Junk bond USA: rally di fine anno con rallentamento inflazione?

Junk bond USA: rally di fine anno con rallentamento inflazione?

Junk bond USA: rally di fine anno con rallentamento inflazione?

Gli investitori sono tornati a comprare i junk bond USA, contando sul possibile rallentamento dell’inflazione statunitense. Quest’anno le obbligazioni spazzatura hanno patito gli alti rendimenti generati dalla serie più forte di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve degli ultimi 40 anni. Quando i tassi sul mercato crescono, i prezzi delle obbligazioni scendono perché gli investitori si liberano di titoli che corrispondono una cedola inferiore rispetto a quelli di nuova emissione a parità di scadenza. I junk bond, che sono caratterizzati da un livello di rischio maggiore, vengono penalizzati in un clima di incertezza come è stato per tutto il 2022.

Nel mese di novembre, però, il sentiment degli operatori di mercato è mutato sensibilmente quando i dati sull’inflazione relativi a ottobre hanno riportato un raffreddamento oltre le aspettative. Ciò ha generato l’attesa che la Fed possa allentare la stretta sul costo del denaro a partire già dalla riunione di dicembre. Ieri il Governatore Jerome Powell ha confermato che “ha senso moderare il ritmo degli aumenti dei tassi fin dal prossimo meeting”, in un discorso al think tank Brookings Institution a Washington. L’inflazione potrebbe insomma aver raggiunto davvero il picco e non solo negli Stati Uniti. Ieri sono arrivate notizie confortanti anche dall’Europa, con l’indice dei prezzi al consumo sceso al 10%, oltre le aspettative del 10,4% degli analisti, per la prima volta dallo scorso anno.

Un altro fattore positivo che ha favorito il ritorno agli acquisti di junk bond deriva dal fatto che i bilanci aziendali sono rimasti resilienti e le prospettive di redditività per la fine di quest’anno e per l’anno prossimo non sono state intaccate più di tanto. Nonostante le aziende stiano licenziando e le guidance rilevino un rallentamento della domanda, gli analisti di Wall Street si aspettano ancora che i profitti delle società dell’S&P 500 crescano in media del 6% quest’anno e di un altro 6% l’anno prossimo. Tra l’altro, sono in aumento le società che pagano il debito tra gli emittenti di junk bond e questo è un segnale molto positivo per gli investitori che esaminano i bilanci delle aziende prima di avventurarsi in questa tipologia di strumenti finanziari.

 

Junk bond: vanno comprati ora?

La serie di elementi positivi illustrati, insomma, ha attirato nell’ultimo mese un flusso costante di liquidità. In particolare, i fondi di debito sub-investment grade per cinque settimane consecutive fino al 23 novembre hanno aggiunto denaro per un totale di 13,47 miliardi di dollari, secondo i dati rilasciati da Refinitiv Lipper. Tuttavia, i junk bond sono ancora in perdita quest’anno, dal momento che hanno registrato un rendimento negativo dell’11%, comprendente la variazione dei prezzi e i pagamenti degli interessi, ma comunque superiore rispetto al -15% delle obbligazioni con rating più alto.

Sulle prospettive future, gli operatori sono divisi. Steven Foresti, Chief Investment Officer per l’asset allocation e la ricerca presso Wilshire Advisors, ha detto che, con rendimenti vicini al 9%, le obbligazioni spazzatura sono veramente interessanti. L’esperto osserva che quest’anno tale tipologia di bond ha sovraperformato poiché, oltre a offrire interessi più elevati, i prezzi sono suscettibili a scendere di meno quando i tassi di interesse sul mercato aumentano. Di diversa opinione risulta essere Saurabh Sud, gestore di portafoglio di T. Rowe Price, secondo cui, con una recessione in arrivo, gli spread dei titoli spazzatura non sono abbastanza alti da rendere i rischi utili per gli investitori. L’esperto ritiene che la Fed potrebbe non essere rapida ad allentare la politica monetaria mentre l’economia si raffredda e questo crea un ambiente cupo per le società che sono altamente indebitate.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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