La diversificazione è uno dei dogmi dell’investimento, da rispettare sempre, anche quando può sembrare inutile. Nel corso degli ultimi due anni, complice la corsa delle società tecnologiche USA – le cosiddette Big tech – sulle ali dell’intelligenza artificiale generativa, negli indici azionari globali e nei portafogli degli investitori si è creata più concentrazione che diversificazione. L’outlook “Swing state” di Mercer Italia Sim (gruppo MarshMcLennan) per il 2025 mostra alcune strade utili per ricalibrare gli investimenti, senza escludere temi che rimangono caldi, come la tecnologia.
In questo articolo:
- Portafoglio Mercer verso la deconcentrazione
- Diversificazione ampia nel reddito fisso
- Il ruolo dei mercati privati
Portafoglio Mercer verso la deconcentrazione
Luca De Biasi, amministratore delegato di Mercer Italia Sim, ammette che la diversificazione, nell’ultimo periodo, non ha dato “frutti immediati”. Non per questo bisogna dimenticarsela, anche perché ci sono aree molto interessanti dove investire. Paesi sviluppati al di fuori degli USA, titoli value, mercati emergenti, mercati privati e hedge fund diversificati, sono alcune delle allocazioni che potrebbero riservare soddisfazioni in un mercato che De Biase vede incamminato sulla “deconcentrazione”.
Per l’outlook di Mercer, le dinamiche attuali – iperconcentrazione dei mercati, debito pubblico elevato e obiettivi climatici sempre più difficili da raggiungere – impongono agli investitori di ampliare il proprio sguardo oltre il tradizionale focus sull’azionario statunitense.
La diversificazione, in quest’ottica, diventa uno strumento essenziale per ridurre il rischio di concentrazione di mercato. La scelta di investire in settori sottovalutati e in regioni in cui la crescita economica è ancora in fase iniziale si rivela, secondo Mercer, un modo efficace per generare alfa. L’outlook evidenzia anche l’importanza di adottare strategie attive – come quelle proposte dagli hedge fund diversificati – per trarre vantaggio da un mercato in fase di deconcentrazione, dove le inefficienze possono ancora offrire opportunità di rendimento superiore.
Diversificazione ampia nel reddito fisso
Il report di Mercer analizza anche le prospettive per il mercato obbligazionario. Nonostante i tassi d’interesse siano in calo, la società di intermediazione mobiliare ritiene che non si tornerà ai livelli estremamente bassi osservati dopo la crisi finanziaria globale. In questo contesto, un mix di strumenti obbligazionari che spazia dai titoli di Stato di alta qualità all’high yield e al debito privato permetterà agli investitori di migliorare i rendimenti e di gestire in modo più efficace il rischio. Inoltre, il report suggerisce l’inclusione in portafoglio di una quota dedicata alle materie prime, in particolare ai metalli preziosi come l’oro, per fungere da copertura contro shock inflazionistici a breve termine. In questo modo, il portafoglio potrà beneficiare di una diversificazione che abbraccia l’intera gamma degli asset a reddito fisso, riducendo l’impatto delle oscillazioni di mercato e contribuendo a una maggiore stabilità nel lungo periodo.
Il ruolo dei mercati privati
I mercati privati (asset non quotati) stanno trovando sempre più spazio nei portafogli degli investitori. Prima la necessità di trovare rendimenti superiori e poi quella di diversificare rispetto ai mercati quotati, ha favorito la cosiddetta “democratizzazione” di questi asset, prima dominio incontrastato dei grandi investitori.
Mercer guarda in primo luogo a soluzioni focalizzate su trend strutturali, dove gli orizzonti temporali dei private markets sono più allineati a quelli dei mercati pubblici. In questo ambito si trovano opportunità interessanti per chi è disposto a orientarsi verso asset a lungo termine. “L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e della digitalizzazione in generale, hanno portato alla creazione di asset come i data center hyperscaler, i quali hanno caratteristiche simile a quelle delle infrastrutture e degli immobili” spiega De Biasi.
Anche in questo caso bisogna però evitare di concentrarsi solo sui soliti noti, per non perdere occasioni come il rapido sviluppo delle società tecnologiche dei Paesi emergenti, come DeepSeek, o i segmenti di mercati che beneficiano dell’AI. “Il ventaglio di applicazioni amplissimo – recita il l’outlook di Mercer – e toccherà tutti i settori dell’economia, dalla sanità alle soluzioni per la transizione energetica”.
La stessa transizione energetica rappresenta un trend da seguire, considerato che nel 2025 “le fonti rinnovabili dovrebbero per la prima volta generare più energia elettrica del carbone”. Gli investimenti in questo ambito continueranno ad aumentare con opportunità che l’outlook individua nelle infrastrutture e nello sviluppo di nuove tecnologie.









