Nord Stream 1: 5 domande sul gasdotto che tiene sulla corda l'Europa

Nord Stream 1: 5 domande sul gasdotto che tiene sulla corda l’Europa

Nord Stream 1: 5 domande sul gasdotto che tiene sulla corda l'Europa

L’Europa può tirare un sospiro di sollievo, con le operazioni di fornitura di gas dal gasdotto russo Nord Stream 1 che hanno ripreso a funzionare dopo la manutenzione. Soprattutto questo è stato un grosso conforto per la Germania, che è lo Stato europeo più direttamente coinvolto e che ha subito finora il danno maggiore. Ciò infatti ha costretto il Governo tedesco a passare alla fase 2 del piano di emergenza energetico, che prevede un razionamento dell’utilizzo del combustibile per le imprese e le famiglie.

Gazprom, l’ente energetico statale russo, ha tenuto il gasdotto chiuso per 10 giorni, ma ora il gas è tornato a fluire sebbene al 40% della sua capacità, come del resto avveniva prima della manutenzione. Nel frattempo anche la Commissione Europea ha annunciato nella giornata di mercoledì 20 luglio un piano di emergenza che prevede un taglio dei consumi del 15%, sulle preoccupazioni che alla lunga vi possa essere uno stop completo dell’approvvigionamento. In questa storia, facciamo chiarezza rispondendo a cinque domande per capire l’importanza che questo gasdotto riveste per l’Unione Europea.

 

Nord Stream 1: cos’è e perché è fondamentale

Nord Stream 1 è un gasdotto inaugurato nel 2011, che è lungo 760 miglia e collega i giacimenti di gas siberiani della Russia con la Germania passando sotto il Mar Baltico. Il tubo ha una capacità di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno ed è in grado di coprire da solo circa il 10% del fabbisogno annuale dell’Europa. La denominazione di Nord Stream 1 deriva dal fatto che vi è un altro gasdotto, Nord Stream 2, praticamente parallelo a quello originale e in grado di raddoppiare la capacità produttiva, ma che non ha mai ricevuto la certificazione della Germania e dell’Europa. Ad ogni modo, con lo scoppio della guerra Russia-Ucraina è stato sospeso nell’ambito dell’applicazione delle sanzioni occidentali a Mosca.

 

Nord Stream 1: perché la Russia ha fermato i flussi?

Gazprom, l’operatore azionista di maggioranza di Nord Stream e che gestisce il gasdotto, ha interrotto le consegne di gas all’inizio di luglio per sottoporlo a manutenzione. Questa procedura non si è mai attuata in tempo di pace, per questo i Governi europei l’hanno considerata come una scusa di Mosca per bloccare le forniture. Tutto quanto alla luce del fatto che il Paese guidato da Vladimir Putin aveva tagliato il flusso di gas al 40% della sua capacità, attribuendo la decisione alle sanzioni canadesi che avevano bloccato nel proprio territorio una delle turbine del gasdotto che si trovavano in riparazione. Alla fine il Canada ha consentito la riparazione delle turbine e la restituzione alla Russia.

 

Nord Stream 1: cosa succede durante la manutenzione?

I gasdotti solitamente vengono manutenuti nei mesi estivi in quanto il consumo di gas risulta essere inferiore per via delle temperature più elevate. Quando avvengono le operazioni, la tubazione viene spenta per testare gli elementi meccanici e i sistemi di automazione, tutto cercando di garantire la sicurezza e la protezione. I tubi solitamente rimangono pieni di gas e sotto pressione.

 

Nord Stream 1: qual è la posizione della Russia sulla manutenzione

Putin è stato molto chiaro nei giorni scorsi: “Gazprom ha sempre adempiuto e adempierà a tutti i suoi obblighi, ma i flussi possono scendere se tutte le turbine che vanno in fase di riparazione non vengono restituite prontamente. Al riguardo un’altra turbina dovrebbe andare in manutenzione il 26 luglio.

 

Nord Stream 1: qual è la posizione dell’Europa

La storia delle turbine in riparazione non ha mai convinto Bruxelles, dal momento che quest’ultimo non ravvisava ragioni tecniche per interrompere i flussi. Per l’Europa si tratta di una strategia adottata da Putin per tenere sulla corda gli acquirenti di gas dalla Russia e utilizzare tale pretesto per ricattare il Vecchio Continente sulle sanzioni.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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