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Obbligazione TIM: rendimento al 7%, ecco cosa sapere sul bond high yield

Obbligazione TIM: rendimento al 7%, ecco cosa sapere sul bond high yield

Dopo due anni una nuova obbligazione TIM sbarca sul mercato. L’ex monopolista italiano ha infatti collocato un bond high yield non garantito quinquennale con rendimento del 6,875%. Questo è quasi il doppio rispetto al rendimento del 3,9% offerto dal BTP a 10 anni. La differenza però sta nel rating. Il debito italiano è ancora investment grade, mentre l’obbligazione emessa dal colosso italiano delle telecomunicazioni ha un giudizio in area “alto rendimento”.

I proventi dell’emissione serviranno per accrescere la liquidità aziendale, “dopo il rimborso delle obbligazioni MTN senior unsecured da 1 miliardo scadute il 16 gennaio 2023 e per far fronte parzialmente al rifinanziamento delle prossime scadenze nel 2023” scrive l’agenzia di rating Moody’s. Quest’ultima riporta che le disponibilità liquide attese dell’azienda a dicembre 2022 ammontano a 5 miliardi di euro, mentre la linea di credito revolving senior unsecured che scade nel 2026 corrisponde a 4 miliardi di euro. L’agenzia americana prevede anche un free cash flow negativo di 200 milioni di euro nel 2023 e “scadenze significative del debito per circa 9 miliardi di euro nel biennio 2023-24”.

 

Obbligazione TIM: i dettagli dell’emissione

Scendendo nel dettaglio, la nuova obbligazione emessa da TIM presenta una scadenza di 5 anni (2028) e corrisponde a un importo complessivo di 850 milioni di euro. Secondo fonti finanziarie, gli ordini sono stati superiori ai 2,5 miliardi di euro. Proprio l’ottima risposta degli investitori ha permesso di abbassare il rendimento. Le prime indicazioni circolate ieri parlavano di un rendimento per questa obbligazione TIM di poco superiore al 7%. Il taglio minimo per acquistare il bond è di 100 mila euro e il collocamento è stato effettuato alla Borsa del Lussemburgo. Bookrunner dell’operazione sono Goldman Sachs, JP Morgan, BNP Paribas CA-CIB, UniCredit, Sumitomo Mitsui Banking Corporation e The Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ.

Un aspetto importante riguarda il possibile spin-off di Netco, la controllata che gestisce la rete fissa e che risulta essere cruciale per lo sviluppo futuro del sistema di telecomunicazioni aziendale, in quanto permetterebbe alla società di ridurre notevolmente l’indebitamento. La nuova obbligazione prevede una put a prezzo di esercizio di 101, con l’emissione che avviene alla pari, qualora ci dovesse essere la cessione di Netco.

L’emissione del bond di TIM si pone come obiettivo quello di finanziare il debito a breve termine. Ernesto Bisagno, VP-Senior Credit Officer di Moody’s e lead analyst di Telecom Italia, ha affermato che “l’operazione è leverage neutral e consente a Telecom Italia di anticipare la scadenza di parte dei pagamenti del debito al 2023 in un momento di significative esigenze di rifinanziamento. Tuttavia, “a causa delle mutate condizioni di mercato, i tassi di interesse sul nuovo debito senior unsecured saranno probabilmente superiori al debito ritirato, con un impatto negativo sul free cash flow”, ha aggiunto.

 

TIM: slitta di un giorno l’incontro con il Governo per la rete

Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, l’incontro tra i vertici dell’azienda e il Ministero dell’Industria per discutere circa gli incentivi del Governo per sostenere la redditività del settore slitterà dal 25 al 26 gennaio. Al tavolo tecnico dovrebbero sedere i rappresentanti dei principali azionisti, ovvero Vivendi che possiede il 23,75% delle azioni e Cassa Depositi e Prestiti che ha un pacchetto del 9,8%.

Nella discussione si parlerà di Netco, sebbene sia poco probabile che venga presentata qualche offerta, quantomeno nell’attesa di capire qualcosa di più sugli incentivi che Palazzo Chigi potrebbe introdurre. Le attese sono che CDP e Macquarie continueranno a lavorare all’offerta per la rete, che potrebbe essere presentata dopo il tavolo tecnico e comunque prima del Consiglio di Amministrazione di TIM che si terrà il 14 febbraio.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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