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Investimenti: gli italiani cercano l’indipendenza con l’IA

Le mani di un androide scrivono su una tastiera

L’intelligenza artificiale diventerà il consulente finanziario preferito dagli italiani? In futuro potrebbe darsi ma le capacità di oggi dell’IA non le permettono di “parlare in prospettiva”. Bravissima ad analizzare moli enormi di dati, gli manca quel pizzico di “pensiero laterale” che può aiutare anche negli investimenti. E tuttavia gli italiani ci sperano nella possibilità di diventare finanziariamente più indipendenti grazie all’IA.

L’ha messo in evidenza il secondo sondaggio globale relativo alle preferenze degli utenti bancari italiani effettuato da Censuswide per GFT, società di consulenza attiva nella trasformazione digitale nel settore bancario tra l’11 e il 15 aprile 2024. La ricerca ha coinvolto gli utenti bancarizzati italiani.

“L’interesse per l’intelligenza artificiale come supporto all’investimento indica che gli italiani sono attenti e apprezzano le soluzioni di digital banking che la loro banca è in grado di offrire, la possibilità di valorizzare i propri investimenti con l’aiuto della tecnologia sono anche uno stimolo al risparmio” ha commentato Sandro Tucci, financial service lead di GFT.

 

Investimenti: 5 su 10 li affiderebbe all’IA

Gli italiani confermano la loro spiccata tendenza al risparmio, nonostante le sfide economiche che hanno dovuto affrontare negli ultimi anni. Il 93% dei partecipanti al sondaggio attribuisce infatti un alto valore al risparmio, la percentuale più alta tra i Paesi coinvolti nella ricerca (Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e Canada). La capacità di risparmio è tuttavia inferiore in Italia e si attesta intorno ai 260 euro al mese. Risparmiano il 65% degli italiani, l’82% di quelli tra i 18 e i 24 anni.

Sono proprio i giovani a nutrire una maggiore fiducia nell’intelligenza artificiale per gli investimenti. Il 77% degli italiani tra i 18 e i 24 anni coinvolti nel sondaggio ritiene che l’IA li aiuterà a diventare più indipendenti finanziariamente quando faranno investimenti in futuro. Considerando tutte le classi di età, si sono espressi in tale direzione oltre 50 su 100 dei partecipanti al sondaggio.

Al momento, tuttavia, solo il 15% degli italiani sta esplorando offerte di investimento supportate dall’IA, mentre il 35% prevede di utilizzarle prossimamente. “Rispetto all’indagine dello scorso anno si conferma l’interesse da parte dei clienti a esplorare valore e dinamiche degli investimenti in asset digitali che ispirino trasparenza e fiducia: la banca gioca un ruolo fondamentale, selezionando le proposte opportune e spiegando bene i rischi connessi” riprende Tucci che sottolinea anche come la diffusione delle soluzioni di digital banking comporta che l’interazione tra cliente e banca si parzialmente disintermediata dalla tecnologia.

Al momento, tuttavia, solo il 15% del campione ha modificato le modalità di interazione con l’istituto bancario di riferimento e tra questi l’80% preferisce utilizzare prevalentemente i canali digitali. Agli intermediari finanziari i clienti (sia italiani che stranieri) richiedono semplicità nel decidere dove allocare i risparmi. In particolare, a guidare le scelte sono fattori come un facile accesso ai fondi (37% a livello globale, 29% in Italia), un’applicazione intuitiva (30% a livello globale, 23% in Italia) e una facile configurazione del conto (25% a livello globale, 17.8% in Italia).

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