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Investimenti ESG: tre esempi di società virtuose

Una lente di ingrandimento puntata su un piccolo fiore in un prato

Di investimenti ESG se ne parla ormai da anni ma solo di recente il tema è diventato davvero centrale. Il deterioramento delle condizioni climatiche del pianeta, con fenomeni atmosferici estremi che hanno colpito diverse regioni del mondo, ha posto l’accento sulla E dell’acronimo che indica gli investimenti ESG.

Oltre all’attenzione del grande pubblico che inizia a sentire sulla propria pelle le conseguenze del riscaldamento climatico, anche gli Stati sono scesi in campo con piani miliardari per finalizzare una transizione difficile e costosa. I loro finanziamenti si affiancano a quelli dei privati e fluiscono verso quelle aziende e quei progetti che possono migliorare lo scenario.

“Il ritmo del cambiamento tende ad accelerare quando le grandi potenze mondiali intraprendono azioni significative” è il commento di Rahul Bhushan, co-fondatore di Rize ETF, società specializzata negli investimenti tematici. In un recente report Bhushan ha posto l’accento su tre esempi di imprese che stanno registrando una grande crescita proprio grazie agli ingenti finanziamenti decisi a livello statale.

 

Investimenti ESG: riciclo, accumulo di energia e solare

Rahul Bhushan ha selezionato tre esempi di società che stanno beneficiando di una notevole crescita grazie ai sussidi e alle sovvenzioni di Stati Uniti e Unione europea. “Ce ne sarebbero molti altri – ha precisato -. Tutti stanno contribuendo a spostare l’ago della bilancia in un’ampia gamma di aree cruciali”.

Il primo esempio citato da Bhushan è Li-Cycle, una società canadese che di occupa di riciclare batterie massimizzando il riutilizzo dei metalli, tra cui litio e cobalto. “Attraverso l’Ira (Inflation Reduction Act ndr) Li-Cycle ha ottenuto finanziamenti per la costruzione di un nuovo impianto che ne sosterrà l’espansione globale, con accordi recenti che includono il riciclo in esclusiva per un produttore vietnamita di batterie per veicoli elettrici e di cobalto riciclato per la multinazionale delle materie prime Glencore”.

Per il co-fondatore di Rize ETF l’esempio di Li-Cycle dimostra quando sia importante il sostegno dei governi nelle fasi iniziali della crescita, visti i costi elevati dei programmi di riciclo rispetto al procurarsi nuovi materiali da zero. Tuttavia la direzione è chiara per Bhushan: “Il riciclo di questi materiali è destinato a diventare sempre più importante”. Anche perché “l’alternativa può essere l’estrazione in paesi come la Repubblica democratica del Congo dove le condizioni di lavoro sono tutt’altro che ideali e l’ambiente non viene rispettato”. A Li-Cycle, Rahul Bhushan affianca Fluence e Meyer Burger, altre sue società che sono ben posizionate per sfruttare le opportunità della transizione.

Fluence è attiva nell’accumulo di energia e si rivolge al settore delle energie rinnovabili. Alle sue spalle ci sono due colossi come la tedesca Siemens e la statunitense AES, controllanti, di cui può sfruttare le tecnologie più avanzate. “Il ruolo di tecnologie come queste è essenziale per garantire la stabilità della rete e gestire i picchi e le flessioni della domanda: un problema importante, ma molto difficile da gestire su larga scala. L’azienda sta costruendo un nuovo impianto su larga scala nello Utah, proprio grazie al sostegno dell’IRA ”.

Infine, Meyer Burger è un gruppo svizzero che produce impianti solari. In questo caso il motore dei finanziamenti non è l’Inflation Reduction Act ma il Green Deal europeo. “Si tratta di uno dei pochi produttori la cui catena di approvvigionamento non è basata in Cina” sottolinea Bhushan evidenziando il trend in corso di riduzione della dipendenza dal colosso asiatico nella costruzione di pannelli solari.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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