SpaceX verso l’Ipo: primi contatti con le grandi banche di Wall Street

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SpaceX prepara il terreno per l’arrivo a Wall Street. La società aerospaziale fondata da Elon Musk ha avviato contatti preliminari con alcune delle principali banche d’affari statunitensi per valutare una possibile offerta pubblica iniziale, che, per dimensioni, potrebbe collocarsi tra le più rilevanti di sempre.

Mentre i mercati tornano a guardare alle grandi operazioni nel comparto tecnologico e industriale, il dossier si inserisce nel percorso di crescita di SpaceX, oggi protagonista nei lanci spaziali e nelle comunicazioni satellitari, e nel più ampio contesto di un settore, quello dell’economia dello spazio, che sta assumendo un peso crescente nelle strategie industriali e finanziarie globali.

 

In questo articolo:

 

  • SpaceX, i primi contatti formali con le grandi banche d’affari americane
  • L’ascesa di SpaceX, tra ricavi in aumento e nuovi business
  • Il settore spaziale e l’interesse crescente dei mercati

 

SpaceX, i primi contatti formali con le grandi banche d’affari americane

Secondo il Financial Times, SpaceX starebbe valutando Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley per ruoli di primo piano nella gestione di una possibile offerta pubblica iniziale. I colloqui restano preliminari e soggetti alle condizioni di mercato, ma segnano un passaggio rilevante per una società che finora ha fatto ricorso quasi esclusivamente a finanziamenti privati. Già il mese scorso, Reuters aveva riferito che SpaceX stava intervistando diversi istituti finanziari, indicando Morgan Stanley come una delle candidate principali, anche in virtù dei rapporti consolidati con Elon Musk. In parallelo, qualche mese fa la società ha avviato una vendita secondaria di azioni che dovrebbe aver portato a una valutazione intorno agli 800 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno, Bloomberg ha delineato uno scenario ancora più ambizioso, ipotizzando una valutazione fino a 1.500 miliardi di dollari, che consentirebbe una raccolta superiore ai 30 miliardi.

Al momento, le banche coinvolte hanno rifiutato di commentare, così come SpaceX non ha risposto alle richieste di chiarimento. Il Financial Times ha inoltre riferito che Bank of America sarebbe in lizza per un ruolo di primo piano nell’operazione, confermando l’interesse degli istituti per una potenziale quotazione destinata ad avere un impatto significativo sul mercato primario statunitense. L’operazione si inserirebbe in una fase di riattivazione dell’ecosistema delle Ipo, con investitori tornati a valutare grandi operazioni dopo un periodo di forte prudenza. Nel caso di SpaceX, l’attrattività non riguarda soltanto le dimensioni finanziarie del possibile collocamento, ma anche il profilo industriale della società, che combina attività di lancio, infrastrutture satellitari e servizi ad alto contenuto tecnologico. La vendita secondaria avviata nei mesi scorsi, oltre a offrire liquidità ad azionisti storici e dipendenti, ha rappresentato un primo test di mercato sulla capacità di assorbire valutazioni particolarmente elevate in vista di un eventuale approdo in Borsa.

 

L’ascesa di SpaceX, tra ricavi in aumento e nuovi business

Fondata nel 2002 con l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi di accesso allo spazio, SpaceX ha progressivamente costruito una posizione dominante nel settore aerospaziale. Oggi l’azienda realizza oltre il 90% dei lanci globali e gestisce la maggior parte dei satelliti in orbita, svolgendo un ruolo centrale anche nelle attività civili e militari del governo statunitense. Un peso industriale che si riflette nella crescente integrazione della società nelle infrastrutture critiche statunitensi, dalle comunicazioni alla difesa. Un contributo sempre più rilevante arriva da Starlink, il servizio di internet satellitare che ha sostenuto l’espansione dei ricavi negli ultimi anni. Secondo alcune stime, nel 2026 SpaceX potrebbe generare entrate comprese tra 22 e 24 miliardi di dollari, un livello paragonabile al bilancio annuale della Nasa. Parallelamente, la società sta lavorando allo sviluppo di una nuova generazione di satelliti Starlink, progettati per supportare applicazioni più avanzate di elaborazione dei dati. Questi progetti richiedono investimenti ingenti, sia sul fronte della produzione dei satelliti sia su quello dei lanci necessari a dispiegarli in orbita, rafforzando l’interesse per nuove fonti di capitale.

Ma perché portare SpaceX in Borsa proprio adesso? Storicamente, Elon Musk ha sempre escluso l’ipotesi di portare SpaceX in Borsa, esprimendo più volte la propria contrarietà alla pressione esercitata dai mercati finanziari sul breve periodo. Un’impostazione maturata anche alla luce dell’esperienza di Tesla, esposta per anni a forte volatilità e a un costante scrutinio degli investitori pubblici. Negli ultimi anni, tuttavia, SpaceX ha raggiunto una scala operativa e una stabilità dei ricavi significativamente diverse rispetto al passato, grazie soprattutto alla maturazione del business di Starlink. Allo stesso tempo, il perimetro tecnologico in cui il gruppo opera si è ampliato, con una crescente convergenza tra infrastrutture spaziali, capacità computazionale e intelligenza artificiale. L’estensione di queste attività comporta un fabbisogno di capitale crescente, rendendo l’accesso al mercato dei capitali uno strumento potenziale per sostenere programmi di investimento su larga scala, in una fase in cui SpaceX punta a consolidare il proprio ruolo all’incrocio tra spazio, intelligenza artificiale e infrastrutture strategiche.

 

Il settore spaziale e l’interesse crescente dei mercati

Il possibile debutto in Borsa di SpaceX si inserisce in una fase di crescente attenzione dei mercati verso l’economia dello spazio, ormai considerata uno dei principali ambiti di sviluppo tecnologico e industriale. Dalle telecomunicazioni alla navigazione satellitare, fino ai servizi destinati a governi e imprese, il comparto spaziale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie industriali e nelle dinamiche geopolitiche delle principali economie. Un’eventuale quotazione di SpaceX offrirebbe agli investitori un’esposizione diretta a un ecosistema che finora è rimasto in larga parte appannaggio di capitali privati e fondi specializzati.

Secondo Lucas Bishop, analista di investimenti presso Seraphim Space, una possibile Ipo di SpaceX potrebbe rappresentare un catalizzatore per l’intero comparto, contribuendo a consolidare la SpaceTech come asset class matura e a facilitare il percorso verso il mercato dei capitali per un numero crescente di aziende del settore in fase avanzata. Un quadro che trova riscontro nei dati sugli investimenti: nel 2025 i capitali privati destinati allo spazio hanno raggiunto livelli record, crescendo del 48% a 12,4 miliardi di dollari, di cui 3,8 miliardi concentrati nell’ultimo trimestre.

Gli Stati Uniti hanno guidato gli investimenti con 7,3 miliardi di dollari, pari a circa il 60% dei finanziamenti globali, sostenuti dall’elevata spesa per i servizi di lancio e dai programmi legati alla difesa, tra cui l’iniziativa Golden Dome del Pentagono. A rafforzare il contesto ha contribuito anche l’ordine esecutivo firmato a dicembre dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha designato lo spazio come una priorità strategica per la sicurezza nazionale e per l’economia. In Europa la crescita degli investimenti è risultata più contenuta, mentre l’Asia ha mantenuto livelli elevati, con la Cina che ha contribuito per circa 2 miliardi di dollari, accelerando lo sviluppo della capacità nazionale nei lanci e nella produzione satellitare.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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