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Investire in obbligazioni europee con i nuovi ETF a scadenza, ecco come

Luca Giorgi insieme ai suoi collaboratori si prepara a suonare la campanella di inizio quotazione per gli iBonds di BlackRock

Dopo la fine dell’era dei tassi di interesse a zero e il riprezzamento del 2022 investire in obbligazioni offre oggi l’opportunità di incassare rendimenti interessanti con un livello di rischio contenuto. Alle due strade principali che permettono di investire in bond, l’acquisto diretto sul mercato e gli ETF tradizionali, se ne aggiunge oggi una terza, quella degli ETF a scadenza.

La proposta arriva da BlackRock che ha presentato gli iBonds ETF, un’assoluta novità per il mercato europeo, in occasione della quotazione in Borsa Italiana delle classi di prodotto ad accumulo dei proventi con scadenze al 2025, 2026, 2027, 2028. Lo scorso 11 agosto erano stati lanciati gli iBonds ETF a distribuzione con scadenza 2026 e 2028.

“La gamma di ETF iBonds, che verrà ampliata, mira a replicare, tramite uno strumento diversificato come l’ETF, un’esperienza di investimento a cui il cliente italiano è abituato, cioè investire in obbligazioni per portarle fino a scadenza incassando un flusso cedolare periodico” ha spiegato Luca Giorgi, head of iShares and wealth di BlackRock Southern Europe, nel corso della presentazione.

Il rapporto rischio rendimento delle obbligazioni è migliorato nel secondo trimestre 2023 rispetto a quello dell'ultimo trimestre del 2021
Il confronto tra il rischio/rendimento degli investimenti in obbligazioni nel secondo trimestre 2023 contro quello dell’ultimo trimestre 2021 – Fonte: BlackRock Investment Institute, elaborazione su dati Bll Portfolio Research Group

 

Investire in obbligazioni con gli iBonds ETF

Gli iBonds ETF quotati da oggi in Borsa Italiana puntano a una replica fisica “sampled”, ossia a campionamento, di indici obbligazionari corporate europei (ma esistono anche gli iBonds sui Treasury). A differenza degli ETF obbligazionari classici, che non scadono ma sostituiscono le obbligazioni che arrivano al rimborso finale con nuovi bond in un processo chiamato rolling, gli iBonds di BlackRock sono composti da titoli che hanno tutti scadenza nello stesso anno.

Man mano che le obbligazioni nel portafoglio di un iBond scadono nel corso dell’ultimo anno, i rimborsi vengono accumulati e investiti in titoli di Stato di Francia e Germania prima di essere trasformati in liquidità nei quindici giorni precedenti alla scadenza del prodotto e pagati all’investitore a fine anno.
“Gli ETF iBonds sono progettati per maturare come un’obbligazione, negoziare come un’azione e diversificare come un fondo” semplifica Ursula Marchioni, head of Markets & Portfolio Solutions EMEA di BlackRock. Il processo di investimento degli ETF iBonds è semplificabile in quattro punti:

 

  1. L’iBonds viene lanciato con un capitale iniziale e reso disponibile agli investitori;
  2. Man mano che gli investitori acquistano il prodotto gli asset under management aumentano. Nel corso della sua vita gli iBonds distribuiscono (o accumulano a seconda della classe di prodotto scelta) le cedole pagate dai titoli inseriti in portafoglio. L’ETF è progettato per generare un rendimento a scadenza paragonabile a quello del portafoglio obbligazionario sottostante;
  3. La scadenza dell’iBond ETF avviene a dicembre dell’anno indicato nel nome del comparto. Per esempio, l’iShares iBonds Dec 2026 Term € Corp UCITS ETF è composto da obbligazioni che scadono nel 2026. Negli ultimi mesi dell’anno, man mano che le obbligazioni in portafoglio scadono, i proventi vengono investiti in liquidità o equivalenti, come titoli di Stato di Francia o Germania;
  4. Dopo la scadenza di tutte le obbligazioni in portafoglio l’ETF iBonds viene delistato e il NAV finale viene pagato agli investitori.

 

“Ci sono altri fondi che hanno una scadenza prefissata e permettono di investire in obbligazioni, ma di solito possono essere acquistati solo in determinate finestre di collocamento e poi vengono portati a scadenza. Gli iBonds invece – precisa Giorgi – sono quotati e possono essere venduti al prezzo di mercato prima della scadenza, anche se prevale la strategia di portarli fino alla fine”.

L’esperienza accumulata negli Stati Uniti, dove gli iBonds sono stati lanciati nel 2010 con 63 prodotti dei quali 30 già arrivati alla scadenza, conferma quanto detto da Giorgi. “Abbiamo tuttavia osservato – aggiunge Marchioni – che negli ultimi dodici mesi, quando il NAV si avvicina al valore finale, ci sono investitori che tendono ad anticipare la vendita”. Anche se la tendenza è di optare per una strategia buy & hold, la possibilità di negoziare gli iBonds sul mercato è un plus importante, sfruttabile per esempio nel caso si realizzino dei rally di mercato o comunque per verificare il valore del portafoglio.

Gli iBonds ETF listati su Borsa Italiana sono sei in totale e hanno un Total Expense Ratio dello 0,12%. Sono quotati in euro e investono su obbligazioni corporate europee replicando gli indici Bloomberg MSCI composti da circa 300 titoli. Sono tutti articolo 8 ai sensi del regolamento Sfdr sugli investimenti sostenibili. Si rivolgono sia al pubblico degli investitori che ai servizi di consulenza finanziaria dove possono essere utilizzati all’interno di portafogli di investimento, oppure possono essere inseriti in prodotti wrapper come gestioni patrimoniali o polizze assicurative.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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