Con la prossima riunione del 5 giugno 2025, la Banca Centrale Europea è pronta a varare il primo taglio dei tassi dell’anno: una mossa già scontata dai mercati, che si aspettano una riduzione di 25 punti base. Questo porterà il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.
Il vero punto di attenzione sarà però capire se si tratterà dell’inizio di un ciclo duraturo di allentamento o solo di un’azione isolata. Secondo molti analisti, tra cui il 70% di quelli interpellati da Reuters, è probabile una pausa durante i mesi estivi per valutare l’effetto delle misure già attuate.
Ma cosa comporta tutto questo per chi ha già un mutuo o sta pensando di accenderne uno? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Il calo dei tassi Bce e l’effetto sui mutui: perché il variabile torna competitivo
- Euribor in discesa e Irs stabile: cosa significano per le famiglie
- Simulazione di risparmio: quanto si guadagna davvero con il mutuo variabile
Il calo dei tassi Bce e l’effetto sui mutui: perché il variabile torna competitivo
Il prossimo taglio dei tassi della BCE porterà vantaggi immediati soprattutto a chi ha o vuole sottoscrivere un mutuo a tasso variabile. Con l’Euribor in calo da mesi e ormai vicino al 2%, il variabile potrebbe tornare a essere l’opzione più conveniente dopo un lungo periodo in cui il fisso aveva dominato.
Secondo le ultime simulazioni, per un mutuo da 160.000 euro a 20 anni, il tasso variabile potrebbe scendere dal 2,87% al 2,62%, abbassando la rata mensile da 877 a 857 euro. Una differenza di 20 euro al mese, che su 20 anni equivale a oltre 4.600 euro di risparmio complessivo.
Euribor in discesa e Irs stabile: cosa significano per le famiglie
Gli indici Euribor e Irs sono i riferimenti chiave per i mutui. L’Euribor, usato per i mutui a tasso variabile, ha perso più di 150 punti base in un anno, scendendo al 2,01% per le scadenze a 1 e 3 mesi. Le previsioni lo vedono in ulteriore calo, fino a toccare il 1,70% entro aprile 2026.
L’Irs, invece, indice di riferimento per il tasso fisso, rimane stabile: oggi siamo al 2,70% per mutui a 20 anni e al 2,60% per quelli a 30 anni. Questo significa che il tasso fisso offre oggi meno vantaggi rispetto al passato, soprattutto alla luce della riduzione attesa dei tassi variabili.
Se confermato il taglio della BCE, il mutuo variabile potrebbe costare fino a 30 euro in meno al mese rispetto al fisso, creando una forbice più ampia e incentivando molti a cambiare strategia.
Simulazione di risparmio: quanto si guadagna davvero con il mutuo variabile
Facciamo un esempio pratico: immaginiamo di accendere un mutuo da 160.000 euro a 20 anni.
- A tasso fisso, il Tan medio è del 2,99%, con una rata mensile di circa 887 euro.
- A tasso variabile, il Tan può scendere al 2,62%, con una rata di circa 857 euro.
La differenza mensile è di 30 euro. Su base annua, si parla di 360 euro. E su 20 anni, di circa 7.200 euro totali. Un risparmio che potrebbe aumentare se il calo dei tassi continuerà nei prossimi mesi, come indicato dalle previsioni macroeconomiche.
Inoltre, chi sta pensando alla surroga del proprio mutuo potrebbe approfittare di questo scenario per ottenere condizioni molto più favorevoli, specialmente se aveva sottoscritto un mutuo fisso a tassi più alti negli anni precedenti.









