Nippon Steel e U.S. Steel stanno trattando con l’amministrazione Trump nel tentativo di salvare il loro accordo di fusione da 14 miliardi di dollari siglato nel dicembre del 2023. È quanto riporta la testata giornalistica Semafor, secondo cui il produttore di acciaio giapponese potrebbe effettuare altri miliardi di investimenti nelle fabbriche del rivale americano. In pratica, stando ai recenti incontri con la Casa Bianca, Nippon avrebbe aumentato l’offerta di 2,7 miliardi di dollari per aggiornare gli impianti siderurgici obsoleti statunitensi. Alcune indiscrezioni invece parlano di una cifra che potrebbe arrivare a 7 miliardi di dollari. Quindi, Nippon Steel manterrebbe l’offerta di 55 dollari per azione nell’acquisizione di U.S. Steel e aggiungerebbe investimenti di capitale. Inoltre, come ulteriore forma di rassicurazione, si impegnerebbe a mantenere la sede centrale della società derivante dalla fusione a Pittsburgh, in Pennsylvania.
Nippon Steel – U.S. Steel: aperture dalla Casa Bianca
La combinazione tra Nippon Steel e U.S. Steel era stata bloccata dal precedente presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che aveva citato problemi di sicurezza. Questo nonostante tutte le rassicurazioni fornite dal colosso giapponese, attualmente la quarta azienda dell’acciaio a livello mondiale. L’ostracismo di Washington ha rischiato di incrinare i buoni rapporti tra USA e Giappone, alleati a livello politico e commerciale da decenni, oltre ad aprire un contenzioso con i due produttori di acciaio.
Donald Trump aveva poi rincarato la dose, dichiarando la netta opposizione a un accordo che, a suo giudizio, metterebbe a repentaglio un settore considerato strategico per gli Stati Uniti. Tuttavia, Nippon ha continuato a tenere aperti i rapporti con il governo americano per trovare una soluzione. Una apertura dalla Casa Bianca si è avuta il mese scorso, quando Trump ha detto che non sarebbe dispiaciuto di un investimento di Nippon Steel in U.S. Steel attraverso una quota di minoranza.
Nel frattempo, si è frapposto un altro ostacolo, rappresentato dall’investitore attivista di U.S. Steel, Ancora Holdings. A gennaio, l’azionista di peso che gestisce circa 10 miliardi di dollari aveva esortato l’azienda siderurgica americana ad abbandonare l’accordo di fusione e aveva espresso l’intenzione di estromettere l’amministratore delegato David Burritt. Questo mese invece ha ribadito la sua opinione riguardo il fatto che l’assemblea generale degli azionisti debba essere ritardata vista l’incertezza legata a Nippon Steel. Secondo persone vicino alla questione, inoltre, i rappresentanti di Ancora hanno avuto incontri con il segretario al Commercio Howard Lutnick e i membri dello staff nell’ufficio del vicepresidente Vance, finalizzati a rafforzare il blocco su un’eventuale fusione.









