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Inflazione turca oltre l’80%, cosa farà il Governo di Ankara?

Inflazione turca a oltre l'80%, cosa farà il Governo?

L’inflazione turca vola all’80,21% su base annuale per il mese di agosto, al di sotto delle attese degli analisti che la davano all’81,22%, ma superiore al 79,6% del mese di luglio. Su base mensile la crescita è stata dell’1,46%, molto al di sotto sia delle aspettative del 2% che della precedente lettura al 2,37%. Da settembre 2021, il mese di agosto ha visto l’aumento più debole e questo potrebbe essere un buon segnale per la Turchia. L’economia turca si è mantenuta abbastanza resiliente all’inflazione per oltre 20 anni, nonostante le Autorità governative e monetarie abbiano remato contro con “scellerati tagli al costo del denaro”, secondo la gran parte degli economisti.

Adesso le pressioni sembrano essere più moderate, sebbene bisogni sempre tener conto che l’indice dei prezzi al consumo viaggia al livello più alto degli ultimi 24 anni. Questo non ha però frenato la Bank of Turkey dal tagliare ancora i tassi sui pronti contro termine a 7 giorni il mese scorso, portandoli dal 14% al 13%. Il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan continua a sostenere la tesi che tassi alti aumentano i costi di finanziamento, i quali poi vengono trasferiti sull’economia generando la crescita dei prezzi. Una teoria, questa, smentita dai banchieri centrali e dalla letteratura economica prevalente. In questo momento, a prescindere, il leader turco è concentrato sulla crescita economica visto che nel 2023 si terranno le elezioni.

 

Inflazione turca e altre previsioni economiche del Governo 

Nel fine settimana la Turchia ha rilasciato le sue previsioni sull’economia per i prossimi anni, in base a un programma di medio termine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo le stime, per il 2022 l’inflazione turca dovrebbe essere del 65%, con un rallentamento del 24,9% nel 2023, del 13,8% nel 2024 e del 9,9% nel 2025. L’aumento è notevole se si fa il raffronto con le proiezioni  dello scorso anno, quando il carovita veniva dato al 9,8%. Le ultime previsioni della Banca centrale turca del mese di luglio invece hanno stimato i prezzi al consumo al 31 dicembre 2022 in salita del 60,4%.

Per quanto riguarda la crescita economica, il Governo prevede un aumento del PIL al 5% per quest’anno e il prossimo. Quanto al deficit delle partite correnti, vi è una stima del 5,9% in rapporto al PIL nel 2022 e del 2,5% nel 2023. Mentre per quel che concerne il deficit del commercio con l’estero, si dovrebbe arrivare a 105 miliardi di dollari nel 2022 e a 80 miliardi di dollari nel 2023. Il tasso di disoccupazione è visto al 10,8% quest’anno e al 10,4% l’anno venturo.

In definitiva, non sono dati molto rassicuranti per l’economia turca nel complesso, soprattutto alla luce di una situazione globale che desta molte preoccupazioni sotto il profilo geopolitico. Il rischio di una recessione in Europa è tra i fattori che possono far perdere slancio all’economia turca nel resto dell’anno in corso. Tuttavia, le principali banche d’affari come Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo le aspettative dopo una crescita nel secondo trimestre più rapida del previsto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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