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Obbligazioni: ecco 3 fondi che stanno battendo il mercato ribassista

Obbligazioni: ecco 3 fondi che stanno battendo il mercato ribassista

Il ripetuto rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve ha colpito duramente le obbligazioni, che sono crollate seguendo la stessa sorte dei titoli azionari. Normalmente, le due classi di assets non si muovono in tandem, perché discese del mercato azionario vengono tamponate da guadagni che si registrano in quello obbligazionario. Questo è ciò che ha reso tradizionalmente valida la strategia di portafoglio 60/40, che prevede l’investimento del 60% del patrimonio in azioni e del 40% in obbligazioni.

Quest’anno però tale strategia non ha funzionato. Il motivo è che i rialzi del costo del denaro da parte della Banca Centrale americana hanno atterrato le azioni, in quanto hanno reso meno preziose le società valutate come attualizzazione dei flussi reddituali futuri, ma hanno colpito anche le obbligazioni, poiché i titoli quotati sul mercato davano un rendimento più basso rispetto a quelli di nuova emissione. In particolare, sono stati i bond a lunga durata, quindi più sensibili alla variazione dei tassi d’interesse, a pagare maggiore dazio.

 

Obbligazioni: ecco 3 fondi vincenti

I fondi obbligazionari, quindi, non hanno soddisfatto gli investitori, generando rendimenti al di sotto delle aspettative. Tuttavia, non è stato così per tutti. Alcuni sono riusciti a essere resilienti a tutti i venti contrari e a produrre delle buone performance. Ve ne sono tre in particolare che sono emersi dalle macerie.

Il primo riguarda il fondo T. Rowe Price Global Dynamic Bond, che nei primi 10 mesi dell’anno ha ottenuto un rendimento del 3,3%, superando il 96% dei rivali nella categoria obbligazionaria non tradizionale, stando ai dati di Morningstar. Il responsabile del fondo Arif Husain ha affermato che la strategia vincente è stata quella di vendere futures sui tassi d’interesse a breve, generando in questo modo guadagni via via che la Fed aumentava i tassi. Il fondo da 4,6 miliardi di dollari investe soprattutto in titoli del Tesoro USA per una quota del 42,6% e in obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dai Governi di Germania (11,3%), Regno Unito (8,2%) e Sudafrica (4%). Attraverso l’utilizzo dei futures, il fondo è riuscito a ridurre la duration complessiva di portafoglio da 4,4 a 2,8 anni.

Un altro vincitore è stato il fondo Putnam Mortgage Opportunities, che ha reso il 4,5%, facendo meglio del 98% dei competitor. Il veicolo d’investimento che gestisce assets per 364 milioni di dollari si basa soprattutto sui Mortgage Backed Securities, ovvero su titoli garantiti da mutui residenziali e commerciali. Più di tre quarti del portafoglio riguarda le partecipazioni in assets emessi da Fannie Mae e Ginnie Mae. Questa estate i gestori hanno ridotto l’esposizione ai mutui commerciali, aumentando la posizione di cassa e aggiungendo titoli di solo interesse garantiti da agenzie governative. Il rischio principale in quest’ultima tipologia di titoli è un’accelerazione dei pagamenti anticipati, qualcosa che si verifica quando i tassi scendono, spingendo verso il basso i prezzi dei titoli. I tassi però sono aumentati per tutto l’anno. Per tenere la duration di portafoglio bassa sono stati utilizzati strumenti di copertura come swaps e futures.

Un altro grande fondo vincente è il FolioBeyond Rising Rates, un ETF gestito attivamente, con un patrimonio di 86 milioni di dollari, che investe in obbligazioni USA protette dall’inflazione. Nei primi 10 mesi del 2022, il suo rendimento del 32,2% ha battuto il 99% dei fondi della stessa categoria. La chiave vincente è stato il timing, in quanto il fondo è nato poco prima del ciclo dei forti aumenti dei tassi d’interesse. Proprio dai rialzi dei tassi trae profitto la struttura, che ha nei titoli di agenzia solo interessi il suo focus primario. Il fondo ha una duration negativa di 4,17 anni.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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