Inflazione USA alle stelle, ecco dove investire con aumento tassi Fed
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Inflazione USA alle stelle, ecco dove investire con aumento tassi Fed

Inflazione USA alle stelle, ecco dove investire con aumento tassi

L’inflazione USA è balzata al livello più alto degli ultimi 40 anni, superando anche le più nere previsioni degli analisti. L’indice dei prezzi al consumo del mese di gennaio è cresciuto del 7,5%, quando il consensus si aspettava un incremento del 7,3%. La risalita del carovita quindi non si arresta, affondando le speranze di chi confidava in un segno positivo sui prezzi per allontanare l’ipotesi che la Federal Reserve sia particolarmente aggressiva in questo 2022.

Adesso invece si rafforzano le probabilità di un incremento dei tassi di mezzo punto percentuale già nel mese di marzo, quando vi sarà la prossima riunione della Banca Centrale statunitense. Un segnale evidente in questa direzione lo si vede nel mercato dei titoli di Stato americani, dove dopo la diffusione del dato sull’inflazione USA il rendimento dei Treasury Bond a 10 anni ha superato la soglia del 2%. Questo significa che il mercato sta cominciando a scontare una Fed intenta a impedire che l’inflazione continui a crescere e a danneggiare l’economia a stelle e strisce.

 

Investimenti: ecco dove puntare con tassi alti

Quindi come bisogna comportarsi ora dal lato degli investimenti? Peter Boockvar, Chief Investment Officer di Bleakley Advisory Group punta su oro e argento. Il motivo è che la Fed farà delle mosse che finiranno per favorire i metalli preziosi. Più precisamente: o la Banca Centrale sarà troppo rigida, con la conseguenza che la crescita subirà una brusca battuta d’arresto e a quel punto l’istituto monetario si troverà costretta a indietreggiare; oppure sarà lenta nell’azione restrittiva, con i tassi reali che rimarranno negativi.

A giudizio di Peter McGuire, Amministratore Delegato di Trading Point, i mercati non crolleranno fino a quando non si configurerà una recessione vera e propria, quindi riusciranno a gestire tassi leggermente più alti. Se si mantengono nervi saldi, il suo consiglio è approfittare dei violenti ritracciamenti delle azioni, per entrare a prezzi più bassi, possibilmente comprando titoli di società di alta qualità e nell’ottica di lungo termine.

Secondo George Saravelos, Global Head of FX ricerca presso la Deutsche Bank AG, la Banca Centrale americana non ha altre scelte che quella di far rallentare la crescita in un contesto di offerta debole e alta inflazione. Questo andrà a svantaggiare il Dollaro americano, per questo l’investimento più opportuno in questo momento è quello di essere long su EUR/USD.

Wai Ho Leong, strategist di Modular Asset Management a Singapore, ha asserito che quello che si va profilando sarà un ambiente difficile per le attività a rischio, almeno fino a quando non verrà superato l’impatto psicologico del primo aumento dei tassi. Sul fronte obbligazionario una buona scelta potrebbe essere quella di investire sui titoli asiatici come quelli di Corea e Thailandia indicizzati all’inflazione, mentre sul versante azionario è meglio puntare sui settori alimentari, delle risorse e dell’energia.

Per Vishnu Varathan, responsabile dell’economia e della strategia presso Mizuho Bank Ltd. a Singapore, la valutazione del rischio toglierà un pò di vento dalle vele azionarie, però il fatto che i tassi reali rimarranno sufficientemente bassi potrebbe essere un motivo per cercare occasioni veloci. L’esperto non si aspetta che vi sarà un crollo degli asset a rischio come conseguenza dell’aumento dei tassi reali.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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