Investire sull’idrogeno: ecco 5 alternative quotate in Italia

Riscaldamento globale, investimenti green, nuove fonti di energia rinnovabili, tutte parole che trovano sempre più spazio all’interno di media specializzati e generici. Lo stesso mondo della finanza sta rivoluzionando la sua offerta con un occhio sempre più attento alle tematiche ESG. E così anche l’idrogeno viene riscoperto come possibile fonte di energia del futuro. Infatti se torniamo indietro agli anni 70 già allora diverse case automobilistiche avevano sviluppato primordiali tecnologie di veicoli alimentati da celle a idrogeno. Poi costi, tecnologia ancora acerba e scarsa sensibilità ambientale hanno impedito il suo sviluppo.

Oggi però viviamo un’era completamente diversa dove tecnologia e ambiente si devono necessariamente legare a doppio filo ed ecco che l’idrogeno è visto come una parte della soluzione al problema. I tecnici dividono l’idrogeno in grigio, blu e verde a seconda dell’impatto ambientale che è in grado di produrre. Naturalmente è su quello più pulito che si stanno concentrando gli sforzi della ricerca per abbattere drasticamente le emissioni di CO2. La Commissione europea ha messo l’idrogeno al centro dei suoi piani per la transizione energetica. La sua alta densità di energia lo rende particolarmente adatto per essere utilizzato su batterie elettriche in grado di alimentare oggetti particolarmente pesanti come aerei, navi e camion. Entro il 2030, ovvero in meno di dieci anni, la Commissione vuole avere a disposizione almeno 40 GW di capacità installata di elettrolizzatori per le energie rinnovabili.

Ovviamente quando una tecnologia è agli albori le variabili che possono interferire e deviare il percorso di crescita atteso sono innumerevoli. Fatta questa premessa è indubbio però che le potenzialità dell’idrogeno possono rappresentare un volano importante di investimenti, anche di natura finanziaria.
In questo articolo andiamo perciò a illustrare quelli che sono i 5 strumenti quotati a Piazza Affari con i quali un investitore può prendere posizione su questo tema e inserirlo all’interno del suo portafoglio.

 

Idrogeno: ecco 3 ETF quotati a Piazza Affari

Tra le soluzioni presenti sul mercato, per dimensioni di masse gestite la precedenza va agli ETF. Ci sono però anche dei Certificati d’investimento tra le alternative a disposizione dei risparmiatori per investire su questo tema. A Piazza Affari al momento sono due gli ETF quotati in Italia, uno di VanEck e l’altro di Legal & General ETF. A questi va aggiunto poi un ibrido, firmato WisdomTree. Vediamoli

Il VanEck Vectors Hydrogen Economy (IE00BMDH1538) investe in azioni legate all’idrogeno. Non molto capitalizzato (siamo poco sopra i 50 milioni di euro), questo ETF investe in 25 società che generano almeno il 50% dei propri ricavi dal segmento globale dell’idrogeno o dalle società che operano nei settori delle celle a combustibile o dei gas industriali. Linde, Mitsubishi, Ballard Power, Air Liquide e Plug Power i primi cinque titoli in portafoglio.

Il secondo ETF ben più capitalizzato quotato in Italia è l’L&G Hydrogen Economy (ISIN IE00BMYDM794) di emesso da Legal & General ETF, con oltre 400 milioni di euro di masse amministrate. Il KIID è più vago rispetto a VanEck e indica le società globali attivamente operanti nel settore dell’economia dell’idrogeno come le componenti dell’indice sottostante. Come per VanEck, Stati e UK rappresentano i due paesi più rappresentati a livello geografico anche se qui il peso dell’Asia risulta maggiore (Corea e Giappone insieme fanno il 22% del portafoglio di L&G contro il 14% dell’ETF di VanEck). Tra le prime cinque società Doosan Fuel Cell, Kolon Industries, Nippon Sanso, ITM Power, Toyota Motor.

Il terzo ETF solo indirettamente investe nell’idrogeno, ma essendo particolarmente capitalizzato (500 milioni di euro) vale la pena citarlo. Sto parlando dell’ETF WisdomTree Battery Solutions (ISIN IE00BKLF1R75). Investendo in società che si occupano di stoccaggio di energia e batterie, diverse aziende operative nel campo dell’idrogeno sono in portafoglio.

 

Idrogeno: le 2 alternative tra gli Investment Certificate

Per coloro che preferiscono strumenti in grado di ottimizzare la fiscalità riducendo le minusvalenze accumulate in passato, anche il mondo dei certificates offre dei prodotti collegati al tema dell’idrogeno.
Nel catalogo di Vontobel ad esempio è presente il certificate Solactive Hydrogen Top Selection Index (isin DE000VP2HYR0), vincitore del premio Certificato dell’anno 2020 agli Italian Certificate Awards. Il sottostante è rappresentato da 15 aziende dei paesi sviluppati che operano nel campo dell’idrogeno. In pratica gli stessi nomi visti negli ETF anche se qui il peso degli Stati Uniti è decisamente più alto e superiore al 50%.

Chiude questa carrellata di cinque prodotti che investono nel settore dell’idrogeno un altro certificate, questa volta emesso da Unicredit. ICF Hydrogen Select (ISIN DE000HV8BNV5) è un certificato classico benchmark che comprende fino a 25 aziende attive nel settore dello sviluppo e produzione di idrogeno, motori a idrogeno, celle a combustibile e batterie per veicoli.

L’investitore italiano ha quindi a propria disposizione una serie di strumenti quotati che possono permettergli di scommettere sul tema dell’idrogeno come tecnologia pulita del futuro. La possibilità di scegliere tra certificate e ETF permette anche di ottimizzare l’investimento lato fiscale qualora si presentasse questa esigenza.