MPS: aumento di capitale ed esuberi, ecco il nuovo piano al 2026 - Borsa e Finanza

MPS: aumento di capitale ed esuberi, ecco il nuovo piano al 2026

MPS: aumento di capitale ed esuberi, ecco il nuovo piano al 2026

A Piazza Affari oggi i riflettori sono puntati su Banca MPS e sulla presentazione del piano industriale 2022-2026, fondato su 3 pilastri strategici. Il primo mira alla costituzione di un modello di business con redditività sostenibile, attraverso la rifocalizzazione dell’attività commerciale su risparmio gestito, bancassurance e credito al consumo, e la semplificazione del gruppo, sia in termini di ridimensionamento dell’organico che di assetto societario. Il secondo punta a una struttura di bilancio solida e resiliente, tramite un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro entro la fine di quest’anno e una riduzione del Net NPE ratio all’1,9% nel 2024 e all’1,4% nel 2026 (2,6% nel 2021), anche cedendo portafogli NPL. Il terzo infine mira a ottimizzare la gestione dei rischi della banca, facendo tesoro dell’esperienza pluriennale nella gestione dei rischi legali straordinari.

 

MPS: i 3 pilastri del piano industriale 2022-2026

Quanto al primo punto, le filiali attuali della banca saranno ridotte di 150 unità (di cui 100 entro il 2024) a quota 1.218, cioè il 12,3% in meno, e sono previste uscite volontarie attraverso il Fondo di Solidarietà di circa 4.000 dipendenti, con un risparmio di costi per 270 milioni su base annua a partire dal 2023. Il piano prevede inoltre il rilancio della piattaforma commerciale attraverso 500 milioni di euro di investimenti, un focus sulle partnership in ambito assicurativo con Axa e sul risparmio gestito con Anima Holding e la valorizzazione di Widiba su cui verrano investiti oltre 30 milioni di euro. Queste operazioni dovrebbero portare i ricavi commerciali a circa 424 milioni di euro nel 2024 e a 612 milioni nel 2026 e a ridurre i costi operativi a 248 milioni nel 2024 e 221 milioni nel 2026. In questo modo, il rapporto costi/ricavi passerebbe dal 71% del 2021 al 57% nel 2026.

Quanto al secondo punto, verrà abbassato il livello dei crediti deteriorati da 4,1 miliardi di oggi a 2,8 miliardi del 2026. Degli 1,3 miliardi di tali posizioni da eliminare, 800 milioni verranno ceduti mediante operazioni in corso e il rimanente è previsto per la fine dell’anno. Sono previsti inoltre 12 miliardi di euro di nuove emissioni, anche con scadenze in essere, la riduzione del ricorso al funding dalle Banche centrali e un miglioramento dei coefficienti patrimoniali, con un buffer di oltre 300 punti base nel 2024 e di più di 400 punti base nel 2026 rispetto al requisito SREP sul Tier 1 ratio.

Quanto infine al terzo punto, il Cet1 ratio dovrebbe attestarsi al 14,2% nel 2024 e al 15,4% nel 2026. L’utile ante imposte è atteso a 705 milioni di euro nel 2024 e 909 milioni di euro nel 2026. L’utile netto invece, che beneficia del reassesment delle Deferred Tax Assets, cioè gli incentivi fiscali sulle M&A bancarie, sarebbe di 1 miliardo di euro nel 2024 e di 833 milioni nel 2026, con l’ipotesi di distribuzione dei dividendi a partire dal 2025 e un dividend pay-out ratio del 30%. 

 

Tesoro pronto a sottoscrivere nuovo aumento

Intanto Il MEF, che ha in mano il 64,23% della banca, ha confermato la sua adesione pro quota all’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. L’“esborso pubblico” sarebbe dunque di 1,6 miliardi di euro. I termini e le condizioni dell’operazione, incluso il prezzo di sottoscrizione delle azioni, saranno determinati poco prima dell’avvio dell’operazione tenendo conto anche “delle condizioni di mercato e del feedback degli investitori istituzionali”.  A questo proposito, la banca di Piazza Salimbeni ha siglato un pre-accordo con un pool di banche per la sottoscrizione dell’eventuale inoptato. Del consorzio fanno parte BofA Securities Europe, Citigroup Global Market, Credit Suisse e Mediobanca, che agiranno in qualità di joint global coordinator.

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca MPS, ha così commentato:

È importante avere questo gruppo rispettabile di banche che si fidano di noi. E poi, grazie all’appoggio del Mef, ci sentiamo sostenuti. È importante partire così”. Ha poi aggiunto: “le trattative tra l’Italia e la Commissione UE sui nuovi impegni relativi alla ristrutturazione di MPS sono a un punto avanzato. Siamo fiduciosi che su queste discussioni si arriverà a una conclusione a breve”.

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