La giornata sui mercati in cinque punti e le notizie principali della settimana

LA GIORNATA SUI MERCATI IN CINQUE PUNTI – 4 NOVEMBRE 2019

aereo

Piazza Affari difende i 23 mila punti, mentre arrivano segnali di distensione sulla guerra commerciale e inizia in Aula l’iter di approvazione della manovra 2020

Avvio di settimana positivo per gli indici europei, con Piazza Affari che testa i massimi da inizio anno e prova ad attaccare i 23 mila punti. Positiva anche l’Asia, orfana dei mercati giapponesi, chiusi per festività, che segue l’ondata di rialzi partita venerdì scorso da Wall Street. L’Hang Seng chiude a 27.533 (+1,59 per cento) e Shanghai a 2.975 (+0,58 per cento).

Si preannuncia una seduta ad alta volatilità per la forte componente di dati macroeconomici in calendario e per l’avvio delle trimestrali delle grandi aziende italiane. Attesi gli indici dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero finali di ottobre in Italia, Francia, Germania e zona euro. Nel pomeriggio dagli Usa arriveranno gli ordini alle imprese di settembre, mentre in serata, a Berlino, Christine Lagarde terrà il primo discorso da presidente della Banca Centrale Europea, in occasione di un evento in onore di Wolfgang Schauble, ex ministro delle Finanze tedesco. Occhio ai risultati trimestrali di Ferrari e Ryanair, in attesa di Intesa Sanpaolo di domani.

Ryanair batte le attese

I profitti di Ryanair nel terzo trimestre dell’anno salgono dell’8,2 per cento a 910,2 milioni di euro, battendo le stime degli analisti. I tre mesi precedenti, invece, si erano chiusi a 841,5 milioni. Gli analisti interpellati da FactSet si attendevano utili per 816,5 milioni. In crescita anche i ricavi totali operativi del gruppo che si sono attestati a 3,08 miliardi (+12%). L’outlook rimane positivo per l’anno in corso, con un traffico complessivo che dovrebbe crescere dell’8 per cento a 153 milioni di euro. Unico elemento di incertezza riguarda i posti di lavoro: la compagnia irlandese ha dichiarato che, a causa dei ritardi nella consegna degli aeromobili di  Boeing, verranno chiuse alcune basi in perdita, con conseguente taglio di posti di lavoro per piloti e personale di cabina.

Usa-Cina, accordo in arrivo

La guerra commerciale potrebbe volgere al termine. O almeno a una fase di stabilizzazione. Il segretario per il commercio Usa, Wilbur Ross, ieri ha detto che le controparti potrebbero chiudere la cosiddetta “fase 1” dell’intesa e che Donald Trump incontrerà Xi Jin Ping in una location negli Usa, per esempio Iowa, Alaska, Hawaii o in Cina. In origine infatti si puntava a far incontrare i due leader al summit Asia-Pacific Economic Cooperation in programma nelle prossime settimane in Cile, ma l’evento è stato cancellato per le vicende politiche del paese. Altra buona notizia sul piano delle relazioni bilaterali è che molto presto saranno restituite alle aziende americane le autorizzazioni per vendere la loro produzione al gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei, sempre secondo Ross. Il gruppo, a inizio anno, era entrato nella lista nera del dipartimento Usa del commercio per presunte minacce alla sicurezza nazionale.

Saudi Aramco e l’Ipo da record

Tutto pronto per la quotazione dell’anno. Il governo saudita ha confermato che la compagnia petrolifera nazionale, Saudi Aramco, si quoterà a Tadawul, la borsa saudita, il prossimo 11 dicembre. Secondo Bloomberg, il Regno sarebbe disposto a ridimensionare il target di valutazione a 1.600-1.800 miliardi di dollari, rinunciando all’obiettivo di duemila miliardi di dollari, dichiarato dal principe Mohammed bin Salman. Nonostante ciò, l’Ipo è destinata a superare tutti i record di raccolta e battere i 25 miliardi della quotazione del gruppo cinese dell’e-commerce Alibaba nel 2014. Saudi Aramco starebbe anche considerando di rinforzare il dividendo per l’anno prossimo di altri 5 miliardi, portandolo a un totale di 80 miliardi di dollari.

Manovra approda in Senato

Inizia oggi in Senato il percorso parlamentare della legge di bilancio e si preannuncia un periodo non troppo tranquillo. Nella maggioranza di governo proseguono le frizioni: in una manovra da 30 miliardi, con un intervento da 23 miliardi per bloccare l’aumento dell’Iva e un ricorso al deficit per 16 miliardi, il perno della discussione sono i due miliardi di microtasse. Prima di tutte quella sulla plastica, che vale un miliardo. Il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, la difende con forza, “serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta. La cosiddetta plastic tax è prima di tutto una tassa che aiuta l’Italia a convertire la propria produzione e a inquinare di meno”, mentre il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, apre ad una: “Occorre modularla bene – dice – e sono pronto a discutere con gli operatori del settore”. Qualche giorno fa il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha scritto un post su Facebook nel quale ha ribadito che non è “contro nessuno, ma siamo solo contro l’aumento delle tasse”.

Sarà l’Aula a decidere e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, si dice fiducioso: “Andiamo avanti con coraggio e buon lavoro al Parlamento – ha scritto su Facebook – che nei prossimi due mesi sarà capace di migliorare ancora di più la manovra 2020″.

Inizia il countdown di Alitalia

Settimana decisiva per Alitalia. Dopo l’offerta di Lufthansa, che spera di assumere la leadership europea del settore, il Corriere della Sera parla di una possibile defezione di Delta che non avrebbe “gradito la gestione del dossier Alitalia negli ultimi giorni e si dice contraria al gioco al rilancio con Lufthansa”, scrive il quotidiano. Anche i sindacati esprimono le loro perplessità perché l’ipotesi Lufthansa metterebbe di fatto in gioco quasi il 50 per cento degli oltre 11mila dipendenti, nonostante indiscrezioni su numeri più contenuti circolati, o fatti circolare, in questi giorni. La scadenza per la presentazione dell’offerta vincolante è fissata il 21 novembre.

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