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JP Morgan AM, le caratteristiche dell’ETF attivo sulle obbligazioni

L'interno di una sede di JP Morgan AM

Diversificare su un mercato vasto come quello delle obbligazioni è difficile e costoso. Tra le soluzioni migliori per farlo ci sono gli ETF. È con questo obiettivo, ossia offrire un’esposizione diversificata e al massimo dell’ampiezza sul mercato obbligazionario, che JP Morgan AM ha lanciato un nuovo ETF attivo, il JPMorgan Active Global Aggregate Bond UCITS ETF, identificato dal ticker JAGA.

Travis Spence, responsabile EMEA Distribution di JP Morgan AM, ha riassunto così i vantaggi degli ETF attivi obbligazionari: “Possono beneficiare di numerosi fattori che influenzano i prezzi dei titoli e movimentano i mercati, tra cui i cicli economici e di mercato e le politiche delle banche centrali, sia per quel che riguarda le emissioni governative sia quelle societarie. Una strategia attiva può adeguare l’esposizione ai tassi d’interesse e l’allocazione settoriale durante un determinato ciclo, consentendo agli investitori di detenere obbligazioni meno care e di sottopesare quelle più costose, mantenendo al contempo un beta obbligazionario stabile”.

 

Le caratteristiche dell’ETF attivo sull’obbligazionario globale di JP Morgan AM

L’ETF JAGA di JP Morgan AM, quotato anche su Borsa Italiana, si basa su una strategia preesistente, la Global Aggregate Bond, lanciata nel 2009 e che al 31 agosto 2023 aveva masse in gestione per 11 miliardi di dollari. Il suo indice di riferimento è il Bloomberg Global Aggregate Total Return USD e il suo obiettivo è offrire agli investitori un’allocazione core che ricomprenda tutto il vaso mondo delle obbligazioni.

In particolare, nel portafoglio dell’ETF proposto da JP Morgan si possono trovare obbligazioni governative, credito investment grade, debito emergente e cartolarizzato, valute. Applicare la gestione attiva su un universo di investimento così vasto e composito permette di selezionare, con un approccio bottom-up, i titoli che offrono un ritorno rischio/rendimento interessante. A livello settoriale, invece, viene utilizzato un approccio top-down.

“A differenza degli indici azionari, la composizione degli indici obbligazionari è guidata dai grandi emittenti, che non sono necessariamente quelli di maggiore successo” spiegano gli analisti di JP Morgan AM. Questo significa che mentre un ETF passivo obbligazionario include in portafoglio anche gli emittenti più indebitati, indipendentemente dalla qualità dei loro bilanci, un ETF sul reddito fisso gestito attivamente può allocare il patrimonio su emittenti di qualità superiore e allontanarsi da quelli che potrebbero essere a rischio di declassamento.

 

Le caratteristiche del nuovo ETF

Il nuovo ETF, disponibile su Borsa Italiana ma quotato anche su LSE, Deutsche Börse Xetra, SIX ha un Total expense ratio di 30 punti base (0,3%) ed è il nono ETF a gestione attiva proposto dall’asset manager. Classificato come articolo 8 dalla normativa europea sugli investimenti sostenibili (Sfdr), è gestito da Myles Bradshaw, Iain Stealey e Linda Raggi, supportati dal team di analisti di ricerca quantitativa di JP Morgan, composto da oltre 70 persone.

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