Investimenti: per JP Morgan è ora di riposizionare il portafoglio - Borsa e Finanza

Investimenti: per JP Morgan è ora di riposizionare il portafoglio

Investimenti: per JP Morgan è ora di riposizionare il portafoglio

La svolta che hanno adottato le Banche centrali nella loro politica monetaria ha impresso una modifica sostanziale nella gestione degli investimenti, che ora inevitabilmente deve tener conto di uno scenario radicalmente modificato rispetto a qualche tempo fa. La Federal Reserve e la Bank of England ormai da tempo procedono spedite per completare il ciclo di rialzo dei tassi d’interesse, mentre la Swiss National Bank di recente ha aumentato il costo del denaro di 0,5 punti percentuali per la prima volta dopo 15 anni.

Adesso tutti gli occhi sono puntati sulla riunione di luglio della Banca Centrale Europea, fino a poco tempo fa reticente a stringere sulla politica monetaria ma che ora si è arresa di fronte a una realtà inflazionistica che non lascia altre alternative. Nel meeting di questo mese, il Governatore Christine Lagarde aveva annunciato un ritocco dei tassi nel mese di luglio e in quello di settembre; questo è fuori discussione. Ciò invece di cui si dibatte è quanto aggressiva sarà la mossa dell’Eurotower, tenuto conto che l’Europa in questo momento non deve solo affrontare la minaccia inflazionistica, ma un pericolo molto reale di una recessione reso più forte dall’escalation delle tensioni sul fronte della guerra Russia-Ucraina.

Secondo JP Morgan, l’aumento dei tassi della BCE, esattamente come quello adottato dall’SNB, deriva dal deprezzamento della valuta nazionale che ha comportato l’import di inflazione dall’estero. Ciò implica che gli interventi degli istituti centrali avranno un impatto significativo sui mercati dei cambi, secondo la banca. Di conseguenza vi sarà un aumento della volatilità, tant’è che la “scorsa settimana l’intervallo di negoziazione infragiornaliero dell’euro ha sfiorato il suo massimo da marzo 2020, sulla scia delle ultime indicazioni prospettiche fornite dalla BCE”, sottolineano gli analisti dell’istituto finanziario.

 

JP Morgan: rivalutare la gestione attiva

L’aumento generalizzato dei rendimenti, scaturito dalla politica sui tassi delle Banche centrali, ha comportato forti deflussi nei mercati obbligazionari, con conseguenti cali dei prezzi. JP Morgan rileva come per 12 settimane consecutive vi siano stati liquidazioni degli investimenti nel segmento investment grade USA per una cifra che si aggira intorno ai 64 miliardi di dollari.

Gli investitori stanno mantenendo una posizione attendista, condizionati dalla paura. In realtà, la banca d’affari statunitense mette in luce come questa potrebbe essere un’ottima occasione d’ingresso nel mercato obbligazionario, perché le valutazioni si sono abbassate e i flussi reddituali più corposi permettono di proteggersi da ulteriori impennate di volatilità.

Gli analisti del team della banca suggeriscono anche di tenere presente i vantaggi di una gestione attiva negli investimenti, in mercati che si evolvono in maniera molto rapida. Questo consentirebbe di posizionare adeguatamente i portafogli quando il panorama economico muta. Nel frattempo “gli investitori fanno bene a sottopesare la duration nei portafogli, almeno fino a quando i dati sull’inflazione non si stabilizzano”, osservano gli esperti. “Tuttavia, non bisogna trascurare la continua evoluzione del contesto economico”, aggiungono.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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