Obbligazioni indiane in rally, ecco perché potrebbero salire ancora

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Le obbligazioni indiane sono impegnate in un rally rialzista, a differenza delle colleghe statunitensi. Sembra un’anomalia, visto che per anni le prime si sono mosse in linea con le oscillazioni dei titoli di Stato Usa. I rendimenti dei Treasury fungono infatti da barometro per gli investitori esteri, in quanto hanno alla base il debito più sicuro al mondo. Il legame con le obbligazioni indiane si è però indebolito. I rendimenti dei titoli di Stato dell”India con scadenza a 10 anni sono scesi di oltre 30 punti base a partire dal 1° aprile, data in cui inizia l’anno fiscale per la potenza del subcontinente. Viceversa, i Treasury americani sono saliti dello 0,27% circa nello stesso periodo. Il divario di rendimento è ora ai minimi degli ultimi 20 anni.

A determinare questa differenza sono stati principalmente due fattori. Il primo è la crisi di fiducia negli asset statunitensi dovuta alla politica dei dazi del presidente Donald Trump e alle preoccupazioni per il deficit Usa che potrebbe essere incrementato dalle misure fiscali accomodanti dell’attuale amministrazione statunitense. Il secondo è la divergenza di politica monetaria tra la Reserve Bank of India e la Federal Reserve. Più precisamente, la Banca centrale indiana ha effettuato due tagli consecutivi dei tassi di interesse nel 2025 e si accinge a fare il terzo. La Fed si è presa un periodo di pausa dopo tre sforbiciate lo scorso anno ed è ancora incerta sulle prossime mosse visto il contesto poco rassicurante a livello economico e geopolitico.

 

Obbligazioni indiane: cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

Gli strategist di Citigroup sono convinti che le obbligazioni indiane continueranno a salire nei prossimi mesi, principalmente per la politica monetaria espansiva della RBI. L’autorità centrale “potrebbe tagliare i tassi di interesse di 100 punti base, a un minimo di tre anni del 5% dopo due riduzioni consecutive quest’anno”, ha detto Rohit Garg, responsabile della strategia sui cambi e sui tassi Asia ex-Giappone. “Siamo in una situazione di cambiamento strutturale in cui lo spread delle obbligazioni indiane rispetto ai Treasury statunitensi dovrebbe essere in calo perché le politiche monetarie sono divergenti”. Tale divergenza è probabile che rimanga e ciò comporta che “il rendimento dei titoli indiani a 10 anni scenda al 6% nei prossimi tre mesi, dal 6,25% attuale”, ha aggiunto. La RBI e in generale tutte le Banche centrali asiatiche “stanno attuando politiche monetarie molto più dominate dalle esigenze interne rispetto all’obiettivo di preservare la stabilità esterna”, ha detto Garg.

Della stessa opinione è Kenneth Akintewe, responsabile del debito sovrano asiatico di Aberdeen Investments, che prevede tagli dei tassi di 100 punti base in India, considerato l’allentamento dell’inflazione. “Ciò potrebbe spingere i rendimenti verso il basso al 5,5% se dovesse coincidere con una crescita globale vacillante e un calo dei prezzi del petrolio”, ha affermato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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