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Italiani: cresce la distanza da imprese e PA

Un gruppo di persone attraversa una strada sulle strisce pedonali

In anni di forte polarizzazione della vita politica e degli scenari geopolitici globali anche la vita delle persone appare nettamente divisa in due. Da un lato le soddisfazioni, da cercare nella cerchia ristretta degli affetti, dall’altro le disillusioni verso tutto ciò, ed è tanto, che non funziona come dovrebbe. A cominciare dalle istituzioni, sia private che pubbliche, sia imprese che PA, percepite come sempre più fredde e distanti. Sono i tratti principali emersi da una ricerca condotta da Bva-Doxa per Invesco nel marzo 2023.

“Da anni noi cerchiamo di conoscere meglio i risparmiatori di ieri, oggi e domani attraverso ricerche mirate, cui far seguire attività concrete che si pongono l’obiettivo di colmare il gap, scolastico e istituzionale” ha commentato Rita Schirinzi, responsabile Marketing Italy di Invesco.

 

Benessere finanziario al centro delle preoccupazioni

L’indagine ha coinvolto un campione di 800 persone in tutta Italia suddivise per generazioni: Boomers (56-67 anni), Generazione X (35-55 anni), Millennials (25-34 anni) e Generazione Z (18-24 anni). Tutte sono accomunate da un forte senso di incertezza frutto di quanto è accaduto e sta accadendo intorno a loro: pandemia, clima economico, problemi sociali e istituzionali.

Tra i temi che vengono citati come prioritari, infatti, per tutte le generazioni al primo posto c’è il costo della vita (63% del totale campione) e al secondo il sistema sanitario (57%). Solo in terza posizione (56%) arrivano i temi ambientali e sociali o relativi alla buona governance aziendale, ovvero l’ESG onnipresente negli ultimi anni sulle pagine dei quotidiani finanziari.

In realtà i temi ESG rimangono di primaria importanza per le persone ma serpeggiano demotivazione e disillusione. Filtra la consapevolezza che i comportamenti del singolo sono insufficienti e che spetti ai governi e alle imprese fare di più. Solo la Generazione Z vuole essere protagonista in prima persona del cambiamento.

Coerentemente con quanto emerso riguardo ai temi prioritari, tutte le generazioni ricercano il benessere in primo luogo nella salute. La disponibilità di un reddito sufficiente è l’altro pilastro su cui costruire il benessere per le generazioni più anziane, mentre Milennials e Generazione Z sono più attenti all’equilibrio tra vita professionale e privata.

 

Imprese e Stato sotto accusa

La separazione tra il privato, sinonimo per molti di soddisfazione (o di consolazione e rifugio rispetto al mondo esterno), e il pubblico inteso come tutto ciò che esula dalla propria vita privata, appare marcata negli italiani ed è trasversale a tutte le generazioni. Il maggiore scontento si registra verso le imprese di appartenenza (lavoro), la società, il ruolo delle aziende private nella società e infine verso lo Stato. Fanno eccezione le generazioni più giovani che hanno ancora una visione soddisfacente delle istituzioni.

Le istituzioni finanziarie, pur con tutti gli sforzi e gli investimenti in campagne di comunicazione, vengono invece percepite come distanti e accusate dagli italiani di mancanza di dialogo. Un’imputazione grave visto che uno dei temi più importanti per gli italiani è il benessere finanziario. Nei confronti della materia finanziaria i partecipanti al sondaggio sono fragili, indecisi e vulnerabili. Non trovare una controparte accogliente e preparata ad aiutarli ne acuisce la sfiducia verso il sistema e anche i consulenti finanziari vengono spesso percepiti come indecisi.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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