Piazza Affari chiude a +7,12%, tra le borse europee è quella che registra i guadagni maggiori. In forte ripresa il dollaro, giù i supporti del 2020 per l’oro
Finisce qui per le borse europee una settimana che entra nella storia dei mercati. E anche l’ultimo giorno, un casuale (o no?) venerdì 13, si conclude all’insegna dell’estrema volatilità. Il rimbalzo inevitabile dopo la peggior seduta di sempre di Piazza Affari e la seconda per Wall Street si chiude dopo sbalzi che hanno portato il Ftse Mibfino a un massimo di +17%, per poi assestarsi su un +7,12%. Meno forti i guadagni nel resto delle piazze europee, con Francoforte che avanza dello 0,77%, Parigi dell’1,83% e Madrid che segna un sostanzioso +3,73%.
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Seduta positiva ma anche in questo caso sull’altalena per Wall Street, che prova a correre in avvio, +4% circa, rallenta e poi riparte al giro di boa con guadagni analoghi a quelli dell’apertura: Dow Jones +4,25%, Sp500 +4,06% e Nasdaq +3,78%, nel giorno in cui Donald Trump ha annunciato una conferenza stampa in cui, probabilmente, dichiarerà l’emergenza nazionale da coronavirus (lui stesso potrebbe essere infetto).
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Volatilità anche per le valute, con il Dollaro protagonista che si riporta sopra quota 98 nel Dollar Index, in calo l’Euro Dollaro, ora a 1,10, ai minimi del mese, il biglietto verde guadagna terreno anche nei confronti dello Yen giapponese riportandosi a quota 107 mentre è sempre più debole la Sterlina, ai minimi da ottobre 2019, complici le recenti uscite del premier Boris Johnson e del suo entourage riguardanti il coronavirus: in sostanza, secondo l’esperto sanitario della squadra del primo ministro, il 60% dei britannici dovrà contrarre il Covid19 per sviluppare l’immunità di gregge.
Euro Dollaro 1,1093 (-0,79%). Sterlina Dollaro 1,23 (-1,7%). Dollaro Yen 108,0 (+3,2%)
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Tra le materie prime, altro pesante tonfo dell’oro, che scivola sotto i livelli del 2020 a 1.520 dollari l’oncia, in controtendenza, come accade di solito, al mercato azionario, se non fosse che nella seduta del giovedì nero abbia perso terreno esattamente come i mercati tradizionali. Petrolio a 32 dollari al barile, in rialzo del 4%, il rame si è stabilizzato a 2,45 dollari per libbra mentre il bitcoin si è riportato a ridosso dei 6.000 dollari dopo il doppio tonfo della vigilia e della notte.
Ha ritracciato tra i 230 e i 24o punti lo spread,sotto pressione dalle dichiarazioni della vigilia di Christine Lagarde, “coccolato” dai messaggi rasserenanti della Bce stessa, di Bruxelles e di tutti gli organi dell’Unione Europea, che hanno fatto risalire a -0,55% il rendimento del Bund, ben lontano dai minimi storici, mentre il Btp decennale italiano resta fermo a 1,8%.
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