Un taglio di emergenza quando a mancare è l’emergenza. La prima riduzione dei tassi dal 2020, messa in campo dalla Federal Reserve lo scorso 18 settembre, ha decretato un’inversione di rotta particolarmente attesa dagli operatori ma non così urgente, in special modo con riferimento all’entità, se guardiamo agli aggregati macroeconomici.
Se da un lato è vero che il contesto macroeconomico a stelle e strisce ha evidenziato un deterioramento – la crescita delle buste paga in pochi mesi è passata da oltre 300 mila a circa 150 mila unità e il PMI manifatturiero è già da qualche lettura che staziona in territorio negativo – c’è anche da rilevare la solidità del terziario (e qui torniamo al fatidico PMI), la resilienza delle vendite al dettaglio (che nelle ultime tre rilevazioni hanno battuto le stime) e l’andamento del PIL (cresciuto nel secondo trimestre del 3%).
Quindi è il caso di evidenziare i campanelli d’allarme ma contemporaneamente è necessario riconoscere che una riduzione da 50 punti base del tasso sui Fed Funds rappresenta una mossa che normalmente è riservata a un’emergenza economica. E quella che stiamo vivendo non è definibile come tale.
Cosa è uno scenario Riccioli d’Oro
Alla luce del fatto che entro la fine dell’anno gli operatori stimano un costo del denaro USA che dall’attuale 4,75-5% dovrebbe attestarsi al 4-4,25%, che i tagli sembrerebbero dover proseguire anche nel 2025 e che tra qualche mese non dovremmo essere lontani dal quel tasso di interesse neutrale – quello che cioè non stimola né frena l’economia – che nel contesto post-pandemico la Fed colloca al 2,9%, quello che sembrerebbe delinearsi per i prossimi mesi è uno scenario “ideale”.
Ideale perché caratterizzato da un contesto economico solido, da tassi in calo e da temi secolari – tra i quali è sufficiente citare l’intelligenza artificiale – che ci avvicinano a quel concetto di economia “Goldilocks” spesso citato negli studi delle banche d’affari. Di questo tema si è iniziato a parlare nel 1992 a seguito della pubblicazione del libro “The Goldilocks Economy: Keeping the Bears at Bay” (“L’economia di Riccioli d’Oro: tenendo gli orsi a bada”) in cui l’autore, l’economista David Shulman, fa riferimento alla fiaba “Riccioli d’Oro e i tre orsi”.
Nella fiaba, la bambina, Riccioli d’Oro appunto, entra nell’abitazione dei tre orsi dove, sia nel caso dei pasti, delle sedie e dei letti esistono tre versioni differenti di cui una sola è perfettamente equilibrata (troppo caldo, troppo freddo o alla giusta temperatura nel caso dei pasti, troppo duro, troppo morbido o giusto in quello delle sedie e dei letti). Riccioli d’Oro nei tre casi preferisce la versione “equilibrata”, in linea con lo scenario Goldilocks in economia: si ha questa situazione quando un sistema economico si trova in uno stato di grazia in cui tutte le componenti – come ad esempio la crescita, l’occupazione, i prezzi e via dicendo – registrano un andamento ideale.
La crescita del PIL, ad esempio, viaggia ad un livello in cui è positiva ma non ad un livello tale da provocare un surriscaldamento del sistema; il mercato del lavoro permette di trovare con facilità un’occupazione ma non porta ad un innalzamento eccessivo delle retribuzioni ed i prezzi crescono ad un livello “fisiologico”. Diciamo che tra gli eccessi ed una felice via di mezzo la Goldilocks Economy preferisce sempre quest’ultima.
Investire su Wall Street con un Cash Collect
Per ottenere un’esposizione al mercato statunitense potremmo utilizzare un Certificato Cash Collect di UniCredit con sottostante l’indice S&P 500. Con codice ISIN DE000HC24DB8, si tratta di prodotto che ogni mese garantisce un premio incondizionato dello 0,4% (4,8% annuo) senza guardare all’andamento del sottostante.
A scadenza, fissata per l’11 dicembre 2025, questo prodotto rimborsa il valore nominale ed il premio nel caso in cui il principale indice borsistico della Borsa di New York quoti ad un livello pari o superiore rispetto al livello Barriera, che in questo caso è fissato al 70% del valore iniziale. Con un valore iniziale dello S&P 500 a 3.949,94 punti, la barriera è a 2.764,958 punti. Se facciamo riferimento alla chiusura di martedì 1° ottobre a 5.708,75 punti, lo S&P 500 dovrebbe perdere oltre 50 punti percentuali per rimborsare un importo in linea con l’andamento del sottostante.
La Goldilocks Economy fa tappa al Club Med
Da sempre, la solidità dell’economia tedesca ha rappresentato il primo “intralcio” alle politiche di allentamento della BCE. Ma, con la Germania “grande malata”, per i dottori dell’ospedale di Francoforte sarà forse un po’ più facile prescrivere quella terapia – realizzata tramite tagli al costo del denaro – necessaria alla guarigione, o quantomeno, alla stabilizzazione della prima economia di Eurolandia. Non se la passa meglio la Francia, dove, terminato l’effetto rinvigorente rappresentato dalle Olimpiadi, i fondamentali economici sono tornati a segnalare debolezza.
Ma negli anni abbiamo imparato che una delle caratteristiche imprescindibili di Eurolandia è la sua eterogeneità: nonostante i due principali motori siano fuori uso, le economie di Spagna e Italia al momento non se la passano proprio malissimo. Stando alle indicazioni arrivate dall’aggiornamento delle previsioni dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il Pil spagnolo nell’anno corrente ed il prossimo segnerà, rispettivamente, un +2,8% ed un +2,2% mentre i due dati italiani sono visti allo 0,8% ed all’1,1% (0,7%/1,3% per Eurolandia e +0,1%/1% nel caso della Germania).
I due Paesi del Club Med, dove il comparto servizi continua a far bene, finiranno per essere tra i maggiori beneficiari di tagli della BCE (il prossimo dovrebbe esserci il 17 ottobre) dando luogo, con le dovute differenze rispetto al caso statunitense, ad uno scenario “Riccioli d’Oro”.
Le banche italiane scaldano i motori
Se normalmente con una politica di allentamento monetario gli istituti di credito assistono ad una compressione dei margini e quindi delle quotazioni in Borsa, nel caso del nostro Paese un “boost” per le azioni potrebbe arrivare da quel ruolo di primo piano che il comparto bancario ha intenzione di giocare nel processo di consolidamento europeo.
Delle recenti mosse di UniCredit su Commerzbank a colpire è stata la decisione e la velocità che hanno caratterizzato l’azione dei vertici di Piazza Gae Aulenti, sintomatiche di un eccellente stato di salute ottenuto dopo anni di sacrifici. A favore di un matrimonio ci sono le autorità europee, che negli ultimi anni non hanno perso occasione per rimarcare che solo da operazioni di consolidamento potranno nascere quei colossi transnazionali in grado di competere con i big a stelle strisce.
Alla luce del fatto che il deal UniCredit-Commerzbank sembrerebbe il primo di una lunga serie, le banche francesi potrebbero essere intenzionate ad investire nel nostro Paese e, all’interno dei confini nazionali, la dismissione della quota pubblica in MPS promette di innescare un risiko particolarmente interessante, i titoli delle banche del Belpaese sembrerebbero ben impostati per far bene nei prossimi mesi.
Investire sul comparto bancario quotato a Piazza Affari sfruttando l’effetto leva è possibile grazie al certificato di investimento a leva fissa emesso da Societe Generale. Con codice ISIN LU2243353856, questo prodotto garantisce un’esposizione rialzista sull’indice FTSE MIB Banks, quello che traccia l’andamento delle azioni degli istituti di credito quotati sul paniere principale di Piazza Affari con una leva di sette volte.
Da Pechino una spinta per le Borse: come puntare sui beneficiari dei piani quinquennali
Detto di Stati Uniti ed Eurolandia, le ultime sedute sono state condizionate, in positivo, dalle indicazioni in arrivo dalla Cina (La Cina allarga la fase positiva degli indici di Borsa). Questo perché degli stimoli approvati dal Dragone finirà per beneficiare tutta l’economia mondiale: se quello che succede a Las Vegas resta a Las Vegas, quello che succede a Pechino riguarda tutto il mondo.
Nel dettaglio, la scorsa settimana la People’s Bank of China ha annunciato di aver tagliato il coefficiente di riserva obbligatoria, il tasso di riferimento a sette giorni e i tassi ipotecari. Dopo qualche giorno, il Ministero delle Finanze del Dragone ha annunciato l’emissione di bond per circa 2.000 miliardi di yuan, pari a 285 miliardi di dollari, per aumentare i sussidi per la permuta e il rinnovo di beni di consumo e per l’aggiornamento di attrezzature aziendali. Prevista inoltre un’indennità mensile di 800 yuan (114 dollari) per figlio, destinata a tutte le famiglie con due o più figli. Inoltre l’ex Regno di Mezzo ha intenzione di raccogliere altri 1.000 miliardi di yuan per sostenere i governi locali nel ripagamento del debito e aumentare il sostegno finanziario alle piccole e medie imprese.
Una tale mole di misure espansive segnala l’assoluta necessità di far ripartire il Dragone in vista del raggiungimento del fatidico obiettivo di crescita del 5%. La determinazione dell’esecutivo ha fatto balzare le Borse cinesi che, dopo aver chiuso la scorsa settimana con la performance migliore degli ultimi 16 anni, hanno aperto la nuova ottava con un +8,5%, il maggior rialzo dal 2008.
Viste le forti perdite registrate negli ultimi mesi ed il ritorno in bull market tecnico per l’indice CSI 300, crediamo che l’azionario del Dragone sia pronto per mettere a segno nuovi rialzi che intendiamo sfruttare con uno Strategic Certificate con sottostante il Vontobel China New Vision Index. Privo di una scadenza predeterminata (Open-End), questo prodotto è caratterizzato dal codice Isin DE000VQ93FE3.
L’indice sottostante è composto dalle azioni di società collegate ai piani quinquennali elaborati dal governo cinese. I certificati AMC (Actively Managed Certificates) o Strategic Certificate, sono certificati Tracker dinamici (che cioè “tracciano” la performance di un’attività sottostante). Con gli Strategic, gli indici sottostanti o gli asset sottostanti vengono gestiti o selezionati attivamente dal gestore dell’indice.
Riccioli d’Oro alla prova del mercato
L’era dei Riccioli d’Oro offre un contesto macroeconomico che, se ben sfruttato, può portare a interessanti opportunità di investimento. Lo scenario “Goldilocks” negli Stati Uniti e, in parte, anche in Europa, le misure di stimolo in arrivo dalla Cina ed i nuovi mega trend come l’intelligenza artificiale, promettono di delineare uno scenario in cui crescita, inflazione ed il mercato del lavoro si bilanciano.
La chiave è mantenere una visione equilibrata, proprio come Riccioli d’Oro, e scegliere prodotti che offrano un buon compromesso tra rischio e rendimento. I Certificati rappresentano strumenti versatili per capitalizzare i vari scenari di mercato, garantendo rendimenti anche in condizioni di volatilità. Possono rappresentare una valida aggiunta al portafoglio, permettendo di navigare con successo tra le diverse sfide e opportunità che il mercato offre.









