Morgan Stanley è la prima società americana a emettere Panda bond. Si tratta di obbligazioni denominate in yuan emesse da entità non cinesi, come società straniere o enti governativi, sul mercato interno della Cina. In pratica, i Panda bond – chiamati così per riferirsi alla mascotte della Repubblica popolare cinese – permettono agli emittenti esteri di raccogliere fondi a Pechino, utilizzando la valuta locale. In questo articolo:
- Morgan Stanley: arrivano le prime emissioni di Panda bond
- Qual significato dare a queste emissioni
Morgan Stanley: arrivano le prime emissioni di Panda bond
Morgan Stanley ha offerto i Panda bond per 2 miliardi di yuan, pari a 279 milioni di dollari, con una scadenza a 5 anni e un rendimento dell’1,98%. Il ritorno è di circa cinque punti base in più rispetto a quello medio delle obbligazioni societarie simili denominate in yuan.
Questa emissione sopraggiunge dopo quattro mesi di colloqui tra Morgan Stanley e istituti di credito locali. La tempistica lunga potrebbe essere stata causata dalle tensioni intercorse nel frattempo tra Washington e Pechino sui dazi commerciali. L’azienda di credito guidata da Ted Pick utilizzerà i proventi derivanti dalla vendita delle obbligazioni al di fuori dalla Cina per sostenere le attività generali delle filiali che riguardano il business in yuan del gruppo, hanno riferito persone vicine alla questione.
Quale significato dare a queste emissioni
Le vendite di Panda bond da parte di soggetti stranieri sono balzate a 52 miliardi di yuan a fine luglio 2025, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Si tratta dell’ammontare massimo per periodi simili da quando la testata ha iniziato a monitorare i dati nel 2005. Questo risultato conferma che i mercati del credito cinese sono considerati ultimamente una sorta di bene rifugio per effetto della maggiore diffidenza degli investitori internazionali verso il debito statunitense e il dollaro Usa. Ciò anche grazie al fatto che i costi di finanziamento in yuan sono scesi sull’aspettativa che la People’s Bank of China manterrà elevata la liquidità nel mercato per contrastare l’impatto sui dazi e sostenere l’economia della nazione.
Le emissioni di Panda bond da parte di Morgan Stanley potrebbero anche modificare l’approccio delle banche di Wall Street nei confronti della Cina. Negli ultimi tempi, infatti, gli istituti di credito, seppur ottimisti sul potenziale a lungo termine dell’economia cinese, hanno ridimensionato gli investimenti nella superpotenza asiatica. In questo contesto, hanno tagliato posti di lavoro in loco e spostato l’attenzione verso mercati come India e Giappone che li hanno fatti sentire più sicuri sotto il profilo delle relazioni geopolitiche di questi Paesi con gli Stati Uniti.









