La BoE potenzia il piano di acquisto dei Gilt, ecco perché - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

La BoE potenzia il piano di acquisto dei Gilt, ecco perché

La BoE potenzia il piano di acquisto dei Gilt, ecco perché

La BoE interviene nuovamente nel mercato delle obbligazioni britanniche, rafforzando il suo piano di acquisto di Gilt partito il 28 settembre. Finora la Banca d’Inghilterra si era impegnata ad acquistare per due settimane fino a 5 miliardi di sterline giornaliere per un totale di 40 miliardi, in modo da evitare il sell-off dei titoli di Stato e l’impennata dei rendimenti. In questi giorni è arrivata al massimo a 4 miliardi di sterline giornaliere, riservandosi un certo margine di manovra in caso di particolari turbolenze. Oggi ha annunciato l’aumento della potenza di fuoco a 10 miliardi di sterline alle aste giornaliere per i giorni che rimangono. Ricordiamo che il piano scade venerdì 14 ottobre.

Inoltre, l’istituto guidato da Andrew Bailey lancerà un Temporary Expanded Collateral Repo Facility per fornire liquidità in cambio di Gilt alle banche che operano per conto dei clienti che gestiscono fondi di investimento. Nel contempo il Cancelliere Kwasi Kwarteng ha anticipato al 31 ottobre il piano fiscale di medio termine del Governo, che era prefissato per il 23 novembre. Nonostante l’intervento della Bank of England, c’è da dire che il rendimento dei Gilt è continuato a salire nella giornata di oggi, con quello a 10 anni che ha raggiunto il 4,46% dopo uno strappo del 5,4%.

 

BoE: in soccorso dei fondi pensione

Lo scopo della nuova azione della BoE è quello di fornire un sostegno costante ai fondi pensione, che sono oggettivamente in difficoltà e che potrebbero scatenare un terremoto sui mercati obbligazionari. Il motivo dell’intervento del 28 settembre è stato dettato dal fatto che tali fondi stavano scaricando a ritmo sostenuto i Gilt che avevano in portafoglio a causa dell’aumento dei rendimenti e della conseguente perdita di valore. Gli organismi pensionistici hanno necessità di creare una rendita costante periodica per poter pagare le uscite per i pensionati e il calo di portafoglio legato alla tempesta obbligazionaria ha posto un serio rischio di sostenibilità.

La scorsa settimana, il Vicegovernatore della BoE Jon Cunliffe ha inviato una lettera ai legislatori con la quale ha descritto l’aumento dei rendimenti dei bond a lunga scadenza senza precedenti. Infatti, poco prima della scesa in campo della Banca Centrale alla fine del mese scorso, i rendimenti a 10 anni erano volati fino al 4,6%, una quota che per vederla bisognava fare un passo indietro alla crisi del 2008. “Con il mercato dei Gilt incapace di assorbire ulteriori grandi vendite, se queste fossero state tentate, i rendimenti sarebbero stati spinti ancora più in alto, costringendo ulteriori vendite di Gilt nel tentativo di mantenere la solvibilità. Ciò avrebbe portato a una spirale auto-rinforzante di cadute dei prezzi e ulteriori pressioni di vendita”, ha scritto Cunliffe nella missiva. In questo modo, ovvero con l’intervento della BoE, “i fondi hanno avuto il tempo di mettere le loro posizioni su una base sostenibile, aumentando la resilienza agli stress futuri”, ha aggiunto.

 

Le considerazioni degli analisti

Gli analisti sono divisi nelle valutazioni della mossa della Banca d’Inghilterra. Steve Webb, partner dei consulenti attuariali LCP, reputa che l’aumento del limite di acquisto dei Gilt dovrebbe aiutare a ridurre il rischio di un precipizio alla fine della settimana, quando le misure speciali verranno disattivate.

Anche Peter Chatwell responsabile delle strategie di trading macro di Mizuho, ritiene utile l’azione della BoE. “La crisi di liquidità dei fondi potrebbe essere affrontata meglio attraverso lo strumento di prendere in prestito denaro rispetto a una gamma più ampia di garanzie offerte dalla Banca Centrale”, ha dichiarato. In questo modo viene meno la necessità di “forzare la vendita per trovare liquidità”, ha aggiunto.

Meno entusiasta invece è Peter Schaffrik, macro-strategist di RBC, che rimane perplesso sul modus operandi della BoE. “”Non vedo davvero il punto di dire che comprerai dieci miliardi al giorno quando hai comprato solo poche centinaia di milioni fino ad ora. La vera domanda che i mercati fanno è quanto sei effettivamente disposto a spendere?”, ha affermato.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *