazionato (-1,2% medio annuo), principalmente a causa della debolezza del mercato dell’edilizia residenziale interna, con una situazione più favorevole solo per i comparti diversificati come il vetro.

Nel grafico a barre orizzontali le prospettive di crescita media annua dei settori manifatturieri italiani, tra il 2025 e il 2028
Le prospettive di crescita media annua dei settori manifatturieri italiani tra il 2025 e il 2028 – Dati in percentuale. Fonte: Banca dati ASI.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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