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Nuova lista nera di Trump, nuovo rosso per i mercati

Nuova lista nera di Trump, nuovo rosso per i mercati

Una nuova lista nera americana manda in profondo rosso le borse europee, nel giorno in cui l’Italia è l’osservata speciale, dopo aver ricevuto la lettera dalla Commissione Ue con cui si chiedono chiarimenti sul mancato rispetto della regola del debito nel 2018.

La risposta dovrà arrivare venerdì, intanto piazza Affari ha chiuso negativa in linea con il vecchio continente, in appresione per i rinnovati timori su una possibile escalation della guerra commerciale. Donald Trump ha inserito infatti Pechino in una blacklist di paesi le cui politiche economiche e valutarie sono “monitorate” dalla Casa Bianca perché potenzialmente “nemiche”. La Cina ha minacciato di usare come armi le terre rare, nella cui produzione occupa un ruolo dominante, per penalizzare i produttori americani. Inoltre, Huawei sostiene che le autorità statunitensi non abbiano  prove che la società tecnologica cinese rappresenti effettivamente una minaccia alla sicurezza.

Lieve calo dell’Euro/Dollaro, che scende a quota 1,113. In una seduta da profondo rosso, gli investitori hanno virato i loro acquisti nei beni rifugio, ed ecco spiegato il lieve aumento dell‘oro, che sale a 1.282 dollari l’oncia. Giornata da dimenticare invece per il petrolio, che perde quasi il 3%.

EQUITY

Dax a 12.071  punti (+0,5%)
Seduta di minimi quella di oggi e Francoforte non fa eccezione, gli 11.828 punti sono il valore più basso dal 2 aprile scorso, complice il tasso di disoccupazione del 5%, in aumento rispetto al precedente +4,9% (la previsione era +4,9%), ma soprattutto a causa del numero di disoccupati destagionalizzati: i 60mila unità nel mese di maggio è il primo aumento della disoccupazione registrata da giugno 2017 e il più grande del decennio: basti pensare che le attese erano di una diminuzione di 8mila unità.

Ftse Mib a 19.999 punti (-1,29%)
Il livello di fiducia dei consumatori e delle aziende cresce (per entrambe le categoria di 1,2 punti rispetto al mese scorso) ma anche per l’indice milanese la seduta è negativa, scivola sotto i 20.000 punti e tocca i minimi dal 15 febbraio a 19.927. Nessuna sanziona da Bruxelles per il momento ma una risposta, entro venerdì, sul motivo per cui l’Italia non ha mantenuto i parametri del debito nel 2018. Il titolo peggiore tra le blue chip è Terna, -3,2%, seguita da Moncler -3,13%. In controtendenza bene Unicredit, +2,22% mentre la storia della giornata riguarda Mediaset, che ha acquistato i l9,6% di Prosebensat.1 Media, gruppo radiotelevisivo tedesco, secondo in Europa per numero di famiglie raggiunte e presente in Germania, Austria e Svizzera, quotato alla borsa di Francoforte. Il biscione ora è la più grande azionista della società e in questo modo scopre le carte per rispondere alla sfida di Netflix e Amazon.

Cac a 40 a 5.222 punti (-1,7%)
Su le spese dei consumatori francesi nel mese di aprile, giù l’inflazione su base mensile e annuale. Ma i dati macro non salvano Parigi, che chiude con un ribasso non lontano dai due punti percentuali. Pesano ancora i risultati delle elezioni europee con Marine Le Pen vincitrice, un risultato che potrebbe aprire la crisi di governo. I 5.203 punti raggiunti sono il minimo dal 28 di febbraio.

Ibex a 9.080 punti (-1,21%)
Tocca il minimo dal 13 maggio scorso l’indice di Madrid. La Spagna è uno dei paesi meno colpiti dall’ondata dei sovranisti alle ultime elezioni, grazie alla vittoria del partito socialista dell’attuale premier Sanchez.


VALUTE
Perde terreno l’Euro ma limita i danni nonostante i nuovi timori sulla guerra commerciale tra Usa e Cina, per la moneta unica si registra un lieve calo. Stabile la Sterlina, che attende di capire come si muoverà il Regno Unito dopo le dimissioni di Theresa May e la vittoria del Brexit Party di Nigel Farage alle europee. Non va dimenticato che al governo c’è ancora il partito conservatore, crollato con meno del 10% dei voti, che deve scegliere il nuovo leader che diventerà premier.

Euro/Dollaro 1,114 (-0,2%). Euro/Sterlina 0,8822 (+0,03). Euro/Franco Svizzero 1,121 (-0,29%). 

COMMODITY
Profondo rosso anche per il petrolio, che alle 18.30 continua gli scambi a 57,28 dollari per barile, in netto calo del 3,15%, complice l’apertura negativa di Wall Street sui timori delle nuove minacce tra Washington e Pechino.

Seduta in lieve rialzo per l’oro, in una giornata in cui gli investitori hanno concentrato i loro pochi acquisti sui beni rifugio, franco svizzero compreso: il metallo giallo avanza a 1.283 dollari l’oncia.

Non accenna a fermarsi il trend negativo che riguarda il rame, valutato 0,657 dollari per libbra, per un ribasso dell’1,2%.

TASSI D’INTERESSE
Si temeva un nuovo aumento consistente dello spread, a seguito della lettera di Bruxelles rivolta ai conti italiani e delle nuove dichiarazioni di Matteo Salvini, rilasciate ieri a mercati chiusi, quando ha detto: “Lo spread sale perché qualcuno vuole vincolare gli italiani”, dichiarazioni ritenute molto pericolose da diversi analisti. Ciò nonostante, il differenziale non ha superato il massimo di ieri a 288 punti chiudendo la seduta a quota 282, con il tasso del decennale italiano che scende a 2,65% dal 2,67% di ieri. Nuovo minimo per il bund decennale, altro bene rifugio, che scende a -0,170, il più basso da luglio 2016.

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Redazione

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