Mercati finanziari: torna la calma dopo la tregua in Medio Oriente, ma durerà?

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Sui mercati finanziari si respira aria di tregua. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Iran, dopo che le forze militari di Teheran hanno attaccato la base americana di Al Udeld, la più grande struttura degli Usa in Medio Oriente. Il capo della Casa Bianca ha detto che l’aggressione iraniana in risposta alle bombe statunitensi sganciate contro i siti nucleari del Paese è stata debole. Anzi, Trump ha ringraziato l’Iran per aver preavvisato gli Stati Uniti dell’azione che stav,a per compiere. Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato, poco dopo l’annuncio di Trump, che lo Stato ebraico ha accettato la tregua, sottolineando come il suo Paese abbia sostanzialmente raggiunto i suoi obiettivi militari in Iran. In questo articolo:

 

  • Mercati finanziari: la reazione all’annuncio della tregua
  • È davvero tutto finito?

 

Mercati finanziari: la reazione all’annuncio della tregua

La reazione dei mercati finanziari è stata subito positiva per le attività più rischiose come le azioni, mentre petrolio, dollaro Usa e oro hanno subito un crollo. Wall Street ha chiuso la seduta di ieri con l’indice S&P 500 in rialzo di quasi 1 punto percentuale. L’intonazione è proseguita sia negli scambi asiatici, durante la notte, che nelle piazze finanziarie europee questa mattina.

Il petrolio è precipitato dopo essere arrivato a ridosso degli 80 dollari al barile nelle ore seguenti l’attacco americano all’Iran. Nel momento in cui si scrive, il Brent perde circa 3,4 punti percentuali a 68 dollari, mentre il West Texas Intermediate è negoziato a 66 dollari. Il greggio è l’asset chiave nella guerra in Medio Oriente. Gli investitori si sono preoccupati quando  l’Iran ha minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio. Uno scenario del genere avrebbe delle ripercussioni sui mercati finanziari non indifferenti, in quanto rischierebbe di far impennare i prezzi del petrolio alimentando l’inflazione e quindi la tendenza delle Banche centrali a tenere alti i tassi di interesse.

La ritrovata propensione al rischio ha allontanato gli investitori anche dal dollaro Usa e dall’oro, considerati beni rifugio. Il biglietto verde è scivolato dello 0,85% rispetto all’euro, con il cambio Eur/Usd che si è spinto fino a 1,1610 nella giornata di ieri, registrando il livello massimo da novembre 2021. Tra l’altro, il dollaro è sotto pressione anche per via dei commenti accomodanti della vicepresidente per la supervisione della Federal Reserve  ,Michelle Bowman, secondo cui la Banca centrale statunitense dovrebbe presto prendere in considerazione ulteriori tagli dei tassi di interesse. Quanto all’oro, il calo dell’1,65% a 3.339 dollari allontana il metallo giallo dal suo record storico di aprile a 3.510 dollari.

Il cessate il fuoco annunciato da Trump “è ovviamente una notizia positiva per la propensione al rischio”, ha dichiarato Rodrigo Catril, senior currency strategist presso la National Australia Bank.

 

È davvero tutto finito?

Nell’annunciare la tregua tra Israele e Iran, Trump ha scritto su Truth Social: “Il cessate il fuoco è ora in vigore. Per favore, non violatelo”. In verità, nel frattempo è arrivata una pioggia di missili da Teheran sul suolo di Israele questa mattina. Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha reso noto di aver “dato istruzioni alle forze militari di rispondere con forza alla violazione da parte dell’Iran del cessate il fuoco con potenti attacchi contro obiettivi del regime nel cuore di Teheran”. A sua volta, secondo quanto riportato dall’emittente Irib e dall’agenzia di stampa Isna, Teheran ha respinto le affermazioni secondo le quali avrebbe lanciato missili contro Israele dopo aver concordato la tregua. Trump si è spinto fino a prevedere che un accordo di pace tra Israele e Iran sarebbe durato a lungo, nonostante decenni di inimicizia. Ma è davvero finita?

Catril ha affermato che c’è bisogno di “avere qualche dettaglio in più in termini di cosa significhi un cessate il fuoco e quali siano le condizioni per un accordo di pace più duraturo”. Dennis Ross, membro del Washington Institute for Near East Policy che è stato l’inviato del presidente Bill Clinton in Medio Oriente, ha affermato che “presto avremo la fine della guerra”, in quanto “l’Iran non ha alcun interesse a riprenderla”. Priyanka Sachdeva, analista di mercato senior di Phillip Nova, ha detto che “se il cessate il fuoco verrà seguito come annunciato, gli investitori potrebbero aspettarsi il ritorno alla normalità del petrolio”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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