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Jim Ratcliffe, chi è il miliardario di Ineos e qual è il suo patrimonio

Un primo piano di Jim Ratcliffe

Chimica, sport e affari: è il mondo di Jim Ratcliffe, il patron di Ineos, una delle aziende chimiche più importanti al mondo. Classe 1952, nato a Failsworth, pochi chilometri da Manchester, e cresciuto nell’East Yorkshire, l’imprenditore è sulla bocca di tutti gli amanti del calcio da quando sembra prossimo a dover mettere le mani su una delle squadre più forti e titolate di sempre nonché il terzo club di maggior valore al mondo: il Manchester United. Ma da dove arriva la ricchezza di Ratcliffe e a quanto ammonta il suo patrimonio?

 

Jim Ratcliffe: chi è il miliardario britannico

Figlio di un carpentiere diventato imprenditore e di una impiegata d’ufficio, Ratcliffe è un ingegnere chimico convertitosi in finanziere e industriale. Dopo la laurea alla Birmingham University, infatti, ottiene un MBA alla London Business School e comincia a lavorare prima alla Exxon e poi nel gruppo statunitense di private equity Advent International. Fino all’età di 37 anni, la sua carriera è molto lineare e tradizionale.

Nel 1989, con la chiamata in Advent International, si trasforma in asso dei fondi a capitale privato. Ineos, di cui Ratcliffe possiede ancora due terzi, nasce nel 1998 dalla Inspec, società costituita per effettuare l’acquisizione delle attività petrolchimiche di BP (la vecchia British Petroleum) ad Anversa con un’operazione di management buyout. Un affare da 84 milioni di sterline che coinvolge la banca di investimento scozzese Murray Johnstone e l’americana BT Alex Brown.

 

Ineos, il fatturato da record

Oggi il fatturato di Ineos arriva a 61 miliardi di dollari, frutto di un lavoro cominciato alla fine degli anni Novanta quando Inspec viene ceduta per 1 miliardo di dollari e Ratcliffe rileva la divisione dell’ossido di etilene. Grazie a una politica di joint venture strategiche, acquisti massicci di asset di qualità che i grandi player del comparto chimico dismettono – famose aziende considerate blue chip da Bayer a Unilever – e divisioni indesiderate di gruppi come BP, BASF e Imperial Chemical Industries (ICI), Ineos diventa nel giro di pochi anni la terza più grande azienda chimica del mondo. L’ultimo colpo di mercato è del 2023: 1,4 miliardi di dollari spesi per rilevare il colosso del fracking Chesapeake Energy.

Il nome Ineos sta per Inspec Ethylene Oxide and Specialities, ma in realtà usa in prestito la parola latina Ineo e le greche Eos e neos per formare l’acronimo “l’alba di qualcosa di nuovo e innovativo”. Nel 2005, con i suoi partner Andy Currie e John Reece, Ratcliffe prende per 9 miliardi di dollari la divisione di raffinazione di BP e fa il definitivo salto di qualità: la sua strategia è selezionare gli obiettivi da rilevare in base al potenziale raddoppio dei loro utili in un periodo di cinque anni e lasciare indipendenti tra loro le società controllate.

Con l’acquisto di Innovene, Ineos ottiene raffinerie e stabilimenti in Italia, Francia, Belgio, Germania, Scozia e Canada. È così che il gruppo arriva a 103 stabilimenti totali e 11 sedi tra Francoforte, Singapore, Knightsbridge in Inghilterra, Rolle in Svizzera, Aurora, Dublin, Fort Worth, Marina View, Maryland, Naperville e Port Neches negli Stati Uniti. In Italia le sedi sono due: il polo dell’idrogeno con Inovyn a Rosignano, in provincia di Livorno, e il centro di fotoclorurazione (ex Solvay) a Tavazzano, in provincia di Lodi.

 

Il patrimonio dell’imprenditore

In pubblico Ratcliffe mantiene sempre un profilo basso, tanto che il Sunday Times lo ha definito come “publicity shy” ovvero molto schivo e riservato. Ma l’imprenditore è il secondo uomo più ricco del Regno d’Unito per il Sunday Times Rich List 2023, che stima il suo patrimonio in 29,688 miliardi di sterline.

Nella altre classifiche Ratcliffe non è da meno. Il Bloomberg Billionaires Index lo piazza al 101° posto con 17,4 miliardi di dollari, mentre nell’Annual World’s Billionaires List stilata da Forbes nel 2023 arriva in 67° posizione con un patrimonio di 22,9 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 16,3 del 2022.

 

Cosa possiede il businessman inglese

L’obiettivo di Jim Ratcliffe è rendere Ineos un brand globale. L’azienda si fonda su chimica, industria petrolifera e del gas e tre marchi di consumo. Il ramo chemicals include Styrolution (produttore di polimeri stirenici), Inovyn (fornitore globale di clorovinili), Hydrogen (attiva nel settore dell’idrogeno), Acetyls (produttore di acido acetico e derivati), Aromatics (produttore di PTA e PX) e Enterprises per i prodotti chimici intermedi come materiali compositi, solventi e pigmenti.

Energy produce petrolio, gas, elettricità, GNL e crediti di carbonio; Energy Trading fa trading di commodities; Trading & Shipping fa attività commerciale integrata di materie prime, energia e gestione dei rischi finanziari; Shale è il marchio di produzione di gas onshore; FPS (Forties Pipeline System) gestisce il sistema di trasporto e trattamento dei liquidi; Petroineos è la joint venture con PetroChina per lavorazione e commercializzazione del greggio.

I consumer brand di Ineos sono tre: Grenadier (il fuoristrada 4X4) nell’automotive, Hygienics (i prodotti igienizzanti) nell’healthcare e Belstaff (giacche, capi e accessori da moto) nell’abbigliamento. In totale, l’attività è articolata in 36 business unit, ma i capisaldi del business core rimangono gli oli sintetici, le plastiche e i solventi usati per produrre insulina e antibiotici.

Euroscettico e sostenitore della Brexit, critico verso i modi con cui la politica ha negoziato l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, Ratcliffe vive tra Montecarlo (per ragioni fiscali) e l’Hampshire, dove ha costruito una villa di lusso a Thorns Beach, vicino Beaulieu. Tra le sue proprietà spiccano una residenza sulle sponde del Lago di Ginevra, l’hotel Le Portetta a Courchevel in Francia e il Lime Wood sempre nell’Hampshire.

Ratcliffe è un amante del mare (possiede due super yacht: l’Hampshire e l’Hampshire II) e dell’avventura: effettua varie spedizioni al Polo Sud e al Polo Nord, gira per tre mesi in moto il Sudafrica e nel 2013 completa la Marathon des Sables nel Sahara, una maratona da 250 chilometri da fare in sette giorni.

 

La passione per lo sport

Lo sport è “la chiave del successo nel mondo contemporaneo”, sostiene Ratcliffe. È per questo motivo che il billionaire britannico investe 470 milioni di euro in cinque sport in tutti e cinque i continenti: calcio, Formula 1, ciclismo, atletica e vela.

Nel calcio è proprietario del Losanna in Svizzera e del Nizza in Francia. Dopo diversi colloqui con Roman Abramovich per comprare il Chelsea, poi finito alla BlueCo di Todd Boehly, sta pensando di comprare il Manchester United dalla famiglia Glazer. D’altronde la passione per i Red Devils se la porta dentro sin da bambino, quando frequentava da tifoso il teatro dei sogni dell’Old Trafford.

In Formula 1 la partnership è con il team Mercedes: Ratcliffe investe 125 milioni di sterline in cinque anni per una partecipazione del 33%, di pari livello con la capogruppo Daimler. Nella due ruote, con un investimento da 45 milioni di sterline, rivoluziona il ciclismo moderno trasformando il Team Sky (la squadra che ha vinto il Tour de France per sette volte dal 2012 al 2019 con Bradley Wiggins, Chris Froome, Geraint Thomas e Egan Bernal) nell’Ineos Grenadiers.

Con 15 milioni di sterline, Ineos finanzia l’NN Running Team, la squadra olandese fondata da Jos Hermens che spinge al duplice oro olimpico Eliud Kipchoge, il mezzofondista del Kenya che abbatte per la prima volta il muro delle due ore in una maratona. Nel 2012 l’Ineos Britannia rileva per 120 milioni di sterline il Jaguar Land Rover e affida la squadra a Ben Ainslie (il velista olimpionico più vittorioso di sempre) per riportare in Inghilterra la Coppa America di vela, il trofeo più antico al mondo. Infine, Ineos è performance partner degli All Blacks, la leggendaria nazionale di rugby della Nuova Zelanda.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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