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Morgan Stanley: tassi Fed, primo taglio a giugno e poi altri 3 nel 2024

Fed: per Morgan Stanley taglierà i tassi a giugno e per 4 volte quest'anno

La Federal Reserve (Fed) potrebbe tagliare i tassi di interesse già a giugno, secondo Ellen Zentener, economista di Morgan Stanley. All’incontro European House-Ambrosetti a Cernobbio, l’esperta ha affermato che tutto dipenderà dall’inflazione. Anche se maggio potrebbe essere un mese difficile “mi aspetto che sia pronta per giugno” ha affermato.

Zentner ha detto che l’aspettativa di mercato di circa tre tagli nel 2024 combacia con la visione della Fed, precisando di aspettarsene addirittura quattro. “In realtà ci aspettiamo che acceleri i tagli nel quarto trimestre dell’anno, perché a quel punto l’inflazione scenderà più velocemente” ha detto. Inoltre, a suo giudizio, il comportamento delle altre Banche centrali riguardo la tempistica dei tagli non dovrebbe rappresentare un problema per la capacità decisionale della Fed.

 

Nouriel Roubini, i mercati meno ottimisti della Fed sui tassi

L’inflazione sarà l’elemento determinante nella decisione della Fed su quando e quanto tagliare, a parere dell’economista di Morgan Stanley. Proprio sull’aspetto inflazionistico si è soffermato, nel corso dello stesso evento, anche il guru della finanza Nouriel Roubini, presidente di Roubini Macro Associates. Colui che ha previsto alcune grandi crisi degli ultimi decenni ha detto che i mercati stanno iniziando a pensare a un’inflazione più alta. Il motivo è che “ci troviamo in una zona di non atterraggio per l’economia statunitense, la cui crescita potrebbe essere superiore alle attese e l’inflazione non scendere così tanto, o in una situazione in cui alcuni dei rischi geopolitici che ora vengono scontati – ad esempio i prezzi dell’energia – avranno un impatto sull’inflazione”. Di conseguenza, i mercati sono diventati “meno ottimisti sui tagli dei tassi di interesse rispetto alla Fed stessa” ha sottolineato.

 

E se non ci fosse alcun taglio?

Nella giornata di ieri, i mercati sono stati turbati dalle considerazioni del presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Neel Kashkari, che ha messo in gioco la possibilità che nessuna riduzione del costo del denaro venga decisa quest’anno se non ci saranno progressi sull’inflazione e in particolare se l’economia USA rimarrà forte. A marzo, l’alto funzionario Fed aveva detto che per nel 2024 sarebbero stati necessari due tagli qualora l’indice dei prezzi al consumo si fosse diretto vero l’obiettivo di lungo periodo del 2%. Ora però le ultime letture sul carovita sono risultate “un po’ preoccupanti” e quindi è necessario vedere ulteriori progressi per riacquistare fiducia sul raffreddamento dell’inflazione.

Il mese scorso Kashkari aveva espresso una visione da falco del contesto generale: “Se le persone lavorano, le imprese vanno bene e l’inflazione torna a scendere, perché fare qualcosa?”. La sua valutazione stride con la linea che sta portando avanti la Fed circa l’intenzione di ridurre i tassi per tre volte prima della chiusura dell’anno, inflazione permettendo.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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