La BoE taglia i tassi, ma il tono è poco accomodante

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Come era ampiamente previsto, la Bank of England (BoE) ha effettuato il primo taglio dei tassi di interesse quest’anno, portando il costo del denaro al 4,5%. Con una maggioranza di 9 a 2, i membri del comitato di politica monetaria hanno votato a favore di una sforbiciata di un quarto di punto. Swati Dhingra e Catherine Mann propendevano per una riduzione di 50 punti base. Il Comitato ha segnalato però un approccio “graduale e attento”, in merito ai futuri tagli dei tassi di interesse, prevedendo solo altre due riduzioni per riportare l’inflazione al target del 2%. L’ultima lettura dei prezzi al consumo si è attestata al 2,5%, ancora lontano dall’obiettivo.

La BoE ha inoltre avvertito che il carovita potrebbe aumentare bruscamente fino a raggiungere un picco del 3,7% entro la fine del 2025. Si tratta di una previsione ben più spinta rispetto alle stime di novembre al 2,8%. Ciò assume ancora più significato se si conta che le proiezioni di crescita sono state riviste al ribasso. La BoE infatti ha dimezzato le stime sul PIL 2025 della Gran Bretagna dall’1,5% allo 0,75%.

In conferenza stampa, a chiusura del meeting, il governatore della Banca centrale Andrew Bailey ha ribadito il concetto di cautela: “Prevediamo di essere in grado di tagliare ulteriormente i tassi bancari man mano che il processo di disinflazione continua. Ma dovremo giudicare riunione per riunione quanto lontano e quanto velocemente andare”, ha detto. In questo contesto, il governatore ha sottolineato come la situazione sia incerta e “la strada da percorrere avrà degli ostacoli”. In sostanza, il comitato “continuerà a monitorare attentamente i rischi di persistenza dell’inflazione e ciò che l’evoluzione delle prove potrebbe rivelare sull’equilibrio tra domanda e offerta aggregata nell’economia”. Nel frattempo, “la politica monetaria dovrà continuare a rimanere restrittiva per un periodo sufficientemente lungo, fino a quando i rischi sull’inflazione nel medio termine non si saranno ulteriormente dissipati”.

 

BoE: per il mercato sarà accomodante

Sul mercato monetario i trader non sembrano aver colto il tono restrittivo dei responsabili di politica monetaria della BoE. Ora gli operatori scontano altri due tagli di un quarto di punto cno una probabilità del 100%, mentre prevedono con una probabilità dell’80% un terzo colpo di forbice, rispetto al 40% precedente la riunione. Secondo gli osservatori finanziari, è possibile che gli investitori si stiano concentrando sul fatto che il voto per un allentamento sia stato unanime all’interno del Comitato di politica monetaria. In particolare, probabilmente hanno apprezzato il fatto che il noto falco Catherine Mann abbia votato a sorpresa per una riduzione dello 0,5%.

“Chiaramente il messaggio è accomodante”, ha detto Emmanouil Karimalis, macro strategist di UBS, secondo cui la BoE allenterà complessivamente di 1,25 punti percentuali quest’anno. “Prevediamo che l’inflazione nel Regno Unito si modererà ulteriormente e, date le deboli prospettive di crescita, questo dovrebbe incentivare il comitato a tagliare ulteriormente, soprattutto nel secondo semestre”, ha aggiunto.

Alcuni economisti, però, ritengono che la Banca centrale alla fine potrebbe veramente adottare un approccio più graduale come ha dichiarato, dati i rischi inflazionistici posti dai potenziali dazi del presidente USA Donald Trump e la posizione fiscale assunta dal governo britannico. “Le notizie più forti sulle pressioni sui prezzi interni significano che la Banca d’Inghilterra probabilmente continuerà a tagliare i tassi di interesse solo gradualmente”, ha detto Ashley Webb, economista britannico di Capital Economics, in una nota. Questo, “nonostante le recenti notizie deboli sull’attività economica e l’incertezza sulle prospettive globali a causa dei dazi sulle importazioni statunitensi di Trump”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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