Obbligazioni: JP Morgan, puntare su USA e mercati emergenti, no al Giappone - Borsa&Finanza

Obbligazioni: JP Morgan, puntare su USA e mercati emergenti, no al Giappone

Obbligazioni: JP Morgan, puntare su USA e mercati emergenti, no al Giappone

JP Morgan è convinta che negli Stati Uniti arriverà una recessione e la Federal Reserve potrebbe abbassare i tassi d’interesse entro la fine di settembre dell’anno in corso. Per questo motivo, il mercato sta correttamente scontando un taglio del costo del denaro quest’anno. “L’inflazione è troppo alta e ci vorrà una recessione per riportarla giù”, ha affermato Seamus Mac Gorain, responsabile dei tassi globali a Londra della banca statunitense. L’esperto ha aggiunto che la crisi che ha investito il sistema bancario rende più probabile una recessione. Sul fattore tetto al debito USA, Mac Gorain è persuaso che alla fine un accordo si farà, ma, come avvenne nel 2011, fino a quando non verrà presa la decisione di innalzare il limite, ci sarà parecchia volatilità nei mercati finanziari.

La posizione di JP Morgan si scontra con quella di altre grandi banche come Goldman Sachs e Barclays, che invece ritengono la Fed più propensa a mantenere la linea dura vista l’inflazione ancora ostica negli Stati Uniti e comunque lontana dall’obiettivo del 2% della Banca centrale a stelle e strisce.

 

Obbligazioni: cosa comprare e cosa vendere per JP Morgan

Con una contrazione dell’economia americana in arrivo, JP Morgan punta innanzitutto sulle obbligazioni del Tesoro USA. Per effetto dei ripetuti rialzi dei tassi d’interesse eseguiti della Fed per oltre un anno, i rendimenti dei T-Note americani sono saliti alle stelle, con i prezzi sul mercato che si sono via via ridotti. Questa potrebbe essere un’occasione per comprare i titoli di Stato a buon prezzo, sulla prospettiva che l’istituto monetario taglierà i tassi facendo salire le quotazioni. “I Treasury sono ancora il miglior mercato”, ha detto Mac Gorain, aggiungendo che “anche altri mercati hanno iniziato a diventare più attraenti”, compresi i tassi a lungo termine in Europa. “Il vero punto da coinvolgere sarà quando si vedranno chiare prove di un’inflazione che si sta trasformando in quei mercati, che potrebbe non arrivare fino a un po’più tardi in estate”, ha detto.

Lo stratega di JP Morgan focalizza l’attenzione anche sui mercati emergenti, in particolare il Messico, grazie alla capacità delle Banche centrali di affrontare l’inflazione in maniera più efficace rispetto a quanto hanno fatto i mercati sviluppati. “La natura dell’inflazione è stata un po’ diversa, più guidata dalle materie prime”, ha dichiarato Mac Gorain. “I rendimenti reali sono piuttosto interessanti in molte di queste economie”, ha aggiunto.

L’esperto invece si mantiene alla larga delle obbligazioni giapponesi, in quanto “c’è la possibilità che il Giappone torni verso un’inflazione del 2%”, ha affermato. A suo giudizio, non c’è abbastanza premio di rischio nella curva dei rendimenti giapponesi. “Riteniamo molto probabile che la Bank of Japan passerà da ±50 punti base a ± 100 punti base sul controllo della curva a un certo punto”, ha concluso Mac Gorain.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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