Italia: a rischio sostenibilità del debito, cosa fare in Borsa con il FTSE Mib?
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Italia: a rischio sostenibilità del debito, cosa fare in Borsa con il FTSE Mib?

Italia: a rischio sostenibilità del debito, cosa fare in Borsa con le azioni?

Rischi di recessione in aumento in Italia. Ne è convinto Fabio Balboni, senior economist di HSBC dopo che la settimana scorsa la Commissione Europea ha tagliato le stime di crescita dell’Italia per il 2022 al 2,4% (dal 4,1%) e per 2023 all’1,9% (dal 2,3%) a causa degli effetti della pandemia e soprattutto della guerra fra Russia e Ucraina. Inoltre, nel confermare che la maggior parte della crescita di quest’anno è dovuta a un effetto di trascinamento della ripresa straordinaria dello scorso anno, ha ribadito che le prospettive dell’economia rimangono soggette a forti rischi al ribasso, considerato che l’Italia è tra i maggiori importatori di gas naturale russo e quindi potrebbe essere gravemente colpita da eventuali e improvvise interruzioni delle forniture.

Crescita del Pil in riduzione con aspettative di rialzo per l’inflazione che quest’anno è stimata intorno al 6% (3,8% la stima precedente), mentre nel 2023 dovrebbe attestarsi al 2,3% (1,6%). Notizie più confortanti sono arrivate, invece, sul fronte del deficit e del debito pubblico, previsti entrambi in riduzione anche se, rispetto a tutti gli altri paese europei, rimangono su livelli elevati e quantomeno di allarme: rispetto al Pil, il deficit si ridurrà al 5,5% nel 2022 (dal 7,2% del 2021) e al 4,3% nel 2023, mentre il debito si ridurrà al 147,9% nel 2022 (dal 150,8% del 2021) e 146,8% nel 2023.

Non si può escludere una recessione in Italia. “La ripresa italiana, sorprendentemente forte dopo la pandemia, è rallentata verso la fine del 2021 e si è conclusa nel primo trimestre del 2022, quando il Pil è sceso dello 0,2% su base annua. Ciò è dovuto in gran parte alle severe restrizioni ancora in vigore all’inizio dell’anno. Ma anche l’impennata dei prezzi dell’energia che ha pesato sui consumi, inducendo molte aziende a ridurre o interrompere la produzione”, ha sottolineato Balboni. A causa della forte dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia (40% di tutte le importazioni di gas e oltre il 10% del petrolio), l’economia italiana è stata particolarmente colpita dallo scoppio della guerra in Ucraina.

“Ci aspettiamo, comunque, un piccolo rimbalzo nel secondo trimestre: +0,2% trimestre su trimestre e una crescita del 2,7% nell’intero esercizio, inferiore alle previsioni del governo a +3,1%. Ma i rischi di ribasso sono aumentati in modo significativo. Anche se il settore dei servizi dovrebbe rimanere ben sostenuto grazie all’effetto delle riaperture, non si può escludere una recessione”, ha avvertito l’economista di HSBC.

Inflazione buona e cattiva. Finora, l’inflazione elevata ha contribuito a chiudere più rapidamente il deficit fiscale italiano grazie a un maggior gettito fiscale. Questo ha permesso al governo di aggiungere 28 miliardi di euro di ulteriori misure di stimolo, mantenendo l’obiettivo di deficit al 5,6% del Pil. “Questo è fondamentale dal punto di vista degli investitori, visto il minor sostegno del mercato obbligazionario da parte del QE della Bce, ma ci sono anche conseguenze negative dell’inflazione, che potrebbero far salire il deficit italiano quest’anno e in futuro”, ha osservato Balboni che ritiene probabile l’estensione dei recenti tagli alle imposte sui carburanti; maggiori pagamenti di interessi; costi più alti per gli investimenti pubblici e per i salari del settore pubblico che si stanno adeguando all’inflazione.

La sostenibilità del debito pubblico potrebbe essere a rischio. A causa dell’elevato debito (oltre il 150% del Pil), nei prossimi anni l’Italia avrà la più alta emissione lorda della zona euro nei prossimi anni. Inoltre, l’inflazione elevata non è sempre positiva per la sostenibilità del debito, in particolare l’inflazione importata, che deprime il deflatore del Pil, ha spiegato l’esperto di HSBC che vede il rapporto debito/Pil dell’Italia ricominciare ad aumentare dal 2025 una volta che la spinta alla crescita del fondo Next Generation EU sarà svanita. “Con le elezioni incombenti, al più tardi entro il prossimo giugno, l’attuazione di qualsiasi risanamento di bilancio potrebbe rivelarsi difficile”, ha concluso Balboni.

 

FTSE Mib: quotazioni superano soglia dei 24.000 punti, molti indicatori tornati positivi

Il Future FTSE Mib (qui cos’è e come funziona) sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,32%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 23.760, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere la soglia dei 24.000 punti, superando anche il precedente massimo di giornata a quota 24.085.

Dopo il minimo realizzato lo scorso 9 maggio sul livello 22.420 (area di supporto 22.500), i prezzi hanno ripreso a correre al rialzo con una serie di sei sedute consecutive positive, cui ha fatto seguito la scorsa settimana una fisiologica fase di pullback che non è mai sostanzialmente scesa sotto la media mobile a 25 periodi. Da quel momento i corsi hanno continuato nella propria direzionalità avvicinandosi all’importante resistenza posta in area 24.220. La forza del mercato non manca, la maggioranza degli operatori (per fortuna) non appare preoccupata riguardo gli aspetti di cui sopra, l’America è su alcuni minimi che sembrano tenere, quindi con il vento in poppa non è troppo ambizioso pensare al raggiungimento nelle prossime settimane del target nell’intorno del livello 24.500.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre l’indicatore Parabolic Sar è ritornato positivo da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 55. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 24.220 con target nell’intorno dei 24.500 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 23.760 con obiettivo molto vicino al livello 23.500.

 


L’andamento di breve termine del Future FTSE Mib

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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