Intelligenza artificiale: per BCE è rischio bolla

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L’intelligenza artificiale è a rischio bolla, secondo la Banca centrale europea (BCE). Nella sua revisione semestrale sulla stabilità finanziaria, l’istituto con sede a Francoforte ha avvertito che la bolla potrebbe esplodere se le aspettative degli investitori non dovessero essere soddisfatte. I rischi perché ciò avvenga sono diversi, dalle guerre in corso ai dazi e alle crepe del sistema bancario, ha sottolineato la BCE. In tale ambito, il pericolo potrebbe venire soprattutto dal mercato azionario statunitense, per il fatto che Wall Street negli ultimi anni è diventata sempre più dipendente da pochi titoli che hanno sfruttato il boom dell’intelligenza artificiale. La concentrazione che si è creata “solleva le preoccupazioni sulla possibilità di una bolla dei prezzi degli asset legati all’AI (Artficial Intelligence)”, si legge nel rapporto. Tutto ciò avrebbe “ricadute negative a livello mondiale”, dal momento che i mercati azionari sono profondamente integrati, in particolare se “le aspettative sugli utili di queste imprese venissero deluse”.

 

Intelligenza artificiale: BCE, attenzione alla liquidità

L’intelligenza artificiale è stata uno dei principali catalizzatori delle azioni nella Borsa americana, sulla prospettiva che le società avrebbero tradotto in una crescita dei ricavi e dei profitti gli importanti investimenti effettuati. Le Big Tech hanno fiutato le potenzialità e hanno usato la loro grande liquidità per puntare sulla nuova tecnologia. Al momento, però, il vero grande beneficiario sembra essere stato Nvidia, che progetta chip di fascia alta legati all’AI ricevendo una domanda enorme.

Ad ogni modo, per puntare sulle azioni, i fondi hanno ridotto le loro riserve di liquidità, il che ha acceso una spia nella BCE. “Dato il livello relativamente basso di attività liquide detenute e i significativi divari di liquidità in alcuni tipi di fondi di investimento aperti, la carenza di liquidità potrebbe portare a vendite forzate di asset che rischiano di amplificare gli aggiustamenti al ribasso dei prezzi”, ha scritto l’autorità monetaria nella relazione. La BCE ha aggiunto anche che “le recenti correzioni di mercato non hanno dissipato le preoccupazioni per la sopravvalutazione dei mercati azionari o il potenziale di una bolla dei prezzi degli asset legata all’intelligenza artificiale”.

 

Altri rischi da monitorare

La BCE non considera solo l’intelligenza artificiale come potenziale rischio di destabilizzazione. Tra gli altri elementi che potrebbero alterare il sistema finanziario vi è la maggiore frammentazione degli scambi commerciali se verranno effettivamente applicati i dazi previsti dal neo presidente USA eletto Donald Trump. Questo potrebbe rendere la zona euro vulnerabile, il che avrebbe implicazioni sulla politica monetaria dell’istituto centrale e su tutto l’apparato finanziario. “L’aumento delle tensioni commerciali globali e un possibile ulteriore rafforzamento delle tendenze protezionistiche in tutto il mondo sollevano preoccupazioni per il potenziale impatto negativo sulla crescita globale, sull’inflazione e sui prezzi degli asset”, si legge nella Financial Stability Review. Inoltre, l’Eurotower ha anche avvertito che alcuni governi dell’eurozona, tipo Italia e Francia, prenderanno prestiti a tassi molto elevati nel prossimo decennio, il che implica l’attuazione di politiche fiscali prudenti per mantenere la stabilità finanziaria.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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