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Investment banking: cos’è e come funziona

Investment banking: cos'è e come funziona

Una delle aree di business più importanti in cui opera un istituto di credito risulta l’investment banking. Tale segmento è tanto più significativo quanto più la banca è di grande dimensione e quindi svolge un ruolo cruciale nell’intermediazione tra le imprese e il mercato. L’attività in parola ha avuto un impatto notevole a livello generale negli ultimi anni fino al 2021, quando c’è stato il boom delle IPO nei mercati finanziari e delle operazioni di M&A. A partire dal 2022 si è registrato un consistente rallentamento, perché il sorgere di un’inflazione elevata ha costretto le Banche centrali ad alzare i tassi di interesse creando condizioni di mercato poco invitanti per le operazioni di finanza straordinaria. In questa guida vedremo nel dettaglio in cosa consiste l’investment banking e quali categorie dell’attività bancaria comprende.

 

Investment banking: definizione

L’investment banking è un’attività con cui una banca mette in relazione tramite i mercati finanziari le imprese che hanno bisogno di fondi per finanziare i loro investimenti e gli investitori che necessitano di impiegare il loro risparmio accumulato. Inoltre, attraverso questa funzione, la banca fornisce assistenza ai possessori di strumenti finanziari nel collocamento degli stessi nei mercati nell’ambito della gestione del rischio, del rendimento e della liquidità dei loro portafogli. In questa veste, l’istituto finanziario opera come mero intermediario di mercato e va distinto dalle banche che prendono esse stesse le decisioni in merito all’allocazione del risparmio raccolto.

 

Le categorie

L’operatività dell’investment banking abbraccia una serie di aree, ognuna con le sue caratteristiche specifiche. Possiamo distinguerne sette, come di seguito illustrato.

 

Finanziamento alle imprese

Il ventaglio di soluzioni quando si tratta di finanziamento alle imprese è molto vasto. Qui discriminiamo tra varie categorie di prestito in base alla durata, all’attività e al settore in cui opera l’azienda. In relazione alla durata vi sono:

  • finanziamenti a breve termine, che sono realizzati per dare respiro alle imprese nell’ambito della gestione dei flussi di cassa;
  • finanziamenti a medio-lungo temine, che scadono tra i 5 e i 30 anni, e riguardano prestiti più o meno garantiti e mutui.

Con riferimento all’attività, esistono i finanziamenti commerciali, utili per gestire i flussi derivanti da importazioni ed esportazioni con l’estero.
Riguardo il settore, abbiamo i finanziamenti immobiliari e quelli alle aziende che operano in comparti specifici o particolari dell’economia.

Dall’attività di finanziamento alle imprese, la banca trae guadagno dai tassi di interesse che applica sul denaro prestato. Questi possono essere fissi o variabili. Solo nel primo caso si conosce l’entità dei rimborsi periodici, mentre i tassi variabili sono legati ad alcuni parametri come l’Euribor o l’inflazione.

 

Capital Markets

Il Capital Markets consiste nella gestione degli strumenti finanziari emessi dalle società attinenti ad azioni, obbligazioni e derivati. La banca opera in questo caso nel mercato primario e in quello secondario.

Nel mercato primario gestisce le fasi legate all’iniziativa, all’organizzazione, alla consulenza, alla vendita, al collocamento e alla sottoscrizione degli asset emessi da un’impresa. Per ogni singola fase, l’istituto di credito percepisce una commissione.

Nel mercato secondario, in cui i titoli vengono scambiati dopo l’emissione, la banca agisce come dealer, broker e market maker. Nel primo caso, opera per proprio conto senza avere l’obbligo di rendere pubblico il prezzo in ogni istante. Nel secondo può operare per conto terzi. Nella veste di market maker invece fa da controparte del mercato in modo da favorire gli scambi e aumentare la liquidità.

 

Finanza d’impresa

La finanza d’impresa riguarda le operazioni straordinarie di un’azienda, ossia che esulano dall’alveo dell’ordinaria amministrazione e che hanno a che fare con obiettivi strategici di larga portata. Le operazioni che fanno parte di questa categoria riguardano le fusioni e acquisizioni, le joint venture, gli spin-off dell’attività e le ristrutturazioni aziendali. Queste ultime, se non sono eseguite dal tribunale per effetto di fallimenti o liquidazioni, possono essere:

  • sulle passività, quando deve essere ristrutturato il debito mediante ad esempio la rimodulazione delle scadenze o allorché deve essere trasformato in azioni;
  • sulle attività, comprendenti la cessione di crediti e immobili o la cartolarizzazione, che consiste nella cessione di un asset a una società veicolo che emette obbligazioni legate a quell’attività.

L’attività di finanza di impresa genera commissioni per il servizio prestato dalle banche.

 

Private equity

L’attività di private equity consiste nell’investimento in azioni di un’azienda non quotata in Borsa, con lo scopo di rivenderle in un periodo di tempo medio-lungo, quando cioè la società target è cresciuta ed è aumentata di valore. Tutto questo viene fatto privatamente, in quanto non c’è un mercato pubblico regolamentato in cui vengono scambiate le azioni. Perciò si pone un problema relativamente al pricing e alla liquidità. Le problematiche interessano molto la tempistica a livello strategico, poiché dall’inizio la banca deve valutare quando potrà uscire dall’investimento con profitto.

 

Finanza strutturata

La finanza strutturata si basa sulla creazione di prodotti finanziari complessi, combinando diversi strumenti finanziari con lo scopo di soddisfare esigenze specifiche, come la gestione di rischi particolari o la creazione di flussi di cassa personalizzati. Tutto ciò passa attraverso la nascita di una società-veicolo, denominata SPV (Special Purpose Vehicle) o SPE (Special Purpose Entity), giuridicamente separata dal soggetto o dai soggetti promotori di un progetto e in cui ricadono tutti gli obblighi e i diritti dell’operazione. Essa è dotata di un patrimonio autonomo ed è destinataria di tutti i finanziamenti erogati. Ne consegue che, gli asset strumentali alla gestione del progetto e i flussi di cassa generati rappresentano una garanzia per i finanziatori.

Le operazioni di finanza strutturata sono classificabili in:

  • project finance, in cui si stabilisce un progetto di lungo termine realizzato attraverso la società veicolo, che si finanzia con i flussi di cassa che produce;
  • leveraged acquisitions, in cui la società veicolo è costituita per acquisire un’altra azienda che finirà nel suo attivo patrimoniale;
  • securitization o cartolarizzazione, in cui un insieme di diritti su attività illiquide (crediti, immobili) sono incorporati in uno strumento negoziabile.

 

Asset management

L’asset management riguarda la gestione dei capitali degli investitori, che possono essere: istituzionali come aziende ed enti pubblici; retail che si riferiscono a soggetti individuali non professionisti. La gestione può riguardare valori mobiliari, denaro circolante o immobili. Per il servizio prestato, la banca percepisce commissioni di trading, di consulenza e sui risultati.

 

Risk management

Il risk management concerne l’offerta di servizi finanziari ai clienti per ridurre il rischio legato alla propria attività e/o alla volatilità dei prezzi. La limitazione del rischio avviene attraverso gli strumenti dei derivati (futures, opzioni, swaps, ecc.) e i contratti assicurativi.

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Redazione

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