Materie prime: calo delle quotazioni continuerà?
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Materie prime: calo delle quotazioni continuerà?

Materie prime: continuerà il calo delle quotazioni per il resto dell'anno?

L’inflazione potrebbe aver raggiunto il picco e la conferma arriva dalle materie prime. La maggior parte di queste a luglio ha subito un ritracciamento molto pronunciato nelle quotazioni, riflettendo alcuni fattori determinanti. Intanto la politica aggressiva sui tassi d’interesse da parte della Federal Reserve comincia a dare i primi frutti per cercare di raffreddare la domanda. La Banca Centrale statunitense ha alzato quest’anno ben quattro volte il costo del denaro, con le ultime due che hanno segnato un rialzo di 0,75 punti percentuali. Nell’ultima riunione dell’istituto monetario, il Governatore Jerome Powell ha annunciato che il ritmo delle strette potrebbe rallentare, ma ciò non significa che non continui a essere molto sostenuto.

Un secondo elemento che ha spinto in basso le quotazioni delle materie prime riguarda i timori di una flessione dell’economia. Con la lettura del PIL di giovedì 28 luglio, gli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in recessione tecnica, che si verifica quando per due trimestri consecutivi si registra una crescita negativa. Un tale spauracchio ha portato gli operatori a diminuire la domanda, soprattutto relativamente a un metallo come il rame, che è molto sensibile al ciclo economico.

Un terzo fattore fa riferimento alla forza del dollaro USA. Le materie prime sono quotate in dollari, quindi un biglietto verde forte ha reso più oneroso per i Paesi non USA acquistare i beni, subendo lo scotto del cambio valutario; di conseguenza hanno ridotto la domanda.

 

Materie prime: ecco chi sale e chi scende nel 2022

Ciò che molti si chiedono adesso è se questo pullback delle materie prime sia un fatto temporaneo, quasi fisiologico, dopo uno straordinario rally aggravato dalla guerra Russia-Ucraina, oppure sia destinato a continuare. Per rispondere a tale quesito è importante entrare nel dettaglio. Partendo da metalli come il rame e il minerale di ferro, occorre dire che molto ha inciso la strategia zero-Covid attuata dalla Cina, come suggerisce Shawn Reynolds, gestore di portafoglio di VanEck. L’esperto sostiene che Pechino e i prezzi di questi metalli siano come “una molla a spirale”. Ora che il Dragone ha riaperto in buona parte le attività industriali dove rame e minerale di ferro sono utilizzati, nonché fornito ampie misure di stimolo fiscale e monetario, la domanda potrebbe riprendere in maniera sostenuta.

Il grano ha conosciuto a febbraio i prezzi più alti degli ultimi 10 anni, allorché Putin ha invaso l’Ucraina. Questo si è unito alle condizioni climatiche pessime negli Stati Uniti che hanno distrutto gran parte del raccolto. Adesso la situazione sembra essere migliorata, con la merce ferma nei porti ucraini che è stata finalmente sbloccata. Tuttavia, Reynolds sostiene che i costi elevati del gas naturale e un utilizzo inferiore di fertilizzanti, di cui la Russia è un importante produttore, potrebbero incidere sul raccolto del grano nella prossima stagione.

E poi vi è il petrolio, le cui quotazioni hanno subito un rallentamento nelle ultime settimane a causa della paura di una recessione che potrebbe frenare la domanda. Matthew Sherwood, analista senior delle materie prime presso l’Economist Intelligence Unit, però osserva che c’è una certa disconnessione tra i mercati futures e quelli spot. Nei primi gli investitori sono preoccupati per il rallentamento economico globale e quindi contengono la domanda; nei secondi invece quest’ultima riflette un mercato dell’offerta molto ristretto. L’esperto vede molta volatilità dei prezzi della materia prima, che comunque a suo avviso si manterranno in un intervallo tra 100 e 120 dollari quest’anno, per poi cominciare a scendere in maniera più decisa a partire dal 2023.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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